Il rimpianto di Breitner: "Sarei potuto essere presidente del Real"

Il difensore tedesco sarebbe diventato volentieri il massimo dirigente del club spagnolo, ma le leggi durante il franchismo glielo hanno impedito.

Il presidente del Real Madrid sarebbe potuto essere Breitner se non fosse stato per il franhismo

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Pelé, Zidane, Vavà e lui. Solo quattro giocatori nella storia del calcio sono riusciti a segnare almeno un gol in due finali diverse dei Mondiali. Uno è il tedesco Paul Breitner, che segnò sia nel 1974 che nel 1982 (contro l'Italia). Eppure lui non era un attaccante ma un difensore. Per questo il suo record vale un po' di più.

Breitner però era molto più di un calciatore. Per tutta la carriera è stato molto attivo anche sul piano politico. Si interessava anche ad altro. Si interessava soprattutto ad altro. Fin da giovanissimo dimostrò di avere un carattere ribelle, manifestando apertamente ideologie di sinistra: in una foto ha posato con il Libretto Rosso di Mao Tse-tung.

Eppure nel 1974 accettò di lasciare il Bayern Monaco per andare al Real Madrid, squadra particolarmente cara al dittatore di estrema destra Francisco Franco. Lì ha vissuto tre anni, vincendo due campionati, eppure non era affatto contento. Al punto che decise di tornare in Germania per giocare con l'Eintracht di Francoforte.

Paul Breitner, leggenda del Bayern Monaco
Paul Breitner, leggenda del Bayern Monaco

Real Madrid, l'incredibile rimpianto di Breitner

Breitner è sempre stato un personaggio particolarmente critico, analitico e voglioso di dire la sua per cambiare le cose in meglio. Al punto che già nel 2014 consigliò al calcio italiano di intraprendere una rotta diversa:

Circa 20 anni fa i responsabili del vostro calcio hanno smesso di pensare e programmare. Milan, Inter e Juve erano squadre vincenti in Europa: schieravano gli stranieri più forti in circolazione e italiani di fama mondiale. Bisogna cambiare subito mentalità. Se si inizia oggi a lavorare in maniera adeguata, fra 10 anni potreste tornare quelli di fine anni ’90. Ma il cambio di mentalità deve essere radicale ed immediato.

Nessuno lo ha ascoltato e i risultati del calcio italiano sono peggiorati ancora, fino ad arrivare all'eliminazione contro la Svezia. Per anni Breitner è stato un dirigente importante al Bayern Monaco, è stato una guida del club che lui ha reso (prima da giocatore e poi da dirigente) uno dei migliori al mondo. Per questo per se stesso avrebbe sognato perfino qualcosa in più. Sarebbe voluto essere presidente del Real Madrid. Quando Breitner giocava in Spagna regnava ancora il franchismo e per gli stranieri non era facile.

Paul Breitner negli anni 70
Paul Breitner negli anni 70

La legge vigente sulle relazioni industriali prevedeva quattro gruppi di aziende: per la difesa nazionale, ausiliarie a quest'ultime, basiche per l'economia nazionale e altro. Per il primo gruppo il capitale doveva essere interamente spagnolo, per le altre (non organizzate come società per azioni) gli stranieri potevano acquistare fino a 1/4 della proprietà (alla borghesia statunitense si propose di espropriare le ex imprese possedute dai tedeschi nel paese). In quelle di nuova costituzione il capitale spagnolo doveva comunque essere non inferiore ai 3/4. Di fatto non avrebbe potuto lavorare come avrebbe voluto. Per questo, in un'intervista rilasciata a Die Welt, ha ammesso di avere un grosso rimpianto.

Forse quando andai al Real Madrid ero un po' troppo giovane. Se ci fossi andato 2-3 o 4 anni dopo oggi forse sarei il presidente del club. Dopo la morte di Franco avrei avuto la possibilità di lavorare, avviare la carriera da imprenditore. Invece decisi di andarmene perché non potevo studiare, non potevo fare nulla, io invece ero abituato a fare altro oltre che giocare a calcio.

Pelé, Zidane, Vavà e lui sono gli unici ad aver segnato almeno un gol in due finali dei Mondiali diverse. E se Zizou oggi guida la squadra dalla panchina, Breitner avrebbe potuto farlo da presidente.

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