"Lasciatela lavorare": le giornaliste brasiliane contro le molestie

Le giornaliste sportive brasiliane scendono in campo in una campagna contro le molestie sessuali con cui troppo spesso si trovano ad avere a che fare: #DeixaElaTrabalhar.

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Le giornaliste brasiliane scendono in campo contro le molestie sessuali con l'hashtag #DeixaElaTrabalhar, letteralmente "Lasciatela lavorare": specialmente nel mondo del calcio, infatti, le donne finiscono spesso per essere oggetto di attenzioni poco desiderate, insulti e minacce da parte dei tifosi, che frequentemente si lasciano andare a questi sgradevoli comportamenti senza che le autorità intervengano al riguardo.

L'ultimo episodio, la goccia che ha fatto traboccare il vaso e dato via alla campagna, ha visto come protagonista Bruna Dealtry, giornalista di Esporte Interativo: mentre era in collegamento circondata dalla tifoseria del Vasco da Gama, che lo scorso 14 marzo si preparava ad affrontare l'Universidad de Chile in Coppa Libertadores, la Dealtry è stata interrotta mentre svolgeva il suo lavoro da un tifoso che l'ha baciata contro la sua volontà.

Un gesto che per molti è considerato purtroppo poco più che goliardia, ma che invece va contro la dignità di una donna e di una professionista e che ha convinto la giornalista a sfogarsi in un duro post sui social network contro questo tipo di gesti, estremamente rappresentativi di un mondo sessista, dove spesso le donne vengono ancora viste come ospiti indesiderate e possibili bersagli di ogni tipo di comportamento e offesa.

Oggi sento sulla mia pelle il senso d'impotenza che molte donne provano allo stadio, nelle metropolitane e persino camminando per strada. 

#DeixaElaTrabalhar, la campagna delle giornaliste brasiliane contro le molestie

Negli stessi giorni Renata Medeiros, giornalista di Porto Alegre, era stata violentemente insultata da un tifoso mentre svolgeva il proprio lavoro. Dopo essersi confrontate tra loro in un gruppo Whatsapp dove si raccontavano gli episodi che le riguardavano, le giornaliste brasiliane hanno capito che avrebbero dovuto alzare la voce. Incoraggiate dalle risposte positive arrivate in seguito al post di Bruna Dealtry hanno quindi deciso di provare a cambiare le cose lanciando la campagna #DeixaElaTrabalhar, in cui chiedono di poter svolgere il proprio lavoro senza dover sopportare gesti e offese che ormai sembrano essere all'ordine del giorno.

Sapevamo di dover alzare il volume. Indipendentemente dalle nostre professioni, tutte noi abbiamo sperimentato qualche forma di molestia sessuale. Cambiano i contesti, ma la storia è sempre quella.

A dirlo è Bibiana Bolson, reporter per ESPN e una delle anime della campagna dopo essere stata costretta in passato a sporgere diverse denunce per le minacce di stupro che le arrivavano online quasi quotidianamente. Domenica scorsa cinquanta giornaliste sportive brasiliane hanno realizzato un video che denuncia le molestie e le discriminazioni che le donne sono costrette a subire non soltanto negli stadi, ma anche in altri luoghi di lavoro e negli stadi. Trasmesso sia sui principali social network che dai più importanti canali tematici - SporTv, ESPN, Fox e Esporte Interativo - il filmato-manifesto della campagna martedì aveva già raggiunto 2 milioni di visualizzazioni.

Le cose potrebbero finalmente cambiare

Occorre ricordare che secondo un recente sondaggio ben quattro donne brasiliane su cinque hanno raccontato di aver subito una qualche sorta di molestia o discriminazione sessuale, e che il Brasile si è classificato al 79esimo posto (su 144 Paesi presi in esame) nella classifica sulla disuguaglianza di genere: si tratta dunque di un vero e proprio problema culturale.

La campagna #DeixaElaTrabalhar mira a cambiare questo stato di cose, non soltanto all'interno del mondo del calcio - dove giornaliste e anche arbitri donna sono continuamente oggetto di offese e minacce - ma anche nella stessa società brasiliana. Nei confronti di molestie e minacce sessuali il Brasile ha ancora tempi giuridici estremamente lunghi e uno scarso livello di attenzione da parte delle autorità, come denunciato dalle donne coinvolte in questa battaglia. Ma un cambiamento è nell'aria, come indicato da Janina Garcia, altra protagonista dell'iniziativa.

Il numero di uomini che a oggi hanno condiviso la campagna è per noi indicativo di come le cose stiano cambiando.

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