Ennesima panchina per Paul Pogba: cos'è successo al talento francese?

Considerato appena due anni fa uno dei migliori giocatori al mondo, il francese ha subito un'involuzione che lo ha portato a perdere il posto sia nello United che in Nazionale.

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Forse è vero che due indizi non fanno una prova, ma certo è che se dovesse continuare così, la carriera di Paul Pogba difficilmente raggiungerà gli altissimi livelli che in tanti avevano previsto appena due stagioni fa. Nell'estate del 2016 il francese tornava al Manchester United, dove la sua carriera aveva avuto inizio da giovanissimo, lasciando la Juventus per una cifra superiore ai 100 milioni di euro e dopo quattro stagioni condite da altrettanti scudetti, due Coppe Italia e una finale di Champions League.

Non solo trofei, però: Pogba in Italia era letteralmente esploso, recitando da subito un ruolo da protagonista in una squadra tornata grande ed esprimendo qualità enormi. Un centrocampista completo, capace di fare filtro ma allo stesso tempo pericoloso negli inserimenti, dotato di una tecnica di prim'ordine al servizio di mezzi fisici straordinari. Il ritorno ai Red Devils, il passaggio nel campionato più ricco al mondo, sembrava il passo definitivo verso la consacrazione di quello che già veniva considerato uno dei migliori calciatori sulla piazza.

Dopo due stagioni si può dire che certe aspettative sono state disattese: Paul Pogba si è prima "normalizzato" e poi ha finito per perdersi in una serie di prestazioni anonime che hanno avuto come conseguenza la panchina sia nel club che in quella Francia di cui avrebbe dovuto essere uno dei leader principali in vista dei prossimi Mondiali in Russia.

José Mourinho, tecnico del Manchester United, discute con Paul Pogba, suo giocatore.

Cosa succede a Paul Pogba? Il francese sempre più spesso in panchina

La stagione successiva al ritorno al Manchester United è stata una stagione nella media: abituato a dominare il centrocampo in Serie A, Pogba si è trovato in difficoltà nell'esprimersi alla stessa maniera in Premier, patendo anche il ruolo studiato per lui da José Mourinho. Il tecnico portoghese ha cercato di ingabbiare il francese all'interno di un modulo, il contrario di quanto il ragazzo era abituato a fare alla Juventus, dove poteva esprimersi in assoluta libertà sfruttando al massimo il proprio talento.

Il malumore per la mancata intesa tattica tra il manager e il giocatore è poi aumentato a gennaio, quando il Manchester United ha acquistato Alexis Sanchez omaggiandolo di uno stipendio importantissimo, superiore a quanto percepito dal francese. Pogba ha chiesto un adeguamento contrattuale che finora è stato negato, e le sue prestazioni poco convincenti hanno convinto Mourinho a spedirlo in panchina nelle ultime tre uscite dei Red Devils: al francese è stato preferito prima Marouane Fellaini, poi addirittura il giovane prodotto del vivaio Scott McTominay.

La cosa non poteva non avere ripercussioni anche in Nazionale: in occasione di Francia-Colombia, giocata ieri, il ct transalpino Didier Deschamps ha schierato la squadra con il 4-4-2, lasciando Paul Pogba in panchina e preferendogli i più solidi N'Golo Kante e lo juventino Blaise Matuidi. In vantaggio per due volte, la Francia si è fatta riprendere e poi superare 3-2 in casa grazie a un rigore realizzato nel finale dall'ex-Pescara Quintero. Pogba è subentrato a Matuidi quando mancava meno di mezz'ora al termine, non riuscendo a spiccare.

Dembele e Pogba insieme al ct francese Deschamps
Meno di mezz'ora per Pogba contro la Colombia: Deschamps lo ha inserito al 65' al posto di Matuidi.

Quale futuro?

La sensazione è che, se qualcosa non cambierà, il copione per il talento ex-Juve si ripeterà identico anche ai Mondiali, anche se interrogato al riguardo Deschamps ha detto di non considerare Pogba un escluso dal suo gioco e dalla Nazionale.

Ha una situazione complicata al Manchester United. Ma non ha perso la sua tecnica calcistica né ha dimenticato cosa sa fare.

In aiuto del compagno sono arrivate anche le parole del capitano della Francia, il portiere del Tottenham Hugo Lloris.

Paul rimane un giocatore importante per la nostra squadra, è uno dei nostri leader. Questa stagione è stata complicata, ma è stato infortunato e questo spiega perché non ha avuto un buon rendimento. Ma ha già provato al Manchester United e con la Francia di essere uno dei migliori giocatori al mondo se è al 100%. Non ho dubbi sul fatto che sarà pronto per i Mondiali e che mostrerà il meglio che sa fare.

Non rimane che aspettare e vedere come si evolverà la situazione nei prossimi mesi. Pogba dovrà prima recuperare il rapporto con Mourinho e riprendersi un ruolo da protagonista nel Manchester United, poi mostrare al mondo che il suo talento non è andato perduto ai Mondiali. Ad appena 25 anni - li ha compiuti il 13 marzo - niente è perduto.

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