Inghilterra-Italia, i precedenti storici

L'Italia sfida l'Inghilterra fin dal lontano 1933, ma deve aspettare 40 anni per festeggiare una vittoria. Da allora però la vittoria è stata spesso azzurra.

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Inghilterra-Italia torna in scena stasera a distanza di quasi tre anni dall'ultima volta: il 31 marzo del 2015 azzurri e britannici, guidati rispettivamente da Antonio Conte e Roy Hodgson, pareggiarono 1-1 allo Juventus Stadium di Torino per effetto dei gol di Graziano Pellé e Andros Townsend. 

La prima sfida tra queste due storiche Nazionali risale al lontano 13 maggio 1933: è un'epoca lontana, gli azzurri si preparano ad ospitare la seconda edizione di un Mondiale che gli inglesi non vedono di buon occhio e al quale non ritengono di dover partecipare, tanto si sentono superiori al resto del mondo. Sono tempi in cui già giocare un'amichevole con quelli che sono considerati i maestri del football è un onore non da poco, vincere impensabile: finisce 1-1, con Bastin che pareggia il gol del vantaggio a sorpresa firmato da Ferrari dopo pochi minuti.

Lo storico di Inghilterra-Italia potrebbe suggerire grande equilibrio: 32 partite giocate, 10 vittorie italiane e 8 inglesi così come sono 8 i pareggi, 30 gol azzurri e 32 per i Leoni di Sua Maestà. In realtà queste gare hanno avuto un equilibrio altalenante, con l'Italia che ha colto il primo trionfo soltanto nel 1973, dopo otto sfide e a ben quarant'anni di distanza dalla prima!

Inghilterra-Italia 1939, le squadre entrano in campo

Inghilterra-Italia 1934: i Leoni di Highbury

L'anno successivo alla prima gara, andata in scena a Roma, l'Italia è campione del mondo in carica e dunque considerata meritevole di un nuovo incontro. Stavolta si giocherà in Inghilterra, d'inverno, e i Maestri intendono fare sul serio anche per dimostrare quanto ancora sia netta la distanza tra loro e un mondo a cui essi stessi hanno insegnato cosa fosse il football e come andasse giocato. 

L'inizio è da incubo per i nostri. Dopo un minuto l'Inghilterra si procura un rigore, ma Ceresoli è bravo a neutralizzare il tiro di Drake, poderoso centravanti dell'Arsenal che pochissimi minuti dopo si scontra con Luisito Monti, centromediano azzurro e perno del gioco. Di solito è lui a intimidire gli avversari con il suo gioco duro, stavolta però ha la peggio e finisce per fratturarsi il piede sinistro: non esistendo sostituzioni resterà stoicamente in campo, ma il suo contributo alla gara sarà nullo.

Nei primi dodici minuti l'Inghilterra va a segno due volte con Brook e una proprio con Drake: è un uragano, sembra l'inizio di una batosta epocale e invece consegnerà quell'Italia alla leggenda. Non soltanto gli azzurri riescono a non subire più gol, ma nel secondo tempo spronati dal carisma di Attilio Ferraris e dalla classe infinita di Giuseppe Meazza segnano due reti (entrambe con il bomber dell'Inter) e sfiorano ripetutamente il pari. Quei calciatori passeranno alla storia come "i Leoni di Highbury", eroici protagonisti di una grande prova di carattere che viene esaltata dalla propaganda fascista, mentre a Londra e dintorni si lamentano degli azzurri e di un gioco definito falloso ben oltre il regolamento.

Prima pagina del Littoriale all'indomani della gara dei Leoni di Highbury

Il tramonto di Pozzo e il "gol alla Mortensen"

Finirà in parità anche la terza sfida, in scena a San Siro con l'Inghilterra ancora arroccata nel suo rifiuto di confrontarsi ai Mondiali e con l'Italia che invece i Mondiali li ha vinti e si è guadagnata una nuova gara contro i "Maestri del football". Il 2-2 finale vede un gol segnato da Piola molto contestato, dato che il centravanti azzurro devia la sfera con la mano in un gesto forse non del tutto involontario mentre tenta una rovesciata.

Scoppia la seconda guerra mondiale, e quando si conclude l'Italia crede di poter ricominciare da dove ha lasciato, ovvero da campione del mondo: questa convinzione deriva anche dal fatto che gli azzurri possono contare sul blocco del Grande Torino, squadrone che sta dominando il calcio nostrano e su cui Pozzo, ancora ct, ha costruito la Nazionale. Il 16 maggio del 1948, però, gli inglesi ci rifilano una scoppola epocale trionfando 4-0 proprio a Torino, in una gara che passa alla storia per il gol di Mortensen segnato quasi dalla linea di fondo e che farà si che in Italia questo tipo di rete sarà chiamato da allora "alla Mortensen". 

È il tramonto di Vittorio Pozzo, per oltre trent'anni commissario tecnico dell'Italia, con cui ha vinto due Mondiali, i cui metodi si sono trovati improvvisamente inadatti a un calcio che corre verso la modernità. Il football ha ormai abbracciato il "Sistema" ideato proprio dagli inglesi e da questi utilizzato già da vent'anni, modulo tattico che ha soppiantato il "Metodo" con cui gli azzurri avevano costruito le proprie fortune in campo internazionale.

Il primo trionfo

Seguono quattro sfide che vedono l'Italia patire ormai una vera e propria sudditanza psicologica nei confronti di un'Inghilterra che nel frattempo è scesa sulla terra ma che per noi rimane apparentemente imbattibile: gli albionici vincono 2-0 nel 1949, pareggiano 1-1 a Firenze nel 1952 e 2-2 nel 1959, quindi si impongono 3-2 a Roma nel 1961 con due reti nel finale che fanno sfumare l'illusione della vittoria firmata da Sivori e Brighenti.

Per ben dodici anni Italia e Inghilterra non si scontrano più. Quindi, quando questo accade, ecco la prima vittoria azzurra: 14 giugno 1973, stadio Comunale di Torino, lo storico 2-0 è firmato da Anastasi e Capello, solido centrocampista della Juventus che poi sarà il protagonista della sfida successiva, una delle gare passate alla storia nel calcio italiano.

14 novembre 1973, Inghilterra-Italia 0-1: cinque mesi dopo la prima vittoria sugli inglesi gli azzurri centrano anche il primo, storico, trionfo a Wembley grazie a un gol ancora di Capello, abile a ribadire in rete un controllo difettoso del portiere Shilton su un tiro di Chinaglia.

La storia è cambiata

Da allora la storia è decisamente cambiata. Per partecipare ai Mondiali di Argentina del 1978 Inghilterra e Italia si devono scontrare nel gruppo 3 delle qualificazioni UEFA, un solo posto a disposizione in un girone che comprende anche Finlandia e Lussemburgo: dovrebbero essere decisivi gli scontri diretti, che invece si concludono in assoluta parità, una vittoria 2-0 in casa per parte. Ai Mondiali ci andrà l'Italia grazie a una migliore differenza reti, frutto di una goleada contro la Finlandia.

Ancora di fronte in una manifestazione internazionale, gli Europei del 1980 giocati in Italia, gli azzurri si impongono ancora per 1-0 sugli inglesi, rete di Tardelli. Dieci anni dopo l'Italia conquista il terzo posto ai Mondiali casalinghi superando nella "finalina" ancora gli inglesi: 2-1 firmato dai protagonisti di quelle sfortunate "notti magiche", Baggio e Schillaci.

Ormai l'inerzia delle sfide pende a favore degli azzurri, che soprattutto dopo la vittoria di Wembley firmata da Capello non hanno più timore dei cosiddetti "maestri": nelle qualificazioni ai Mondiali di Francia del 1998 l'Italia è nello stesso girone dell'Inghilterra, pareggia 0-0 a Roma ma vince ancora a Wembley con un gol di Zola, protagonista in Premier League con la maglia del Chelsea.

Qualche sconfitta arriva ancora, ma ben più frequenti sono le soddisfazioni, come quando nel 2007 la nostra Under 21 pareggia con i pari età inglesi nella prima amichevole del nuovo Wembley: finisce 3-3 grazie a una strepitosa tripletta di Pazzini, applaudito all'uscita dal campo dallo sportivissimo pubblico inglese.

Quando conta davvero l'Italia ha sempre la meglio sull'Inghilterra, un tempo avversaria imbattibile: vittoria ai rigori negli ottavi di finale di Euro 2012, torneo che vedrà i ragazzi di Prandelli cadere soltanto in finale, e ancora vittoria a Manaus, in Brasile peri Mondiali del 2016, 2-1 con gol decisivo di Mario Balotelli in un torneo che sembra iniziato nel migliore dei modi e che avrà invece un esito catastrofico per i colori azzurri. Forse il primo segnale della crisi che oggi attanaglia il calcio italiano, chiamato stasera a ripartire proprio contro l'Inghilterra.

Il gol di Balotelli in Italia-Inghilterra 2-1, Mondiali di Brasile 2014

Le cifre della sfida

  • 32 partite, 10 vittorie Italia, 8 pareggi, 8 vittorie Inghilterra
  • 30 gol segnati dall'Italia, 32 dall'Inghilterra
  • Ultima vittoria Italia: 14 giugno 2014, Italia-Inghilterra 2-1 (Mondiali 2014)
  • Ultima vittoria Inghilterra: 15 agosto 2012, Italia-Inghilterra 1-2 (Amichevole)
  • Ultimo pareggio: 31 marzo 2015, Italia-Inghilterra 1-1 (Amichevole)

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