Addio a Emiliano Mondonico, eroe di Torino e Atalanta

Aveva da poco compiuto 71 anni, da 7 lottava contro un cancro che infine lo ha sconfitto. Allenatore amatissimo, ha guidato tra le altre anche Fiorentina, Napoli e Cremonese.

Emiliano Mondonico

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Il mondo del calcio piange uno dei suoi eroi: è scomparso all'alba di questa mattina Emiliano Mondonico, iconico allenatore che tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90 entrò nel cuore di moltissimi appassionati distinguendosi alla guida di Atalanta e Torino, club da lui portati a pochi passi da uno storico trionfo europeo in un momento in cui il pallone permetteva ancora alle provinciali di sognare la gloria.

"Mondo", com'era affettuosamente chiamato dal mondo del calcio, aveva compiuto 71 anni da venti giorni e da ben 7 combatteva contro un male terribile che numerose volte è riuscito a sconfiggere ma che ogni volta si è ripresentato più aggressivo di prima fino all'inevitabile, triste, epilogo.

A dare l'annuncio della morte di Emiliano Mondonico è stata la figlia Clara, che da tempo lo affiancava in questa tremenda lotta e che gestiva la pagina Facebook a lui dedicata che raccoglieva i messaggi di affetto dei tanti appassionati che si erano affezionati a uno dei personaggi più romantici espressi dal nostro calcio, apprezzato per la sua straordinaria umanità e per le capacità tecniche che lo hanno portato ad entrare nella storia pur senza aver mai allenato una big o conquistato trofei di rilievo.

Chi è stato Emiliano Mondonico

Nel palmares di Emiliano Mondonico la Coppa Mitropa del 1991, vinta alla guida del Torino in finale contro il Pisa dopo una clamorosa rimonta nel finale, e la Coppa Italia 1992/1993, conquistata ancora con i granata dopo aver superato la Juventus in semifinale e la Roma in una doppia finale combattutissima. Era il Toro di Marchegiani e Mussi, Fusi e Sordo, di Scifo e del "Pato" Aguilera, di Silenzi: forse la sua squadra migliore, capace di arrivare l'anno precedente (con Casagrande e Lentini) fino a una finale di Coppa UEFA storica e sfortunatissima che lo fece entrare nei cuori e nell'immaginario di tanti tifosi italiani.

Dopo aver pareggiato 2-2 l'andata in casa, il Torino si recò ad Amsterdam contro il fortissimo Ajax allenato da Louis Van Gaal e non riuscì a sbloccare il risultato anche per via della sfortuna, che fece si che palo e traversa respingessero due conclusioni di Mussi e Sordo, e di alcune discutibili decisioni dell'arbitro jugoslavo Petrovic: esasperato, Mondonico sollevò una sedia in aria in segno di protesta, un'immagine che lo ha reso eterno.

Prima ancora "Mondo" aveva guidato l'Atalanta in un'altra magnifica cavalcata europea: retrocessi in Serie B l'anno precedente, ma allo stesso tempo qualificati per la Coppa UEFA, gli orobici, sotto la guida di Mondonico, avevano immediatamente riconquistato la massima serie e in Europa si erano fermati soltanto alle semifinali, beffati dai belgi del Mechelen che poi avrebbero conquistato il trofeo.

Emiliano Mondonico alza la sedia al cielo durante la finale di Coppa UEFA del 1992
Amsterdam, 13 maggio 1992: Emiliano Mondonico alza la sedia al cielo durante la finale di Coppa UEFA contro l'Ajax.

Eroe di provincia

Nato a Rivolta d'Adda, provincia di Cremona, Emiliano Mondonico è stato un calciatore talentuoso ma incostante, bandiera della Cremonese e con brevi puntate con le maglie di Torino e Atalanta, quelle che sarebbero state le "sue" squadre da allenatore al pari della Fiorentina, di cui sempre era stato tifoso e che riportò in Serie A nel 2004 dopo gli anni del fallimento di Cecchi Gori e la caduta in C2. 

Quella con i viola è stata la quinta promozione in Serie A, una specialità in cui "Mondo", a pari merito con Nedo Sonetti e Eugenio Fascetti, è superato soltanto da Luigi Simoni: l'ultima volta con gli amati colori viola, la prima nel 1984 alla guida della Cremonese. Alla sua prima esperienza in panchina il mister riporta i grigiorossi nella massima serie dopo ben 54 anni di assenza, inizio di una carriera che lo vedrà allenare anche Como, Atalanta e Torino, Cosenza, Fiorentina e Albinoleffe fino all'ultima esperienza al Novara nel 2012.

È proprio in quel periodo che gli viene diagnosticato per la prima volta il cancro: Mondonico lotta come un leone e più volte sembra sul punto di esserne uscito vincitore, ma ogni volta il male si ripresenta. Fino ad oggi, fino al triste annuncio della sua scomparsa. Il calcio italiano ha perso così uno dei suoi più grandi eroi di provincia, un uomo vero il cui ricordo resterà però per sempre indelebile.

Mi riconosco nel calcio, in quello dove non devi farti condizionare. Il calcio è qualcosa di personale, è un'esperienza unica che va vissuta. Non è un sentito dire.

Emiliano Mondonico

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