Ciclismo, ecco il Giro delle Fiandre: pavé, tifo da stadio e muri

Domenica si corre una grande 'Classica'. Attese circa 1 milione di persone sulle strade, pacchetti vip che arrivano fino a 10mila euro. L'Italia fa il tifo per Nibali.

Ciclismo, domenica lo spettacolare Giro delle Fiandre

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Ottocentomila persone, forse 1 milione. Il Giro delle Fiandre 2018 avrà un numero di spettatori mai visto. Un stadio all’aperto su 267 chilometri da Anversa a Oudenaarde: lo hanno già ribattezzato il Maracanà del Belgio. Domenica si corre una delle ‘Classiche’ più famose della storia delle due ruote. Una gara che intreccia storia e modernità in una terra dove il ciclismo è religione.

Diciotto i muri in questa edizione. Diciotto salite brevi che spezzano le gambe con pendenze micidiali. L’Italia, nemmeno a dirlo, tifa Vincenzo Nibali. Lo Squalo, dopo aver vinto un’altra storica Classica come la Sanremo, sfida gli altri big. Anche se vola basso: “Non sono qui per vincere”.

Così quello del 2018 si appresta a diventare il Giro delle Fiandre più bello e spettacolare della storia. Il pubblico fiammingo è pronto, aspetta sulle asperità dislocate nel percorso. Il vero favorito? Peter Sagan, già trionfatore nel 2016.

Giro delle Fiandre, il muro di Grammont edizione 2017
Giro delle Fiandre, il muro di Grammont: lo scollamento con la Cappella in fondo

Giro delle Fiandre, la classica del ciclismo che fa paura

Il Giro delle Fiandre si corre dal 1913. Un’interruzione durante la Prima Guerra Mondiale, poi tutto d’un fiato fino ai giorni nostri. Si è corso anche durante il secondo conflitto bellico senza nessuna paura. Tre le vittorie consecutive dell'italiano Fiorenzo Magni, dal 1949 al 1951. Nove totali per gli azzurri, l’ultima nel 2007 con una strepita azione di Alessandro Ballan. Sono undici anni che manca un nostro trionfo: Nibali e Moscon, i due più in palla in questo momento, vogliono provarci. L’anno scorso a tagliare il traguardo per primo fu Philppe Gilbert, un fenomeno sulle sue strade di casa.

In Belgio non aspettano altro. Una domenica di Pasqua per strada: 800mila, qualcuno dice 1 milione di persone ad applaudire il gruppone che passa. Sarà uno spettacolo per tutti questa 102esima edizione. Ad Anversa già esauriti i pacchetti ‘vip’ con colazione a bordo dello yacht a 5 stelle ‘Ocean Diva’, ormeggiato sul fiume Schelda. Da lì si gode un’ottima visuale sulla partenza. Poi se qualche appassionato vuole vivere la corsa direttamente in strada, ecco le auto della carovana che si affittano per 4mila euro (da dividere magari con altri tre ospiti). E infine, bisogna sborsare ben 320 euro a persona per un posto in prima fila sul Vecchio Qwaremont: champagne, olive e stuzzicchini inclusi. Per gli incontentabili c’è il ’tailor made’: mangi quello che vuoi, bevi quello che vuoi, tutto incluso in base alle proprie esigenze con prezzo di circa 10mila euro.

Giro delle Fiandre, il percorso 2018
Giro delle Fiandre, percorso 2018: tutti i 18 muri

Il percorso

Partenza da Anversa, arrivo a Oudenaarde. Saranno 267 i chilometri arricchiti da 18 muri e pavé. Servono gambe, forza mentale, intelligenza per vincere. Il muro di Grammont (o Muur van Geraardsbergen) aspetta i corridori: salita mitica di circa 1 km con pendenza media del 9% e punte del 20. Strada stretta con pavé, l’ascesa è difficilissima. Qui in tanti si piantano, in tanti mettono il piede a terra. Quando arrivano in cima e vedono la cappelletta si fanno il segno della croce.

Il Fiandre si chiude con le ultime salite, quasi in coppia, il Vecchio Qwaremont e Paterberg. Quest’ultimo presenta tutto pavé (360m) al 12,9% di media con punte del 20,3. Uno strappo micidiale che va preso in testa per evitare di rimanere imbottigliati. Chi scollinerà tra i primi dieci si giocherà la vittoria finale sui 12km pianeggianti che portano all’arrivo.

Giro delle Fiandre, Nibali alla prima partecipazione
Giro delle Fiandre, prima volta per Nibali: ha già vinto la Sanremo quest'anno

Per Vincenzo Nibali sarà la prima partecipazione alla corsa fiamminga. Parte non tra i favoriti, ma vuole giocarsela, perché lui corre sempre per vincere. Questione di mentalità.

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