Borussia Dortmund, Ricken e la maledizione europea della Juventus

La sua carriera di fatto è durata 11 secondi, il tabù dei bianconeri nelle coppe europee invece continua dal 1997. E tutto è cominciato con un suo pallonetto.

1k condivisioni 0 commenti

di

Share

Undici secondi. La sua carriera è tutta lì. Perché di più non poteva fare, di più non poteva chiedere. Accade tutto nella Coppa Campioni 1996/97. A essere più precisi accade tutto a Monaco nel maggio del 1997. Prima di arrivare a quella sera però il percorso delle due finaliste era stato lungo.

Il Borussia Dortmund era arrivato secondo nel girone B: 13 punti conquistati, tanti quanti l'Atletico Madrid che però aveva un vantaggio sia negli scontri diretti che nella differenza reti. La Juventus aveva invece dominato il gruppo C. Ben 16 punti conquistati, 7 in più rispetto al Manchester United secondo.

Anche ai quarti e in semifinale per la Juventus, che quella coppa l'aveva vinta l'anno prima contro l'Ajax, la qualificazione era stata poco più di una formalità: prima 3-1 (fra andata e ritorno) al Rosenborg, poi 6-2 all'Ajax. Il Borussia Dortmund, invece, era arrivato alla finale molto più faticosamente.

Borussia Dortmund, Lars Ricken: l'uomo che ha dato inizio alla maledizione europea della Juventus

Anche in campionato, d'altronde, il Borussia Dortmund faticava terribilmente. In Bundesliga aveva chiuso al terzo posto senza essere mai realmente coinvolto nella corsa al titolo. In Champions League però le cose andavano in maniera diversa. Sempre. Perché il Borussia Dortmund soffriva, ma alla fine vinceva. L'andata dei quarti di finale contro l'Auxerre era finito 3-1, ma in Francia i gialloneri erano in grande difficoltà. Laslandes aveva avuto tre occasioni, il gol dei francesi sembrava imminente. All'improvviso però ecco al 61' la rete di Lars Ricken. 0-1, e con il 3-1 dell'andata la rimonta per i francesi diventava impossibile. In semifinale il Manchester United aveva i favori del pronostico. Giggs, Beckham, Scholes, Solskjaer, Cantona. La squadra era fortissima. Eppure anche quel giorno la fortuna era stata dalla parte del Dortmund: 1-0 in Germania, al ritorno, dopo soli 8 minuti, ecco ancora il gol di Ricken.

Lars Ricken nel 2017
Lars Ricken nel 2017

Lars Ricken aveva appena 20 anni, era considerato uno dei giovani più promettenti del calcio tedesco. Tecnica, fantasia e una caratteristica unica: segnava sempre gol pesantissimi. Come in Francia, come in Inghilterra. In finale però no, perché Hitzfeld, l'allenatore del Borussia Dormund, contro la Juventus voleva affidarsi a giocatori con più esperienza. A Ricken quella decisione era stata comunicata il giorno prima della partita con i bianconeri.

Non ero contento, non potevo esserlo. Ma Hitzfeld mi disse che sarei potuto essere utile a partita in corso. Per questo, anche dalla panchina, ero particolarmente attento allo sviluppo della partita. Notai che Peruzzi era spesso troppo lontano dalla linea di porta, per questo mi girai verso Herrlich, seduto accanto a me in panchina, e gli dissi che se fossi entrato avrei provato a sorprenderlo con un pallonetto.

La finale di Champions League del 1997
La finale di Champions League del 1997

La Juventus quella sera era nettamente favorita: Vieri, Boksic, Del Piero, Zidane. Classe e fisicità. Oltre all'abitudine a giocare (e vincere) quelle partite. Ma non era sufficiente. Il Borussia Dortmund dopo 35' era in vantaggio per 2-0 grazie a una doppietta dell'ex laziale Riedle. Eppure la Juventus aveva il pallino del gioco in mano. A metà ripresa ecco il gol (meraviglioso) di Del Piero.

E il Borussia Dortmund sembrava alle corde. Per la rete del 2-2 sembrava solo questione di tempo. Troppo più forti i bianconeri, troppo in preda al panico i tedeschi. Hitzfeld al 71' si gira, guarda la panchina e manda dentro Ricken. Undici secondi, il talento tedesco riceve palla da Moller e con un delizioso pallonetto batte Peruzzi per il 3-1.

Ricken racconta la sua storia ai bambini
Ricken racconta la sua storia ai bambini

Un gol ai quarti, uno in semifinale, uno in finale. Sempre in momenti delicatissimi. Perché il Dortmund non era superiore né all'Auxerre, né al Manchester e né alla Juve. Per questo sembrava che la carriera di Ricken potesse diventare stellare. Se a 20 anni si è così decisivi, con la maturità (calcistica e umana) non si può che migliorare. Ma non è andata così. Perché Ricken in carriera non ha mai segnato più di 6 gol in una stagione. E in Champions League segnerà solo altri 3 gol (in 27 partite). Niente di memorabile nemmeno in nazionale (16 presenze un gol).

E anche oggi che è il responsabile del settore giovanile del Borussia Dortmund, chiunque lo ferma gli chiede di quel gol alla Juventus, gli chiedono degli 11 secondi. E lui da anni, che siano tifosi o i bambini del settore giovanile, non fa altro che parlare di quel gol, degli undici secondi trascorsi dal suo ingresso in campo al pallonetto. Undici secondi che hanno cambiato la storia della Juventus (fino a quel momento i bianconeri avevano vinto due finali perdendone due), che dal 1997 ha perso tutte e 4 le finali di Champions League che ha giocato. Una maledizione cominciata con quel pallonetto. Una maledizione cominciata in 11 secondi, e non ancora finita.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.