Ibrahimovic: "Allegri ha fatto grandi cose, Gattuso me lo porto in guerra"

Nella conferenza stampa di presentazione come nuovo giocatore dei Los Angeles Galaxy, l'attaccante svedese parla anche dei due tecnici italiani.

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L'avventura americana di Zlatan Ibrahimovic è iniziata. L'attaccante svedese ha firmato un contratto di un anno e mezzo fino al 2019 e ha tenuto la consueta conferenza stampa di presentazione.

Sono davvero contento di essere arrivato ai Galaxy, non vedo l'ora di scendere in campo. Avrei potuto indossare questa maglia tempo fa, prima di scegliere il Manchester United. La mia testa era già a Los Angeles, alla fine scelsi la Premier League. Cosa rispondo a chi dice che sono vecchio? Mi sento come Benjamin Button, sono nato anzino e morirò giovane. Non pensate troppo a quanti anni abbia, ho messo piede in Premier che ero in sedia a rotelle e in tre mesi l'ho conquistata. Sono eccitato e affamato di vittorie. Quando Mourinho ha avuto bisogno di me ci sono sempre stato, quando non ha avuto bisogno di me ho lavorato ancora di più

Fanno incursione in conferenza un paio di domande su Allegri e Gattuso, che questa sera si sfideranno dirante Juventus-Milan: 

Allegri sa cosa deve fare per vincere trofei, ha fatto bene con il Milan e sta facendo bene con la Juve. Gattuso lo conosco come compagno, non serve spiegargli come si vince. Lui lo sa bene, ha tanta fame e sta facendo grandi cose. Sono contento per lui, mi piace come persona, mi piaceva come giocatore, è uno che ti dà tanti stimoli. Lo trovi sempre al tuo fianco se hai bisogno, non ce ne sono tanti come lui. Se dovessi andare in guerra lo porterei con me

Poi torna a parlare di se stesso: 

In Europa ho scritto pagine di storia mettendo 33 trofei in bacheca e vestendo le maglie dei migliori club al mondo. Per me la vittoria è un'abitudine. Prima di venire qui ho parlato con David Beckham, mi ha consigliato di venire qui. Los Angeles ha chiamato e io ho risposto. Rispetterò qualsiasi decisione dell'allenatore, io sono pronto. Ho sempre lavorato tanto nella mia carriera, per questo sono diventato quello che sono oggi. Io voglio giocare, ma il copro deve fare quello che dice la testa. 

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