Non solo Cristiano Ronaldo: le standing ovation agli avversari

L'Allianz Stadium si inchina a CR7 dopo la rovesciata del momentaneo 0-2. Quanti stadi hanno concesso un tributo ai giocatori di altre squadre?

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Manifesta superiorità rispetto agli altri 21 in campo, un ruolo che gli viene riconosciuto anche da quei tifosi che non sono i suoi. Cristiano Ronaldo abbatte la Juventus nell'andata dei quarti di Champions League e viene portato in trionfo da tutto l'Allianz Stadium, che in occasione del momentaneo 0-2 in rovesciata gli concede un'eloquente standing ovation.

Hard work pays off!

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È sembrato un modo per ricambiare l'affetto che, 10 anni fa, il Santiago Bernabeu mostrò ad Alessandro Del Piero al momento della sostituzione prima del fischio finale. Stavolta, a parti invertite, i bianconeri sono con più di un piede e mezzo fuori dalla Champions League, ma contro un CR7 in queste condizioni c'è davvero poco da fare.

Non si tratta dell'unico caso di standing ovation da parte del pubblico avversario. Cristiano Ronaldo ha ottenuto un riconoscimento riservato a pochi, capaci di mostrare tutta la propria aura di campioni al punto da indurre i tifosi altrui a battere le mani.

Non solo Cristiano Ronaldo: i tributi dei tifosi avversari

Prima del portoghese, proprio il Real Madrid si è reso protagonista di standing ovation concesse agli avversari e ricevute dai propri giocatori. Laurie Cunningham, poi morto in un incidente stradale nel 1989, è stato il primo madridista ad essere applaudito al Camp Nou, in un 2-0 dei blancos sul Barcellona nella stagione 1979/1980. Gesto ricambiato al Bernabeu 3 anni più tardi in Copa del Rey quando Maradona, con la maglia blaugrana addosso, strappò applausi dopo un 2-2.

Dalla Spagna alla Champions, da Madrid a Old Trafford. Nel 2003 va in scena una delle partite più spettacolari degli ultimi anni, con il Manchester United che batte 4-3 il Real Madrid ma non riesce a qualificarsi per le semifinali. Le merengues ringraziano la tripletta di un altro Ronaldo, il Fenomeno, che permette al Real di blindare il 3-1 dell'andata. La Stretford End, poi, trascina tutto il pubblico dei Red Devils nell'ovazione per R9.

R9
Da Ronaldo a Ronaldo: le standing ovations ai giocatori del Real Madrid

Ventitre anni dopo Maradona, il Bernabeu torna in piedi per un altro campione del Barcellona. Nel 3-0 blaugrana del 2005/2006 c'è la mano di un Ronaldinho fuori dal normale, anche campione d'Europa a fine stagione. È un momento storico per il Clasico, sia per il tributo al brasiliano sia per la batosta incassata dal Real Madrid.

Dinho è il pioniere che lascia strada a Messi, Iniesta e Xavi. Nessuno dei tre ha ricevuto lo stesso omaggio dai blancos, ma nel giro di 7 anni hanno potuto manifestare la propria grandezza. La Pulce dall'altra parte di Madrid, nel vecchio Calderón, mentre Don Andrés e il numero 6 rispettivamente nel derby in casa dell'Espanyol e a Bilbao. L'ultimo centrocampista a ricevere una standing ovation dai tifosi madridisti, invece, è stato Xabi Alonso al termine delle semifinali di Champions dello scorso anno: un plauso alla carriera, non solo nelle vesti di ex.

Le standing ovation in Italia

Non solo Del Piero al Bernabeu o Cristiano Ronaldo all'Allianz Stadium. I calciatori e gli stadi italiani sanno difendersi e lo dimostrano le storie di tre pilastri in particolare. Francesco Totti riceve l'abbraccio di Marassi dopo il gol di sinistro al volo contro la Sampdoria, mentre Firenze e Milano certificano la grandezza di Paolo Maldini e Roberto Baggio. Entrambi, nel giorno dell'addio al calcio, strappano applausi, cori e qualche lacrima anche agli avversari. Perché il talento, la sportività e l'affetto non fanno parte solo di Inghilterra e Spagna.

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