WWE, Wrestlemania è alle porte: la storia del Superbowl del wrestling

Nella notte fra l'8 e il 9 aprile si svolgerà l'evento più atteso dell'anno, uno show che dal 1985 rappresenta la più grande scommessa vinta di Vince McMahon.

WWE, Wrestlemania è alle porte

184 condivisioni 0 commenti

di

Share

L’attesa è finalmente finita, Wrestlemania sta per arrivare. Nella notte fra domenica 8 e lunedì 9 aprile andrà in scena l’evento più importante dell’anno non soltanto per la WWE ma per l’intero mondo del wrestling professionistico. Uno show colossale in ogni senso possibile che da 33 anni è il perno attorno a cui ruota il lavoro della federazione di Stamford.

La 34esima edizione sarà ospitata dal Mercedes-Benz Superdome di New Orleans davanti ad una folla che dovrebbe essere composta da più di 75.000 spettatori. E la card di quest’anno è particolarmente ricca, con dei match titolati attesissimi, il ritorno sul ring di Daniel Bryan (a cui va aggiunto quello probabile di Undertaker) e il debutto ufficiale dell’ex campionessa UFC Ronda Rousey.

Come sempre Wrestlemania si presenta come il culmine delle rivalità più importanti in WWE, come il finale di stagione per una serie tv che dall’episodio successivo preme il tasto reset e riparte. Ma l’importanza storica di questo evento per la compagnia di proprietà di Vince McMahon va ben oltre lo spettacolo offerto ogni anno: Wrestlemania è infatti lo show che ha salvato la federazione e le ha permesso di diventare la più importante nel mondo del wrestling.

Wrestlemania I
La prima edizione di Wrestlemania si svolse il 31 marzo 1985

La nascita di Wrestlemania, l'evento più atteso dell'anno in WWE

Fino ai primi anni ’80, il wrestling era un prodotto che veniva proposto da federazioni territoriali unite sotto il nome della National Wrestling Alliance, da cui la WWE si staccò nel 1963. Vince McMahon, dopo aver ereditato da suo padre il possesso della compagnia nel 1984, decise di provare il tutto per tutto per renderla la più importante sul panorama mondiale e il suo azzardo fu proprio la prima edizione di Wrestlemania.

L’idea di creare uno show trasmesso in televisione a circuito chiuso in cui tutti i nomi più importanti di una federazione lottavano nella stessa sera era stata già messa in pratica dall’NWA con Starrcade, nato nel 1983. Ma la visione di McMahon fu diversa: istituire un evento che oltrepassasse i confini del wrestling per permettergli di approdare nei media mainstream, attirando così l’attenzione necessaria per essere trasmesso in tutti gli Stati Uniti e renderlo il "Superbowl" del wrestling.

Fu in questo modo che nel 1985 si arrivò alla prima edizione di Wrestlemania ospitata dal Madison Square Garden di New York, evento in cui erano presenti tutti i wrestler più famosi dell’epoca (Hulk Hogan, Roddy Piper, André The Giant) e anche nomi importanti di altri mondi come gli attori Liberace e Mr.T (che lotterà nel main event), la cantante Cindy Lauper e persino Muhammad Ali che sarà l’arbitro speciale dell’ultimo incontro della serata.

Lo show fu un successo clamoroso: al Garden si presentarono più di 19.000 persone per vedere l’evento dal vivo e gli spettatori da casa furono più di 400.000, permettendo a Wrestlemania di diventare il programma televisivo trasmesso a circuito chiuso più visto della storia fino a quel momento. 

Una vittoria schiacciante che premiò il coraggio di Vince McMahon di giocarsi tutto, sia finanziariamente che dal punto di vista della reputazione, nell’organizzazione dell’evento. Nel 2015 l’ex wrestler Tito Santana raccontò un curioso aneddoto sul suo boss: stando al lottatore che in quell’occasione fu protagonista del match di apertura, Vince tenne un discorso nello spogliatoio che mise in agitazione tutti prima dell’inizio.

Vince ce lo disse chiaramente: se quella serata non fosse stata un successo, la federazione sarebbe andata in bancarotta.

Daniel Bryan
La vittoria del titolo da parte di Daniel Bryan a Wrestlemania 30

La vetrina degli immortali

Quello proposto dalla WWE è a tutti gli effetti un prodotto di intrattenimento e in quanto tale si basa su un certo tipo di narrativa: le storie e le rivalità che poi sfociano negli incontri sono tutte create con l’obiettivo di regalare agli spettatori dei ricordi che rimangano impressi nelle loro menti. E l’evento dove questo accade più spesso è certamente Wrestlemania.

Lo show, non a caso definito “La vetrina degli immortali”, è stato teatro di alcuni dei momenti più famosi e importanti della storia della federazione. Alcuni di questi sono arrivati durante un match, come lo svenimento di Stone Cold Steve Austin durante la sfida con Bret Hart nella tredicesima edizione o lo shock dell’intera arena quando Brock Lesnar schienò Undertaker nel 2014 regalandogli la prima sconfitta a Wrestlemania. Mentre altre volte la magia è scattata al di fuori di un incontro, come l’iconica riunione fra Randy Savage e sua moglie Miss Elizabeth e il segmento di Wrestlemania 30 con protagonisti Hogan, Steve Austin e The Rock.

Ma quello più celebre di tutti, il vero archetipo del “Wrestlemania moment” è arrivato in una delle prime edizioni e più precisamente nella terza. Nel main event Hulk Hogan doveva difendere il titolo del Mondo dall’assalto del colossale André The Giant e per vincere il match il campione riuscì a sollevare il gigante per poi finirlo con il suo leg drop.

Hogan e André
La vittoria di Hogan contro André The Giant

Il momento in cui Hogan riesce a schiantare al tappeto il suo avversario è diventato uno dei più iconici della storia della WWE e mandò in visibilio i quasi 90.000 spettatori presenti al Silverdome di Detroit, dando di fatto il via al boom di popolarità del wrestling.

Tyson a Wrestlemania
Mike Tyson a Wrestlemania 14

Lo show dove il wrestling incontra altri mondi

A rendere Wrestlemania il fenomeno mondiale che è adesso è stato l’azzardo di Vince McMahon di presentare il wrestling WWE come un prodotto appetibile su ampia scala e uno dei modi in cui è riuscito a raggiungere questo obiettivo è stato il continuo coinvolgimento di celebrità nello show più importante dell’anno.

Questa tradizione iniziò come già detto nella prima edizione continuando tutt’ora e da quel 1985 a Wrestlemania sono apparsi (sia come ospiti che come lottatori veri e propri) VIP di ogni ambito: da protagonisti del mondo dello sport come Muhammad Ali, Mike Tyson, Pete Rose e Floyd Mayweather a stelle di Hollywood come Burt Reynolds, Micky Rourke e Arnold Schwarzenegger, senza dimenticare i tantissimi artisti musicali che si sono esibiti durante lo show.

Alcune di queste celebrità apparse a Wrestlemania sono poi entrate nella Hall Of Fame WWE ed è questo il caso anche per Donald Trump. L’attuale presidente degli Stati Uniti è da molto tempo amico di Vince McMahon e la quarta e quinta edizione furono ospitate dal Trump Plaza, uno dei tanti edifici di sua proprietà. Ma la sua partecipazione più famosa fu sicuramente quella della “Battaglia dei miliardari” a Wrestlemania 23, in cui 2 wrestler scelti da lui e da McMahon (Bobby Lashley e Umaga) si sfidarono per decidere quale dei due ricchi imprenditori sarebbe stato rasato a zero, visto che la posta in palio del match erano i capelli di Trump o McMahon.

Trump e McMahon
Trump che attacca Vince McMahon

Durante l’incontro, l’uomo che poi diventerà Presidente degli USA attaccherà il suo rivale e il wrestler da lui scelto vincerà l’incontro. Un momento incredibile a culmine di una rivalità ancora più incredibile, che però attirò grande attenzione dei media sull’evento che diventerà il pay per view WWE con più acquisti nella storia fino a quel momento e che sarà superato soltanto da Wrestlemania 28. L’ennesima prova della lucida follia di Vince McMahon, che nel 1985 fa provò una scommessa con Wrestlemania e partendo da quel giorno, i suoi azzardi hanno portato la compagnia a diventare la più grande federazione di wrestling del mondo.  

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.