Calcio a 5, Mammarella: dal pensiero di smettere alla Macarena

Due operazioni alle ginocchia rischiavano di compromettere la sua carriera, ma il portiere dell'Acqua&Sapone si è rialzato, vincendo la Coppa Italia da protagonista. E quel ballo...

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Ricordate la Macarena, il tormentone dei Los del Rio che è diventato uno dei 100 singoli più venduti nella storia della musica? Ecco, 25 anni dopo la sua incisione, chiamatela pure la... Mammarella. Nel festeggiare la vittoria della Coppa Italia di calcio a 5, il portiere dell'Acqua&Sapone, che ha battuto in finale 3-1 la Luparense, ha messo da parte la timidezza e sfoggiato un ballo che è presto diventato virale sui social.

Guai a smettere di farlo ballare, guai a interrompere i suoi festeggiamenti. Perché questa è la sua vittoria, in tutto e per tutto. Lui che veniva da un biennio disastroso con la Nazionale, lui che non era al top da diversi anni, complice una doppia operazione alle ginocchia lo scorso luglio che gli aveva messo in testa brutti pensieri.

Ho pensato che avrei potuto smettere di giocare - ha confessato a fine partita - ma alla fine mi sono rialzato. Ringrazio tutti i dottori e lo staff tecnico per avermi fatto tornare a giocare.

Mammarella ha vinto il premio miglior giocatore della Final Eight

Calcio a 5, Mammarella è tornato grande

In Final Eight, ha rubato la scena a tutti. Parate eccezionali e miracoli, tanto da far arrabbiare perfino il suo "fratacchione" Michele Miarelli, portiere della Luparense, amico e collega in Nazionale. Se non è di nuovo il miglior portiere al mondo, poco ci manca. È soprannominato il "cucchia", diminutivo di cucchiaio, che usa per spazzolare tutto ciò che trova dentro al piatto. Eppure non è mai stato così in forma, anche dal punto di vista fisico.

Perché mia moglie mi ha messo a dieta. Scherzi a parte, ne è valsa la pena. Perché questo è uno sport pazzesco, che in pochi mesi ti regala delusioni come l'Europeo ma anche gioie come questa coppa.

A 34 anni, Mammarella si è preso la sua rivincita, mettendosi alle spalle il periodo più difficile della sua carriera, iniziata con la pallamano. Fino a pochi anni fa, faceva il panettiere nell'azienda di famiglia. Poi si è dedicato solo al calcio a 5, vincendo di tutto e di più. Questa vittoria, però, ha un sapore diverso.

Dopo il flop a Lubiana, è come se fosse un respiro a polmoni aperti. Mi fa venire voglia di continuare, di andare avanti e allenarmi per ripetermi. Ora sì che posso togliermi qualche sassolino dalla scarpa.

E senza quei sassolini, ballare la Macarena è ancora più bello.

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