Le 10 cose che ha pensato Messi durante Spagna-Argentina

Vederlo così, sconsolato in tribuna, ci ha stretto il cuore. Per sdrammatizzare, abbiamo immaginato cosa gli sia potuto passare per la mente in quei momenti.

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"Dovreste ringraziare Dio". Firmato: Diego Costa. Non bastava, per gli argentini, la lezione che la Spagna gli aveva appena rifilato sul campo? No, deve aver pensato la Bestia dell'Atletico Madrid: giù allora con un'altra lezione, stavolta quasi morale, stavolta da esterno che non capisce come si possa criticare un giocatore come Leo Messi. Proprio lui, che se n'è rimasto sconsolato in tribuna a "gustarsi" lo show dei suoi amici spagnoli, è finito per essere il maggior protagonista della serata nera dell'Albiceleste. Questione di assenza che pesa di più della presenza stessa.

"Senza di lui, non c'è la possibilità di andare in paradiso né la minima ambizione", sentenziano gli editorialisti de La Nación. Ecco che il capitombolo della Selección di Jorge Sampaoli rismaschera tutte le lacune di una squadra perduta senza il proprio D10S, senza il proprio Messi-a. E non sono attributi sparati a caso: nella terra di Papa Francesco, quella della Pulce è ormai da tempo una figura albi-celestiale. Mezzo calciatore e mezza divinità, venuta da cielo in terra a miracol mostrare.

Eppure, quando c'è e non riesce a guidare i suoi alla vittoria, giù critiche e bacchettate sulle nocche: "Non sarà mai come Maradona!", è la frase con cui il diez del Barcellona è costretto a convivere ormai da anni. Come se a Caravaggio gli avesso sbraitato in faccia: "Non dipingerai mai come Raffaello". Epoche e contesti diversi rendono questo tipo di paragoni impraticabili, ma l'ombra del Pibe de Oro è sempre lì, ingombrante e soffocante. Quando Leo non c'è, però, l'Albiceleste non balla e il vuoto a forma di 10 diventa un buco nero.

"Dovreste ringraziare Dio di avere Messi!"

Proprio da qui nasce la scudisciata di Diego Costa ai media argentini, rei - secondo l'attaccante dell'Atletico Madrid - di puntare troppo spesso l'indice su un giocatore indiscutibile come Messi:

In Argentina lo criticate molto. Ma quando in campo lui non c'è, la differenza si nota. Un giocatore come lui non si critica: dovreste solo dire ringraziare Dio perché ce l'avete. Dovreste trattarlo bene sempre: anche quando non è in giornata, averlo in campo è tutta un'altra cosa.

Diego Costa consola Romero dopo il 6-1 della Spagna sull'Argentina priva di Messi
Diego Costa bacchetta gli argentini: "Dovreste ringraziare Dio di avere Messi!"

Non vi basta Diego Costa? Allora non c'è niente di meglio del parere di un insospettabile. Uno il cui nome fa rima con Real Madrid. Indovinato, Sergio Ramos:

Leo è un grandissimo giocatore, un giocatore unico. Senza di lui, la Nazionale argentina è più debole.

Nulla di trascendentale, certo: è un concetto che sarebbe condivisibile anche dalla persona meno appassionata di calcio del pianeta. Se però a esprimerlo è il capitano degli eterni rivali del Barça, uno che - tra Leo e Cristiano Ronaldo - sceglie il secondo, capite bene che il valore è macroscopicamente diverso.

I 10 pensieri dello sconsolato Leo in tribuna (secondo noi)

Certo che vedere Messi con l'espressione abbacchiata, le braccia mollemente incrociate sulla balaustra, lo sguardo perso nel vuoto, fotografa la situazione dell'Albiceleste ancora meglio del 6-1 incassato contro la Spagna. È uno scatto destinato a soppiantare, in popolarità, anche il meme con la Pulce che compie il gesto italiano più famoso. Più semplicemente, questo:

Il gesto di Messi diventato uno dei meme più virali sui social
Quando mancano due mesi e mezzo al Mondiale e la tua squadra perde 6-1

Proprio per rimanere sull'onda della leggerezza e dell'ironia, ci siamo divertiti allora a immaginare i 10 possibili pensieri balenati nella mente di Leo, mentre guardava sconsolato i suoi compagni prendere sei gol dalla Roja. Chi lo sa, magari uno tra questi è quello giusto. Ci proviamo:

1) "Ah, mi state dicendo che la mia squadra non è quella con Piqué e Iniesta?".

2) "Io dico, sono 18 anni ormai che gioco in Spagna: ma non potevo prendermi la nazionalità iberica?! Sto peso del Mondiale già me lo sarei tolto".

3) "Anzi no, potevo prendere quella italiana! Almeno adesso pure loro stavano al Mondiale" (ok, ci piace illuderci che possa aver ripensato alle sue lontane radici, è un problema?!).

Messi e Lanzini sulle tribune del Wanda Metropolitano durante Spagna-Argentina
Leo, in compagnia di Lanzini, osserva sconsolato il 6-1 della Spagna contro la sua Argentina

4) "Se non vinco il Mondiale neanche stavolta, poi chi li regge con la storia che almeno Cristiano Ronaldo ha vinto l’Europeo… io mica potevo vincerlo l’Europeo!".

5) "Lo sapevo che non dovevamo allenarci nel centro sportivo del Real Madrid! Io gliel'avevo detto a Sampaoli... ma lui niente, di coccio!".

6) "In previsione di nuovi 6-1, consiglierò al ct di convocare Del Potro... speriamo che almeno su questo mi dia ascolto".

7) "Davvero Sampaoli non vuole convocare né Dybala né Icardi?! Certo che alle volte quell'hombrecito...".

8) "Ho trovato! Propongo a Sergio Mattarella uno scambio di ruoli: lui si carica sulle spalle l'Albiceleste e io mi sorbisco tutte le consultazioni per il nuovo governo. Vuoi mettere?! Molto più rilassante".

9) "Cavolo, al Mondiale ci sarà il Var… manco a dire che possa giocarmi la carta Mano de Dios. Che fortuna Maradona, tutte a lui oh...".

10) "Menomale che ho scelto Ciro come nome del mio terzo figlio, così potrò avere la benedizione del santo a cui gli amici napoletani di Diego Armando si appellano sempre. Ah no, aspetta... non era Ciro! Gennaro, era Gennaro! Sarò ancora in tempo per andare a chiedere una modifica all'anagrafe?".

E invece, cosa mai gli avrà detto Sampaoli dopo la fine del supplizio contro la Spagna? Su quello, non abbiamo dubbi, la risposta è solo una: "C' pienz tu, Lione'?".

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