McGregor si costituisce alla polizia di New York dopo l'aggressione

Il fighter irlandese si sarebbe consegnato di sua spontanea volontà alle forze dell'ordine dopo il folle attacco contro il pullman al Barclays Center.

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Che Conor McGregor fosse un tipo imprevedibile lo sapevano tutti gli appassionati di UFC, o anche soltanto chiunque lo abbia sentito parlare a un microfono. Ma quanto successo ieri sera è stata una vera e propria follia.

Il fighter irlandese ha fatto irruzione al Barclays Center di Brooklyn assieme ad un gruppo composto da una ventina di suoi "amici" e ha letteralmente assalito il pullman dove erano presenti dei suoi colleghi che avevano parlato poco prima in vista dell'evento UFC 223 in programma fra sabato 7 e domenica 8 aprile.

L'assurdo attacco di McGregor, definito dal patron della UFC Dana White "l'atto più grave della storia di questa compagnia", aveva portato all'emanazione di un mandato d'arresto per il nativo di Crumlin che a quanto pare nella notte si è consegnato direttamente alla polizia di New York.

UFC, McGregor si costituisce alla polizia dopo l'assalto del Barclays Center

Dopo l'assalto, durante il quale McGregor ha lanciato secchi della spazzatura e carrelli contro i vetri del pullman ferendo al volto il fighter di origini italiane Micheal Chiesa e il collega Ray Borg, l'attuale detentore dell'UFC Lightweight Championship si è dato alla fuga.

Durante la nottata però avrebbe deciso di costituirsi di sua spontanea volontà alle forze dell'ordine. Al momento non è ancora stato diffuso un comunicato dalla polizia che spiega con precisione quali saranno le accuse per cui sarà giudicato McGregor, che non soltanto ha ferito dei colleghi ma anche causato dei cambiamenti alla card di UFC 223.

Sia Chiesa che Borg infatti non potranno prendere parte all'evento in programma fra sabato e domenica, dove avrebbero dovuto affrontare rispettivamente Anthony Pettis e Brandon Moreno. Senza dimenticare che Lobov, sparring partner di McGregor, è stato rimosso dalla card subito dopo l'incidente per aver preso parte all'assalto.

Un atto insensato e incredibile che costerà molto caro a Conor McGregor: l'irlandese è in custodia e non in stato di arresto visto che non ci sono ancora accuse formali e l'indagine è tutt'ora in corso. Ma con tutta probabilità il 29enne andrà a processo e, come detto dallo stesso Dana White, una follia del genere potrebbe anche chiudere la sua carriera in UFC.

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