Premier League, Conte: "Il futuro non mi preoccupa, ho un contratto"

L'allenatore del Chelsea parla dopo la sconfitta casalinga contro il Tottenham: "Io penso soltanto a lavorare, deciderà la società".

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La sconfitta nello scontro diretto contro il Tottenham complica fortemente la rincorsa alla Champions League del Chelsea di Antonio Conte, che al momento è quinto nella classifica di Premier proprio dietro agli Spurs che hanno 8 punti di vantaggio.

A 7 giornate dalla fine del campionato inglese, arrivare nei primi quattro posti sembra essere ormai un'impresa quasi impossibile per il club di Abramovich e il 3-1 subito oggi sembra aver fatto svanire qualsiasi speranza rimasta.

Nel dopo partita Conte si è presentato ai microfoni dei giornalisti particolarmente deluso da quanto successo allo Stamford Bridge e alle domande sul suo futuro, l'ex allenatore della Nazionale italiana non ha voluto rispondere chiaramente.

Premier League, Conte sul suo futuro: "Non mi preoccupo, ho un contratto"

Nel derby londinese il Chelsea era partito col piede giusto, andando in vantaggio grazie al gol di Alvaro Morata. Ma a pochi secondi dalla fine del primo tempo, il Tottenham ha trovato il pareggio grazie ad un gran tiro di Eriksen prima di prendere il largo nella ripresa con la doppietta di Alli. Conte ha analizzato la sconfitta.

Meritavamo il vantaggio ma non dovevamo prendere gol a fine primo tempo. Abbiamo commesso troppi errori, la partita di oggi deve esserci di insegnamento.

Inevitabile la domanda sul suo futuro: il rapporto con la dirigenza dei Blues sembra essere ormai ai minimi termini eppure l'ex allenatore della Juventus non ha voluto dare indicazioni precise su una sua eventuale partenza da Londra.

Dovete chiedere alla società. Io penso solo a lavorare, non sono preoccupato: tutti conoscono la durata del mio contratto.

Dichiarazioni molto vaghe quelle del tecnico leccese che con la sconfitta di oggi ha probabilmente perso la possibilità di portare nuovamente il suo Chelsea in Champions League. Qualificazione che forse sarebbe stato un degno regalo d'addio.

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