Nuovo ct dell'Italia, Roberto Mancini sempre più favorito

L'attuale tecnico dello Zenit San Pietroburgo dovrebbe essere l'uomo da cui ripartirà la Nazionale. Lunedì un colloquio decisivo con Giovanni Malagò, annuncio il 20 maggio.

Roberto Mancini

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Sembra sempre più probabile che sarà Roberto Mancini il nuovo commissario tecnico dell'Italia, succedendo alla fallimentare gestione di Gian Piero Ventura e al breve interregno di Gigi Di Biagio. Sarà dunque l'attuale tecnico dello Zenit San Pietroburgo l'uomo a cui spetterà il compito di rilanciare il calcio azzurro, che forse mai è stato così nei guai: la mancata qualificazione ai prossimi Mondiali di Russia è stata la conseguenza di un movimento in crisi da tempo e che deve assolutamente ripartire in vista dei prossimi appuntamenti internazionali.

A rivelarlo è "La Gazzetta dello Sport" in edicola oggi: Roberto Mancini guiderà oggi lo Zenit nell'impegno di campionato contro il Krasnodar, quindi domattina raggiungerà Roma dove dovrebbe incontrare Giovanni Malagò, presidente del CONI, commissario straordinario della Lega Serie A e suo principale sponsor come nuova guida dell'Italia. Se ci sarà fumata bianca, tuttavia, l'annuncio verrà rimandato al prossimo 20 maggio, data annunciata a suo tempo da Demetrio Albertini come quella giusta per la nomina del nuovo commissario tecnico.

Il 13 maggio infatti si concluderà il campionato russo - dove a sette giornate dal termine lo Zenit è al quarto posto a -7 dalla vetta - e solo allora l'ex-tecnico dell'Inter dovrebbe rassegnare le dimissioni dal club sulla cui panchina siede dallo scorso giugno. Mancini avrebbe staccato la concorrenza, rappresentata da Carlo Ancelotti, Fabio Capello, Claudio Ranieri, Antonio Conte e lo stesso Gigi Di Biagio, attuale selezionatore che forse non ha mai goduto della piena fiducia dei vertici federali.

Roberto Mancini e Mario Balotelli

Roberto Mancini nuovo ct dell'Italia: torna Balotelli?

Roberto Mancini e l'Italia sono dunque molto vicini: l'allenatore jesino era in ballottaggio con altri nomi importanti, ma avrebbe staccato la concorrenza principalmente per la disponibilità e l'entusiasmo mostrati sin da subito riguardo alla prospettiva di guidare la Nazionale in una difficile ripartenza. Questo avrebbe fatto la differenza rispetto a Capello - che avvicinato nei giorni scorsi avrebbe manifestato poco interesse - e ad Antonio Conte, che invece paga i rapporti non eccellenti con parte della federcalcio. Anche Ranieri e Di Biagio non convincono pienamente i vertici, mentre Ancelotti si sarebbe chiamato fuori non ritenendo quello attuale il momento giusto per questa esperienza.

Alcuni di questi nomi restano in corsa, ma Mancini è adesso il favorito numero uno, e dopo l'incontro con Malagò potrebbe mancare soltanto l'ufficialità, che dovrebbe arrivare appunto il prossimo 20 maggio, giusto in tempo per le sfide amichevoli contro Arabia Saudita, Francia e Olanda. L'incognita principale sembra essere rappresentata dallo stesso Zenit, che potrebbe non voler rinunciare a cuor leggero al tecnico ingaggiato meno di un anno fa, e in quel caso i nomi di Ranieri, Di Biagio e persino Conte tornerebbero in gioco.

"La Gazzetta dello Sport" ipotizza già come potrebbe scendere in campo l'Italia di Roberto Mancini, proponendo due formazioni diverse: con il 4-2-3-1 o con il 4-3-1-2 i punti fermi sarebbero rappresentati dalla difesa - formata da Donnarumma, Florenzi, Chiellini, Bonucci e Spinazzola - e da un centrocampo che ripartirebbe da Verratti e Pellegrini. Il nome nuovo sarebbe il cagliaritano Barella, schierabile sia come interno che come trequartista nel 4-2-3-1, mentre nel "rombo" questo ruolo spetterebbe a Bernardeschi. In attacco Chiesa e Insigne troverebbero certamente posto alle spalle di Belotti, che potrebbe giocarsi il posto o anche essere affiancato dal redivivo Mario Balotelli, giocatore per cui Mancini ha sempre avuto un debole e con cui vanta un rapporto speciale.

Altri nomi da cui potrebbe ripartire l'Italia sono quelli di Mandragora, Gagliardini, Caldara, Romagnoli e Cutrone, in quello che sarebbe il tanto sospirato ricambio generazionale in vista di uno sperato ritorno ai vertici del calcio mondiale. Un compito tutt'altro che facile, una missione che - ormai è chiaro - sarà assegnata con ogni probabilità a Roberto Mancini.

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