Griezmann sfida la "maledizione"? Chi ha lasciato l'Atletico Madrid...

Rimango o vado via? È il dubbio che il francese scioglierà prima del Mondiale. Finora, però, chi ha salutato Simeone ha conosciuto più dolori che gioie.

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In principio furono Sergio Agüero e David de Gea. Anzi no, in conclusione: furono proprio loro gli ultimi due crack ceduti dall'Atletico Madrid, prima dell'avvento di Diego Pablo Simeone. Era l'estate del 2011 e la Liga affidava alla Premier due talenti che avrebbero fatto le fortune delle squadre di Manchester. Stelle emergenti al vecchio Vicente Calderon, top player assoluti altrove. Poi stop, fine della storia: da quando comanda il Cholo, le cessioni importanti hanno quasi sempre lasciato l'amaro in bocca a chi aveva deciso di salutare i Colchoneros.

È da questo teorema - lasci l'Atletico? E se poi te ne penti? - che AS ha lanciato l'avvertimento ad Antoine Griezmann: occhio, Piccolo Diavolo, pensaci bene a svestire la maglia rojiblanca. Messa così sembra quasi una minaccia, ma il tono del quotidiano madrileno è molto più sullo stile: "Oh, poi non dire che non ti abbiamo avvisato".

Dal 2012 a oggi, quasi tutti i big ceduti dall'Atleti non hanno mantenuto le aspettative. E per i motivi più disparati: scarso impiego, infortuni gravi o rapporti turbolenti con l'allenatore di turno. Il fatto che qualcuno di loro abbia anche vinto qualche titolo cambia poco: prendete Diego Costa, tornato a gambe levate "a casa" a sei mesi dal campionato vinto con il Chelsea. Insomma, la "maledizione" ha lasciato indenni solamente Mandzukic, Courtois (ma era in prestito) e pochissimi altri. Per il resto, ha colpito duro come una sentenza di Cassazione.

Liga, Griezmann al bivio: "Deciderò il mio futuro prima del Mondiale"

La prenderà in considerazione Griezmann? Per il momento, l'attaccante francese ha fissato un paletto molto chiaro:

Deciderò il mio futuro prima del Mondiale, voglio andare in Russia con la mente sgombra.

Liga, Antoine Griezmann in gol con l'Atletico Madrid
Antoine Griezmann ha già segnato 17 gol in questa Liga

E dato che all'inizio della Coppa del Mondo mancano meno di tre mesi, le pretendenti devono fare in fretta. Soprattutto Manchester United o PSG, sempre se siano ancora convinte di poter rovinare i piani del Barcellona: i blaugrana non avrebbero problemi a versare i 100 milioni della clausola rescissoria e affiancarlo a Messi, Suarez, Coutinho e Dembelé. Ma sapete chi non si arrende all'idea di vedere Le Petit Diable partire? Oltre ai tifosi colchoneros, ovvio. Proprio lui, Diego Costa:

Antoine sa che quanto sia importante per noi e spero che rimanga ancora qui. E comunque non mi ha ancora detto che andrà via. È una decisione che dovrà prendere da solo, ma per me la cosa migliore sarebbe che rimanesse. E credo che sarà così. E poi, lui stesso mi ha chiamato per farmi tornare e affiancarlo in attacco... ora che fa, se ne va?! Già gli ho detto che non è possibile!

Rimanere o sfidare la "maledizione"? Non chiedetelo a Diego Costa e Filipe Luis

Se il teorema di AS non dovesse fare breccia in Griezmann, chissà, a dissuaderlo potrebbe riuscirci proprio l'esperienza diretta di Diego Costa. La sua e quella di Filipe Luis. Quantomeno, la Bestia è rimasto al Chelsea tre stagioni piene: il tempo di vincere due volte la Premier, prima di rompere ogni rapporto con Antonio Conte negli ultimi sei mesi di purgatorio. Il terzino brasiliano no: dopo appena 20 presenze da titolare, nel 2014/15, ha salutato subito i Blues ed è tornato tra le braccia del Cholo.

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Falcao, la lunga e travagliata rinascita del Tigre

E che dire di Radamel Falcao, uno capace di segnare 70 gol in 91 presenze con l'Atletico? Nel 2013, suo ultimo anno in Spagna, El Tigre è semplicemente uno dei centravanti più forti del mondo. A pochi mesi dal suo trasferimento al Monaco, la tegola che cambia tutto: il legamento crociato si rompe e il colombiano salta il Mondiale in Brasile. I prestiti annuali al Manchester United e al Chelsea, invece di rilanciarlo, sembrano segnarne un declino ormai inarrestabile. Dopo tanto penare, il ritorno nel Principato lo risarcisce in parte del maltolto: 30 reti lo scorso anno, già 23 nella stagione in corso e il graffio felino tornato quello di un tempo.

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Quando la strada si fa... Arda

Una Liga, due Coppe del Re e una Supercoppa spagnola: a scorrere il palmares blaugrana di Arda Turan, potremmo quasi illuderci. Di cosa? Che la sua esperienza al Barcellona sia stata trionfale. Ma per il Leonida turco, il capostipite di quella religione laica chiamata Ardaturanesimo, possono mai essere sufficienti 33 presenze da titolare in due stagioni? Oltretutto, senza che Luis Enrique sia mai riuscito a collocarlo in una zona definita del campo. Da guerriero in prima linea all'Atletico, eccolo scomparire sugli spalti del Camp Nou. E no, il lungo prestito al Basaksehir finora non l'ha aiutato a ritrovare il trampolino del definitivo rilancio.

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Questioni di Cina e azzardi Real

"E io allora?!", potrebbe esclamare Jackson Martinez. Poco più di sei mesi in Liga con l'Atletico Madrid, prima di accettare l'offerta del Guangzhou Evergrande: 42 milioni ai Colchoneros e 12,5 annui a lui. Risultato? Undici presenze da titolare, 4 gol e contratto rescisso a inizio marzo. Tutto, maledettamente in fretta.

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Il centravanti colombiano si è praticamente dato il cambio con Yannick Ferreira Carrasco e Nicolas Gaitan: per 45 milioni, il Dalian Yifang ha portato le due ali nella Super League. Sul loro conto, il giudizio va sospeso: sono arrivati in Estremo Oriente da troppo poco tempo. Certo, l'esordio sembra essere un monito simbolico: appena messo piede in campo, ecco il ko per 8-0 contro lo Shanghai SIPG. Il belga, comunque, si merita tutti i complimenti di questo mondo: la scorsa settimana ha letteralmente salvato la vita al compagno di squadra argentino, vittima di un terribile scontro di gioco.

Chiudiamo questa carrellata con uno che, la maglia dell'Atletico, l'ha indossata solamente nelle giovanili: Theo Hernandez. Il laterale francese ha oltrepassato le rive del Manzanarre, dopo che il Real Madrid ha pagato l'intera clausola da 30 milioni. Finora in blanco, però, ha collezionato solamente 13 partite dal primo minuto (di cui 6 in Copa del Rey). Un classe '97 come lui, in ogni caso, ha dalla sua tutto il tempo per sbocciare definitivamente.

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A 27 anni, la decisione più difficile della carriera

Be', Griezmann invece ha una gran voglia di capitalizzare il prossimo futuro. Proprio ieri, il 21 marzo, ha festeggiato in ritiro con la Nazionale i 27 anni: un traguardo importante nella carriera di un calciatore, soprattutto quando bisogna prendere la scelta forse più importante della carriera. La scorsa estate, con il blocco del mercato imposto ai Colchoneros, non ha avuto dubbi: è rimasto con Simeone, per non mettere allenatore e società nei guai. Stavolta invece il copione sembra diverso: il Barça rappresenterebbe per il biondo fuoriclasse il definitivo salto in avanti.

Certo, lo pensava anche Arda Turan. E anche Diego Costa, quando è andato al Chelsea. E pure Radamel Falcao e pure... Stop, fermiamoci qui: Antoine ha tutti i mezzi per essere grande anche in una squadra piena zeppa di fenomeni come il Barcellona. Ma lasciare da solo Diego Costa, dopo averlo tartassato di telefonate per farlo tornare a Madrid... Vabbè insomma, avete capito: la scelta che Griez prenderà prima del Mondiale non sarà affatto semplice. Voi avete qualche suggerimento?

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