MMA, Khabib Nurmagomedov è l'essenziale

Khabib Nurmagomedov è un fighter tanto essenziale quanto pericoloso. A UFC 223 dovrà vedersela con l'avversario più duro incontrato finora: Tony Ferguson.

MMA, Khabib Nurmagomedov si prepara al match

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Bruce Lee tramandava una massima che suggeriva di temere l'uomo che si è allenato mille volte su un calcio, non quello che si è allenato sui mille calci diversi. Questo perché, nel contesto marziale, è l'essenza a contare. Un artista marziale per essere efficace non deve padroneggiare più tecniche possibili. Deve padroneggiare bene quelle che conosce.

Khabib "The Eagle" Nurmagomedov (25-0) è un fighter essenziale. È dotato di uno striking scolastico, non ha particolari abilità nelle sottomissioni, ma chiunque entri in contatto con lui, non ne esce integro. Il russo è come colla, se si attacca non si stacca più. Un ground and pound perpetuo e feroce è marchio distintivo di "The Eagle". Ci sono stati fighter capaci di subirlo, ma nessuno di loro ne è uscito integro.

Il suo record d'altronde parla chiaro, venticinque vittorie, nessuna sconfitta. E, in barba a coloro che hanno indicato il record dell'Aquila Russa come “costruito”, Khabib ha dimostrato nella promotion più importante al mondo, un match dopo l'altro, di avere le stimmate del campione. In nessun match combattuto dal russo, il suo avversario ha potuto gridare al furto o attaccarsi a giustificazioni di sorta. Ognuno di loro ha dovuto ammettere la superiorità di Khabib.

MMA, Khabib Nurmagomedov, la bestia nera della divisione dei pesi leggeri

L'avversario che più è andato vicino alla vittoria con lui è stato Gleison Tibau, di certo non il miglior peso leggero in UFC. Ciò dimostra che una serata storta può capitare a chiunque, ma anche che se il russo è in serata, nessuno può batterlo. La fine che Khabib ha fatto fare ad un fighter del calibro di Edson Barboza, atleticamente in forma smagliante – o non avrebbe potuto subire il russo per tre round – è ancora stampata davanti agli occhi di fan e addetti ai lavori e difficilmente andrà via.

MMA, UFC, Khabib su Barboza
Khabib insegue Barboza dopo aver subito qualche colpo di gambe da parte del brasiliano. Edson cerca di tenere a distanza Khabib che però grazie a un lavoro costante di pressione e alla capacità in grappling, si incollerà ancora a "Junior".

E dire che il brasiliano, nelle prime battute del primo round, ha riservato al suo avversario tutto il suo arsenale di colpi, vari e potenti, ma nulla ha potuto contro la pressione dell'orso. Già, perché Khabib Nurmagomedov, in un immaginario contesto animalesco, è proprio un orso. Se ti afferra, non c'è modo di sfuggirgli.

Contro di lui, a UFC 223 ci sarà l'Uomo Nero, Tony Ferguson. E si sa, l'Uomo Nero non ha paura di nessuno, semmai la incute.

Ma c'è un che di atavico nello stile di Khabib. D'altronde il combat sambo, disciplina che probabilmente non ha necessitato nemmeno di tante modifiche per essere adattata alle MMA, è figlia diretta del sambo, sport quasi centenario e sistema d'autodifesa dell'esercito russo che vede in sport come la lotta, il jiu-jitsu e diverse arti marziali popolari turche la sua discendenza. Il ritmo di Nurmagomedov è surreale. Gli basta trovare le misure una volta per affondare l'atterramento, immobilizzare l'avversario e iniziare a martellarlo.

MMA, UFC, Khabib martella Barboza
Mano sinistra sulla spalla, mano destra a terra che bilancia e si stacca per colpire Barboza al volto. Testa che tiene il brasiliano a parete e controllo totale di equilibrio e peso. Il russo è in pieno controllo.

Un individuo che non si intende di arti marziali potrebbe addirittura pensare che si tratti di un massacro da strada, se non venisse indirizzato sulla pulizia tecnica, sulla preparazione, sull'astuzia che un'arte di questo tipo possiede. Basta osservare attentamente per accorgersi che Khabib lascia pochissimi spazi, pressoché nulli, e che controlla il peso del proprio corpo e quello del proprio avversario in maniera unica. Il lavoro di Khabib è semplice, efficace ed inesorabile. Il suo avversario sa già cosa farà, non ci sono sorprese, non ci sono conigli che escono dal cilindro. Ma non può evitarlo comunque.

MMA, UFC: Khabib colpisce dos Anjos
Uno dei migliori grappler in UFC, nonché ex campione di categoria, Rafael dos Anjos viene annichilito e costretto spalle a parete da Khabib, che intrappola il braccio del suo avversario. RDA sposta il peso all'indietro e cerca spazio, ma il russo gli è addosso e non lascia possibilità di guadagnare alcuna posizione.

Per fare un parallelismo letterario, Khabib Nurmagomedov è la rappresentazione filosofica della “bestia” che minaccia i ragazzi ne “Il Signore delle mosche” di William Golding. È la personificazione primordiale della paura. La paura solitamente arriva da ciò che non si conosce. Ma come si reagisce alla paura di ciò che si conosce? Prendendo delle precauzioni. Cercando delle contromisure. Ecco, da quando il russo è in UFC, in molti hanno tentato delle contromisure efficaci contro di lui, ma il risultato è sempre stato lo stesso: Khabib non può essere sconfitto, può essere solo limitato. Almeno finora.

MMA, UFC: Khabib impone l'atterramento a Healy
Un takedown spettacolare da parte di Khabib su Pat Healy a UFC 165. Il russo porta a spasso per l'ottagono in spalla il suo avversario, per poi schiantarlo violentemente al suolo.

Al di là delle esagerazioni, nessuno è imbattibile e magari già alla prossima uscita nella quale dovrà vedersela contro il più pericoloso peso leggero in circolazione, le difficoltà saranno diverse da quelle incontrate. Ma il livello massimo degli avversari in UFC è già stato testato e Khabib ha spazzato chiunque si parasse sulla sua strada.

Anche il pericolosissimo Edson Barboza, che ha tentato di contrastarlo grazie all'ottima capacità di colpire in arretramento, ha avuto difficoltà palesi nella gestione del treno russo, che lo ha aggredito con un pressing forsennato sin dalle prime battute e che, dopo aver lasciato libero sfogo al brasiliano nei primissimi momenti del match ed aver saggiato l'esplosività di “Junior”, è tornato alla carica chiudendo ogni possibilità di colpo singolo o combinazione possibili.

MMA, UFC: Khabib continua il suo lavoro su Barboza
Khabib continua il lavoro di sfinimento su Edson Barboza. Nell'ultimo frame, sposta con lucida freddezza la mano dal volto del brasiliano per continuare a colpirlo liberamente.

Un combattente monotematico, ma allo stesso tempo totale. Perché Khabib ha potuto permettersi di depurare il suo stile e di concentrarsi sui suoi punti forti, pochi magari, ma di gran lunga superiori a quelli dei suoi avversari. E se il combattimento prende la piega da lui desiderata, le possibilità dei suoi avversari rasentano lo zero. Al russo è stato dato ogni tipo di avversario e gli addetti ai lavori sanno bene che il matchmaking, molte volte, decide l'incontro.

MMA, UFC: Khabib costringe anche Johnson a terra
Il match contro Michael Johnson ha visto Khabib subire nella fase iniziale del match, per poi dar vita a un comeback spettacolare, che l'ha visto vincere con una kimura. Qui, controlla il braccio destro di Johnson, gli impedisce di rimettersi in piedi e lo colpisce duramente e con ritmo intenso.

Ma "The Eagle" ha annichilito ognuno di essi: che fosse uno striker, un grappler, un submission fighter o un combattente totale. Khabib Nurmagomedov è l'essenziale. È il fighter depurato da ogni aspetto superfluo. Il combattente che ha eliminato l'eccedente. L'essenza del combattimento è tutto ciò che resta. Ciò che serve per portare a casa senza dubbi, né esitazioni, ogni incontro che l'Aquila vada a disputare.

Il prossimo obiettivo è quel titolo tanto agognato. Ma c'è un uomo che sicuramente non sarà d'accordo: l'Uomo Nero Tony Ferguson.

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