Milan, Li Yonghong nei guai: la Procura di Milano indaga per riciclaggio

L’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia aveva segnalato operazioni sospette, Fininvest però ha già fatto sapere di considerarsi parte lesa.

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La situazione è sempre più delicata. Il Milan si trova coinvolto suo malgrado in un intrigo internazionale. Dopo una trattativa durata mesi che ha portato Silvio Berlusconi a cedere la società rossonera, ora Li Yonghong, il proprietario cinese, è indagato dal sostituto procuratore di Milano Fabio De Pasquale. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.

Soldi, tanti soldi, i movimenti non convincono. Anzi, suscitano dei veri e propri sospetti alla Procura. Niccolò Ghedini, avvocato di fiducia della famiglia Berlusconi, nei giorni scorsi ha visionato la relazione redatta dall’ufficio legale di Fininvest con cui viene spiegata (e analizzata) la trattativa che ha portato nelle casse della stessa Fininvest ben 740 milioni di euro.

C'è l'ipotesi di riciclaggio, sospetto già sorto alla Finanza e fatto presente in Procura a fine dicembre. Anche l’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia aveva segnalato movimenti sospetti nell'operazione che ha portato al passaggio di proprietà del Milan. Sia chiaro: Fininvest ha già fatto sapere di considerarsi parte lesa nel caso si scoprisse che i soldi fatti arrivare da Li siano fonte di guai giudiziari. Loro della provenienza dei soldi non sono informati.

Li Yonghong
Li Yonghong

Milan, Li Yonghong indagato per riciclaggio

La situazione, come detto, è problematica, anche perché entro ottobre Elliott dovrebbe diventare padrone del Milan. Nel luglio del 2016 Galatioto e Gancikoff sembravano avere la società rossonera in pugno. La trattativa con Fininvest era in fase avanzata, quando all'improvviso ecco una chiamata di Han Li (braccio destro di Li Yonghong) che spiega che a comprare il Milan saranno loro attraverso la Sino-Europe e che lo faranno con fondi personali, senza bisogno di banche. Fininvest accetta e la trattativa con Galatioto e Gancikoff salta. Da quel momento l'avvocato Ghedini intensifica le visite in Procura, chiedendo quasi l’autorizzazione a incassare i soldi della cessione.

Li Yonghong
Li Yonghong

Il sostituto procuratore di Milano Fabio De Pasquale analizzerà i mesi successivi per dare una tracciabilità ai soldi entrati in Italia. I primi 100 milioni di euro arrivano da Li attraverso Credit Suisse, banca tirata in ballo nello scandalo sui Panama Papers e più volte accusata di aiutare l’evasione fiscale dei suoi clienti. La seconda tranche (altri 100 milioni, dicembre 2016) fa il giro del mondo: passa dalle Isole Vergini Britanniche per arrivare a Hong Kong e da qui a Milano.

Un modo per rendere complicata qualunque tracciabilità, alzando un muro su eventuali indagini. Dopo altri versamenti e il calciomercato faraonico messo su per portare il Milan in Champions League. Lo scorso novembre però il New York Times ha avanzato qualche dubbio su Mr. Li: oltre a Elliott, chi ha fornito i soldi? E da dove vengono? La soffiata al giornale l'avrebbe fatta direttamente Galatioto. Ci sono quindi movimenti di soldi da ricostruire. Perché qualcosa non torna e nella Procura di Milano il fascicolo è diventato un modello 44, con ipotesi di reato (riciclaggio) in evidenza.

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