Bayern Monaco, Heynckes e l'importanza di avere un tecnico tedesco

Dopo le esperienze con Guardiola e Ancelotti, il club si è deciso a puntare su un allenatore che parlasse la lingua. E i risultati sono stati subito ottimi.

Al Bayern Monaco serve un allenatore tedesco. Lo ha dimostrato Heynckes

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Tre indizi fanno una prova. E in questo caso gli indizi hanno un nome e un cognome: Pep Guardiola, Carlo Ancelotti, Jupp Heynckes. Tutti e tre hanno vinto con il Bayern Monaco, solo uno ha trionfato. Il tecnico spagnolo ha conquistato tre volte la Bundesliga, non il cuore di giocatori e tifosi.

Perfino Carletto ha avuto difficoltà sotto questo punto di vista. Lui che ovunque è stato apprezzato per il suo straordinario spessore umano, a Monaco è stato criticato proprio per il rapporto (freddo) con i calciatori. Non si è preso con Muller (troppo spesso lasciato in panchina), non ha capito Lewandowski (che si aspettava un aiuto per vincere la classifica cannonieri nella passata stagione). Non ha creato feeling con i senatori.

Guardiola e Ancelotti hanno due caratteri completamente diversi, eppure hanno fallito (per quanto i risultati non fossero affatto negativi) allo stesso modo. Non sono stati capiti, non sono stati apprezzati. Nessuno dei due padroneggiava il tedesco. Pep parlava spagnolo o inglese, Carletto inglese. E non ha funzionato.

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Bayern Monaco, il trionfo di Heynckes

Quando il Bayern Monaco decise di vendere Schweinsteiger (in evidente calo) al Manchester United, i tifosi la presero male. Esposero perfino uno striscione contro Rummenigge, percepito come schiavo di Guardiola. Era in atto una “de-bavarizzazione” della squadra che all'ambiente non piaceva. Con Ancelotti, specie dopo il ritiro di Lahm, il Bayern Monaco stava sì acquisendo sempre più uno status internazionale (da James Rodriguez a Tolisso), ma stava perdendo la propria indole, il proprio orgoglio. Stava perdendo quel “Mia San Mia” (“noi siamo noi”) motto del club. Al Bayern Monaco c'è bisogno di tedeschi, c'è bisogno di restare aggrappati a un'identità. Per questo sono importanti dirigenti come Rummenigge e Hoeness, giocatori come Muller (e questo forse Ancelotti non lo ha capito) e allenatori tedeschi come... Heynckes.

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Il club si è rivolto a lui non tanto per raddrizzare la stagione (con Ancelotti il Bayern avrebbe probabilmente vinto lo stesso il campionato) ma per ritrovare la propria identità. In questi mesi i dirigenti stanno cercando di convincere Heynckes a restare alla guida del club anche per la prossima stagione, ma se non dovessero riuscirci punterebbero su un tedesco (si parla ancora con insistenza di Tuchel) o su un austriaco (piace Hasenhuttl del Lipsia), non più su uno straniero. Per quanto bravo, per quando esperto: a Monaco servono i tedeschi, meglio ancora se bavaresi (d'origine o d'animo). Tre indizi fanno una prova: Guardiola e Ancelotti non hanno conquistato il cuore di tifosi e giocatori, Heynckes sì. Qualcosa vorrà pur dire...

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