Italia, i numeri ti condannano: nessun gol negli ultimi 287 minuti

L'attacco degli Azzurri è rimasto a secco ha segnato nelle due partite contro la Svezia e a Manchester contro l'Argentina: mai così male dal 2012.

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Due reti al passivo e mani vuote: la prima apparizione dell'Italia dopo l'addio ai Mondiali 2018 si è chiusa con una sconfitta contro l'Argentina a Manchester. 2-0 griffato da Banega e Lanzini nel secondo tempo, azzurri in versione sperimentale con l'esordio dal primo minuto di Federico Chiesa ma ancora alla ricerca della giusta medicina per dimenticare la mancata partecipazione alla competizione in Russia.

A colpire sono però i numeri che l'Italia fa registrare davanti ai portieri avversari. Andrea Belotti, Ciro Immobile, Manolo Gabbiadini, Eder Patrick Cutrone. La Nazionale ha schierato nelle ultime tre partite cinque attaccanti, ma l'esito non è cambiato: nelle ultime tre partite, tra il fallimentare doppio incrocio contro la Svezia e la sconfitta contro la Seleccion, zero reti realizzate e la sensazione di avere enormi difficoltà a produrre occasioni da gol.

Un fatturato preoccupante, che trova conferme nel trend registrato sul campo dall'Italia da un anno a questa parte. Tra marzo 2017 e marzo 2018, gli azzurri hanno giocato nove partite, tra cui le 5 di qualificazione ai Mondiali, il doppio spareggio contro la Svezia e 2 amichevoli. Ad eccezione del 3-0 inflitto all'Uruguay e dei 5 centri realizzati in casa contro il Lichtenstein, la Nazionale non ha mai realizzato più di una rete a partita: sconfitta per 3-0 in Spagna, pareggio per 1-1 contro la Macedonia, vittorie per 1-0 contro Israele e Albania. Il resto è storia recente, con la sconfitta per 1-0 di Stoccolma, l'esiziale 0-0 contro la Svezia di San Siro e il ko di Manchester contro l'Argentina. 

Italia, numeri impietosi in attacco: mai così male dal 2012

L'ultima rete realizzata dall'Italia in partite ufficiali resta così quella di Antonio Candreva al 73' di Albania-Italia 0-1, giocata il 9 ottobre 2017 a Scutari. Un digiuno lungo più di cinque mesi e lungo 287 minuti. Eguagliata la striscia negativa registrata tra novembre 2011 e giugno 2012, quando gli azzurri rimasero a secco contro Uruguay (0-1), Usa (0-1) e Russia (0-3), registrando tre sconfitte.

In quella Nazionale c'erano Buffon, Bonucci e Ogbonna, oggi unici superstiti nel gruppo selezionato da Luigi Di Biagio. Muoveva invece i primi passi nel calcio che conta Lorenzo Insigne, che nella sfida di Manchester ha sprecato l'occasione per portare in vantaggio l'Italia su una palla persa da Paredes. Amarezza nelle parole dell'attaccante del Napoli:

 Se avessi segnato, la partita sarebbe andata diversamente. Mi dispiace non aver fatto gol, abbiamo giocato una buona gara e il 2-0 mi sembra un passivo pesante.

Nota lieta della serata di Manchester è stato Cutrone: l'attaccante del Milan ha festeggiato il suo esordio con la selezione maggiore dell'Italia subentrando a Ciro Immobile al 29' del secondo tempo:

Ringrazio il mister per questa opportunità: posso solo promettere che continuerò ad impegnarmi per metterlo in difficoltà. Abbiamo avuto molte opportunità per segnare, loro ci hanno fatto male in ripartenza.

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Chiesa, Cutrone, Cristante e Pellegrini. Nell'Italia che ha sfidato l'Argentina all'Etihad c'erano tracce dell'Under 21 allenata fino allo scorso febbraio da Luigi Di Biagio. Il commissario tecnico a fine partita ha chiesto pazienza, sottolineando la capacità della squadra di giocare alla pari con l'Argentina fino alla rete di Banega al 75':

Buono il secondo tempo, meritavamo qualcosa in più, ma dall’altra parte c’erano i vice campioni del mondo. Senza dubbio c’è da lavorare, ma questo lo sapevamo già prima di questa sera: abbiamo sbagliato molto in fase di costruzione, però queste gare sono motivo di crescita. 

Pazienza. Chissà se ne avrà la Federcalcio quando sarà tempo di scegliere il nome del commissario tecnico che dovrà portare l'Italia agli Europei 2020 e ai Mondiali del 2022. A giudicare le parole del commissario straordinario della Figc Roberto Fabbricini prima della sconfitta con l'Argentina, l'era Di Biagio non è destinata ad essere molto duratura.

Sceglieremo il nome del ct prima dell’inizio della prossima stagione, prima della partita di giugno contro la Francia o subito dopo. Dipende molto dalla disponibilità delle persone, senza nulla togliere a chi sta lavorando adesso.

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