MMA, UFC 223 alle porte: non solo Ferguson vs Khabib

UFC 223 è alle porte e non si parla d'altro. Il main event è un match che il pubblico delle MMA attende ormai da anni.

MMA: poster ufficiale di UFC 223

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Nella notte del 7 aprile avrà luogo a Brooklyn UFC 223. In molti pregustano già il main event, la portata principale che vedrà i due pesi leggeri più pericolosi al momento in circolazione contendersi la corona di miglior atleta al limite delle 155 libbre. 

Dopo innumerevoli rinvii, infortuni da una parte e dall'altra, avversari schiantati da ambo le parti, finalmente sembra che il match fra il campione ad interim Tony Ferguson (23-3) e il russo Khabib Nurmagomedov (25-0) sia alle porte. 

UFC 223 è senz'altro la notte di Ferguson e Nurmagomedov, ma non è soltanto la loro notte. In main card infatti, molti match che possono ingolosire sia il pubblico hardcore che quello alle prime armi.

UFC 223 alle porte, ma non sarà solo la serata di Ferguson e Khabib

Saranno cinque i match in main card, ma concentriamoci su ritorni importanti che però, per forza di cose, non hanno avuto la luce che meritano. Il redivivo Michael "Maverick" Chiesa (14-3), ad un passo dal chiedere la title shot, venne sconfitto a UFC FN 112, da un determinato Kevin Lee in modo piuttosto controverso a causa di un errore di valutazione di Mario Yamasaki. Lee riuscì a mettere a segno una rear-naked choke, ma Chiesa non aveva ancora ceduto. Ad ogni modo, la presa era già chiusa e le possibilità di Chiesa di ribaltare la posizione erano pressoché nulle. L'americano d'origini italiane adesso dovrà dare il bentornato in gabbia ad Anthony "Showtime" Pettis (20-7).

Pettis ha sofferto molto il cambio della guardia nei pesi leggeri, iniziando una fase calante culminata con una striscia di due vittorie e cinque sconfitte nelle ultime sette apparizioni. Nell'ultimo match, contro Dustin Poirier, Pettis ha subito una sconfitta nel terzo round a causa della rottura di una costola, ma ha ottenuto il bonus Fight of the Night.

In caduta libera, cercherà una vittoria contro Chiesa, abilissimo nel ground game e nelle sottomissioni, ma da non sottovalutare nello stand-up. Anche Pettis è un esperto nelle sottomissioni, ha da poco ricevuto il quarto grado nella sua cintura marrone di BJJ, ma la sua specialità sta nello stand-up.

Morbido, spettacolare, creativo, lo striking di Pettis dovrà opporsi a quello di Chiesa che, nonostante sia sicuramente più "legnoso" e rigido rispetto a quello del suo avversario, ha grande qualità nell'incassare e restituire i favori e riesce a passare in clinch molto rapidamente, fase nella quale Pettis ha già mostrato delle falle. La fisicità di Chiesa potrebbe aiutarlo nel pressing, ma dovrà stare attento a non sprecare energie e a non incappare nel pericoloso counterstriking di "Showtime". Nonostante il match sia sui tre round ed entrambi siano ormai dei fighter da cinque round, Chiesa non ha mai superato il terzo.

MMA, UFC, poster del match fra Michael Chiesa e Anthony Pettis
Il poster ufficiale del match fra Michael Chiesa ed Anthony Pettis

Altro match passato ingiustamente in sordina, ancora una volta nella categoria dei pesi leggeri, quello che vede il ritorno in gabbia - dopo un periodo da studente fuori da essa - del Drago Irlandese Paul Felder (15-3), opposto a "Raging" Al Iaquinta (13-3-1). Iaquinta è un vero e proprio fenomeno mediatico, non sempre sotto la luce dei riflettori, ma quando apre bocca, i social si scatenano. Non ha ovviamente la presa di Conor McGregor, ma riesce a magnetizzare un'ottima fetta del pubblico, che lo segue con interesse. Forse meno completo di Felder, è dotato di indiscutibile potenza da KO e di un'ottima capacità di trovare il vantaggio nelle fasi di scramble.

È reduce da ben 5 vittorie consecutive, ma nel 2017 ha combattuto solo una volta. Nella suddetta apparizione, ha annichilito ciò che rimaneva di Diego Sanchez, veterano che ad oggi è ormai solo un ricordo lontano del fighter eccitante che era un tempo. Una vittoria precedente molto discussa per decisione non unanime su Jorge Masvidal, vittoria che per molti non sarebbe dovuta essere tale, nella carriera di Raging Al vediamo vittime illustri quali Kevin Lee, Ross Pearson e Joe Lauzon. Di fronte a lui, non certo un fighter da poco.

I miglioramenti di Paul Felder, a seguito della sconfitta per mano di Francisco Trinaldo, sono sotto gli occhi di tutti. Nel 2017 Paul ha combattuto tre volte, mettendo a segno altrettante vittorie, tutte per KO e contro avversari di livello crescente quali Alessandro Ricci, Steven Ray e Charles Oliveira. Abile al microfono, ma soprattutto in gabbia è, come il suo avversario, un artista del KO. Felder è 7 cm più alto di Iaquinta, ma i due hanno lo stesso, identico allungo. Un match quasi impronosticabile che vedrà probabilmente favorito Felder per via della maggiore frequenza all'interno dell'ottagono nel corso dell'ultimo anno. Main event e co-main event non hanno ovviamente bisogno di presentazioni, ma ne riparleremo in occasione della presentazione della card.

MMA, UFC 223: poster del match fra Al Iaquinta e Paul Felder
Poster ufficiale del match fra Al Iaquinta e Paul Felder

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