Atletica, Valencia: Kamworor e Gudeta trionfano ai Mondiali di mezza maratona

L’ultimo fine settimana ha celebrato due importanti appuntamenti nel mondo della corsa su strada come i Mondiali di mezza maratona di Valencia e la Stramilano Half Marathon.

Kamworor

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Entrambi gli appuntamenti hanno richiamato un fiume di gente sulle strade (oltre 14000 partecipanti per la mass race inserita nel contesto della rassegna iridata in terra spagnola e circa 50000 corridori della domenica per la popolare corsa meneghina che ha tagliato il traguardo delle quarantasette edizioni). I Mondiali di Valencia sono stati un grande successo reso possibile dall’ottimo lavoro compiuto dalla Federazione Spagnola guidata da quest’anno dal giovane ex triplista Raul Chapado. La città spagnola ha confermato la sua vocazione di “ciudad del running” consolidata nel corso degli anni con l’organizzazione della rinomata Trinidad Alfonso Half Marathon, che ogni anno si svolge in ottobre e richiama tanti corridori da tutto il mondo, tra i quali anche tanti appassionati italiani.

Uno degli aspetti che ha contribuito al successo della rassegna iridata era il percorso affascinante con partenza e arrivo dalla Città delle Arti e delle Scienze, il modernissimo complesso progettato da Santiago Calatrava. Il tracciato diverso da quello dell’annuale Trinidad Alfonso Half Marathon ha toccato tutti i luoghi simbolo della città spagnola come il Politecnico, il Palazzo della Musica, il Museo di Belle Arti, il Giardino botanico, l’Instituto Valenciano de Arte Moderno, Torres de Serranos, il giardino la Glorieta e Parco Gulliver.

Dal punto di vista tecnico la rassegna iridata ha fatto registrare i successi della ventisettenne etiope Netsanet Kebede Gudeta e del venticinquenne keniano Geoffrey Kamworor. Nonostante un forte vento e una fastidiosa pioggerella Gudeta ha fermato il cronometro in 1h06’11” stabilendo il record del mondo in una “women’s only race”, vale a dire in una corsa solo femminile senza aiuto di pacemaker maschili come era accaduto lo scorso anno quando la keniana Joyciline Jepkosgei aveva fatto registrare due record con 1h04’52” a Praga e 1h04’51” proprio a Valencia in gare definite miste. Gudeta ha battuto il precedente record mondiale in competizioni solo femminili detenuto dall’olandese di origini keniane Lornah Kiplagat, che fermò il cronometro in 1h06’25” in occasione del successo nell’edizione 2007 disputata a Udine. Gudeta ha migliorato di 1 minuto e 15 secondi il record personale stabilito a New Dehli lo scorso novembre.

L’atleta etiope ha staccato Joyciline Jepkosgei al 14 km ed è transitata al 15 km in 47’30” con un vantaggio di quattro secondi. Gudeta ha fatto registrare uno split cronometrico tra il 15 e il 20 km in 15’23” incrementando il suo divario nei confronti della keniana fino a 40 secondi. Jepkosgei ha vinto la medaglia d’argento in 1h06’54” precedendo la connazionale Pauline Kumulu di due secondi. Jepkosgei si rivelò l’anno scorso quando realizzò quattro migliori prestazioni all-time sulle distanze intermedie dei 10 km, dei 15 km e dei 20 km in occasione dello straordinario 1h04’52” realizzato a Praga. Sempre nella capitale ceca Jepkosgei ottenne anche il miglior tempo all-time sui 10 km su strada con 29’43” lo scorso settembre.

Netsanet Gudeta:

La gara è andata secondo i piani. Non ho pensato al record ma soltanto alla vittoria

Nelle precedenti due edizioni di questa manifestazione la ventisettenne etiope aveva ottenuto il quarto posto a Cardiff 2016 e il sesto posto a Copenaghen 2014. Inoltre vinse il bronzo ai Mondiali di Cross di Guyang 2015. Oltre al successo individuale Kebede ha contribuito alla vittoria a squadre dell’Etiopia davanti al Kenya e al Barhein. Giovanna Epis si è classificata quarantesima migliorando il record personale da 1h13’02” a 1h12’27”. L’atleta veneziana allenata dal tecnico lombardo Giorgio Rondelli è scesa per la prima volta in carriera sotto la barriera delle 2h30’ nella maratona con 2h29’41” a Siviglia. La piemontese Sara Brogiato ha tagliato il traguardo abbassando a sua volta il record personale con 1h13’53”.

Kamworor centra il tris

Geoffrey Kamworor ha trionfato nella gara maschile in 1h00’02” precedendo di venti secondi il portacolori del Barhein Abraham Cheroben, che partiva tra i favoriti dopo lo straordinario 58’40” realizzato lo scorso Settembre nella mezza maratona di Copenaghen. Kamworor è sempre stato nel gruppo di testa passando ai 5 km in 14’32”, ai 10 km in 29’28” e al 15 km in 44’13” nella prima parte corsa ad un’andatura non molto veloce a causa del vento. A sei chilometri dalla fine ha compiuto il capolavoro piazzando un parziale tra il 15 e il 20 km in 13’01”, che il celebre telecronista di atletica inglese Tim Hutchins ha definito “the most sensational split ever run” (il più sensazionale split mai corso). Da sottolineare che sui 5000 metri in pista vanta un personale di 12’59”98. 

Kamworor ha vinto il quinto titolo mondiale della sua carriera dopo i successi nelle due precedenti edizioni dei Mondiali di Mezza maratona a Copenaghen 2014 e a Cardiff 2016 e il bis di vittorie nelle rassegne iridate di corsa campestre di Guyiang 2015 e Kampala 2017. A questi successi vanno aggiunti il secondo posto ai Mondiali di Pechino sui 10000 metri alle spalle di Mo Farah, il sesto posto nella successiva rassegna mondiale di Londra sempre sulla stessa distanza in 26’57”77 e personali di 26’52”65 sui 10000 metri a Eugene nel 2015e di 58’54” sulla mezza maratona stabilito a Ras Al Khaimah nel 2013. Lo scorso novembre vinse la Maratona di New York. E’ allenato dal vice campione olimpico dei 3000 siepi di Barcellona 1992 Patrick Sang, che segue anche l’oro olimpico della maratona di Rio de Janeiro 2016 Eliud Kipchoge.

Kamworor è diventato il secondo atleta capace di imporsi tre volte in questa manifestazione dopo l’eritreo Zersenay Tadese, che trionfò nel 2006, 2007 e 2008. L’eritreo Aron Kifle si è aggiudicato la medaglia di bronzo con il record personale di 1h01’31” precedendo di due secondi il forte etiope Jemal Yimer, atleta accreditato di un personale di 59’00” stabilito a Ras Al Khaimah e di ottimi piazzamenti nelle grandi rassegne iridate come il quinto posto sui 10000 metri agli ultimi Mondiali di Londra in 26’56”11 e il quarto posto ai Mondiali di Cross di Kampala 2017. Grazie al quarto posto di Ymer, al quinto di Getaneh Molla e al sesto di Betesfa Getahun l’Etiopia ha vinto la medaglia d’oro a squadre davanti al Kenya e al Barhein.

Dopo una gara corsa ad un’andatura non particolarmente veloce anche a causa del forte vento, nella quale il gruppo di testa è transitato al 15 km 44’13”, Kamworor ha sferrato l’attacco decisivo piazzando un parziale tra il 15 e il 20 km in un eccellente 13’01” (7’48” tra il 15 e il 18 km). Lo svizzero Julien Wanders è stato autore di un’ottima gara classificandosi ottavo e primo degli europei in 1’01”03. Il ventiduenne ginevrino trascorre lunghi periodi di allenamento in Kenya con gli atleti degli altipiani. Lo scorso anno Wanders si rivelò con il quarto posto alla Stramilano Half Marathon in 1h01’49”, primato personale successivamente migliorato con 1h00’09” a Barcellona in questa stagione.

Lo statunitense Bernard Lagat (cinque volte campione del mondo in pista, tre indoor sui 3000 metri e due outdoor sui 1500 e sui 5000 metri a Osaka 2007) ha tagliato il traguardo in trentunesima posizione a 43 anni in 1h02’16”, migliore prestazione mai realizzata da un atleta della sua età. Il vincitore dell’ultima Maratona di Venezia Eyob Faniel Gebrehiwet si è classificato trentasettesimo e settimo tra gli atleti europei migliorando di 12 secondi il record personale con 1’02’37”.

L’atleta allenato da Ruggero Pertile aveva battuto il suo primato di recente correndo in 1h02’49” alla mezza maratona di Parigi dello scorso 4 marzo. L’atleta di origini eritree residente in provincia di Vicenza, allenato dall’ex maratoneta padovano Ruggero Pertile, ha vinto l’ultima Maratona di Venezia in 2h12’16” e si è classificato decimo al Cross del Campaccio a San Giorgio su Legnano. Di recente si è allenato nel suo paese d’origine ad Asmara insieme al campione europeo di maratona Daniele Meucci. Il ventitreenne livornese Lorenzo Dini (argento sui 10000 metri agli Europei Under 20 di Rieti 2013) ha concluso la gara in settantaquattresima posizione in 1h04’26” nella sua seconda gara sulla distanza dopo l’1h04’19” corso all’esordio nello scorso Ottobre ai Campionati Italiani della specialità disputati ad Agropoli.

I Mondiali di Mezza Maratona hanno unito con successo la gara dei campioni e la corsa degli amatori in un bel pomeriggio di festa.

Sebastian Coe (Presidente della IAAF):

La corsa è il più democratico di tutti gli sport. Non richiede mezzi costosi ed é alla portata di tutti. La nostra sfida è far crescere questo sport intorno ai meravigliosi campioni ma anche nelle competizioni popolari che si svolgono sulle strade delle città

Raul Chapado (Presidente della Federazione spagnola di atletica):

“E’ stato un onore e un privilegio ospitare questi grandi campionati nel nostro paese per la seconda volta 22 anni dopo l’edizione di Palma di Maiorca. Abbiamo dimostrato a tutto il mondo che Valencia è la città del running 

Kebede e Kibitok abbattono il record personale alla Stramilano

Fine settimana di festa all’insegna della corsa anche ai piedi della Madonnina per la quarantasettesima edizione della Stramilano, una delle classicissime delle mezza maratona a livello italiano e internazionale. La giornata soleggiata e fresca con una temperatura alla partenza di 9°C ha contribuito al successo della manifestazione. La mezza maratona meneghina si è svolta su un percorso con partenza e arrivo nella centralissima Piazza Castello, a differenza degli anni passati quando i top runners tagliavano il traguardo all’interno dell’Arena Civica Gianni Brera. La scelta degli organizzatori è stata premiata dal punto di vista tecnico perché entrambi i vincitori Asefa Kebede e Felix Kibitok hanno demolito il record personale correndo rispettivamente in 1h07’54” nella gara femminile e in 1h00’11” nella gara maschile.

Asefa si è migliorata di 46 secondi rispetto al precedente personal best di 1h08’40” stabilito a Karlovy Vary in Repubblica Ceca nel 2017. A livello cronometrico la ventiquattrenne etiope ha stabilito il secondo miglior tempo nella storia della mezza maratona meneghina a 12 secondi dal record della gara stabilito dalla keniana Ruth Chepngetich lo scorso anno con 1h07’42”. Kebede è un’atleta di ottimo livello con personali di 2h24’00” nella maratona a Dubai nel 2016 e di 31’11” sui 10 km su strada a Berlino nel 2015.

Kebede ha percorso i primi 5 km in 16’26” prima di incrementare il ritmo nelle due successive frazioni da 5 km (32’33” al 10 km e 48’36” al 15 km) per concludere con un vantaggio di oltre due minuti sulla keniana Ruth Karanja, seconda al traguardo in 1h10’15” davanti alla connazionale Pauline Esikon, che ha bissato il terzo posto della passata edizione percorrendo la distanza in 1h12’37”. Da sottolineare che Kebede ha corso molto forte negli ultimi 6 km in 19’18” ad un ritmo molto sostenuto di 3’10” al km.

Asefa Kebede:

Sono contenta della vittoria. Mi è piaciuto molto il percorso e le condizioni climatiche erano davvero ideali

Buona gara per la campionessa del mondo 2013 della corsa in montagna Alice Gaggi, che si è piazzata al sesto posto migliorando il precedente record personale di oltre due minuti con 1h13’40”. Aveva un personale precedente di 1h15’54” realizzato nel 2016. La trentunenne valtellinese è laureata in scienze della valorizzazione e tutela dell’ambiente.

Alice Gaggi:

Sono abituata a correre alcune mezze maratone per preparare le gare di corsa in montagna. Quest’anno debutterò nella mia specialità in una gara in Valtellina in avvicinamento agli Europei e ai Mondiali di corsa in montagna

Felix Kibiwot ha compiuto il capolavoro vincendo la prima grande mezza maratona della sua carriera in 1h00’11”, ottima prestazione cronometrica considerando che la gara maschile non era partita ad un’andatura molto sostenuta nelle fasi iniziali con passaggi di 14’27” al 5 km e 28’50” al 10 km, che lasciavano presupporre una proiezione finale da 1h01’. Kibiwot ha spinto sull’acceleratore piazzando una frazione decisiva tra il 10 e il 15 km cronometrata in 14’03” prima di fare il vuoto negli ultimi 6 km. L’atleta keniano ha demolito il precedente personale di 1h03’26” realizzato in altura a Nairobi.

Felix Kibitok:

Sono contento della vittoria anche se sono un po’ deluso del tempo finale perché il mio obiettivo era scendere sotto l’ora. La gara è partita ad un ritmo non molto veloce e inoltre sono caduto alla partenza. Con i soldi vinti oggi continuerò ad investire sui miei allenamenti per continuare a migliorarmi e a raggiungere il mio obiettivo. Ho capito di poter vincere al 12 km quando ho lanciato l’attacco decisivo insieme a Mwangi e a Solomon

Record personale anche per l’eritreo Shumay Solomon, che si è migliorato da 1h01’09” a 1h00’40” superando di due secondi Paul Mwangi, ancora sul podio a Milano dopo il secondo posto di due anni fa nell’edizione del record della gara stabilito da James Wangari con 59’12”. Solomon è un atleta nato nella capitale dell’Eritrea Asmara, che segue i consigli tecnici dell’ex top runner italiano Ruggero Pertile. Il lombardo Pietro Bomprezzi è stato il migliore degli italiani in 1h06’55”, tempo con il quale ha abbattuto il precedente record personale di 1h09’25” stabilito a Verbania nel 2017.

Esattamente 5625 corridori sono arrivati al traguardo della mezza maratona agonistica in Piazza Castello in una mattina soleggiata e tiepida perfetta per la corsa. Oltre 50000 runners hanno preso il via alla Stramilano non competitiva di 10 km da Piazza del Duomo per concludere la loro fatica all’interno dell’Arena Civica Gianni Brera. I riscontri cronometrici finali hanno confermato la qualità della Stramilano Half Marathon, gara come sempre ben organizzata da Aldo Gelosa, che da tantissimi anni allestisce con passione il cast dei campioni. 

L’edizione 2018 è stata particolarmente apprezzata da due grandi campioni azzurri come Gianni Poli (vincitore della Maratona di New York) e Ruggero Pertile (quarto nella maratona dei Mondiali di Pechino 2015), presenti in Piazza Castello.

Gianni Poli:

E’ stata una bellissima gara. Spiace soltanto che la lepre James Kibet non sia stata seguita dai top runner e il ritmo lento iniziale non abbia permesso un tempo finale al di sotto dell’ora. Kibitok è andato molto forte nel finale pur combattendo contro il vento

Ruggero Pertile:

C’erano le condizioni ideali per correre forte. La scelta degli organizzatori di concludere la gara in Piazza Castello anziché all’interno dell’Arena Civica si è rivelata azzeccata. Seguo Solomon, un ragazzo eritreo amico del mio allievo Eyob Faniel. Viene dalla capitale Asmara e parteciperà alla prossima maratona di Padova

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