Milan, il presidente Li nei guai: fallisce la sua società salvadanaio

Lo riporta "Il Corriere della Sera", che chiarisce come non ci saranno effetti diretti sulla società rossonera. Ecco quali potrebbero essere gli scenari futuri.

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La notizia è di quelle importanti, destinata a scuotere il mondo del Milan a livello societario proprio ora che sul campo la squadra sembra aver finalmente trovato sotto la guida di Gennaro Gattuso quella continuità di risultati che permette di puntare, se non a un piazzamento in Champions League che resta difficile ma non è più una chimera, almeno alla qualificazione alla prossima edizione dell'Europa League.

La Jie Ande, società salvadanaio di Yonghong Li che rappresentava la più valida garanzia tra quelle indicate dal finanziere cinese che meno di un anno fa divenne presidente del Milan, sarebbe stata dichiarata ufficialmente fallita dal tribunale del popolo di Shenzen, che ha nominato con pieni poteri un avvocato dello studio legale Jindu di Pechino per gestire la fase successiva, relativa alla richiesta di liquidazione della stessa da parte della banca di Canton.

Lo riporta "Il Corriere della Sera" in un articolo firmato da Milena Gabanelli e Mario Gerevini, che precisa anche come quanto accaduto non avrà effetti immediati sul club rossonero ma che certo avrà un notevole impatto sulla credibilità finanziaria del suo presidente, che fino a poche settimane fa sosteneva come la sua situazione economica fosse "completamente sana". In aiuto del Milan potrebbe adesso intervenire il fondo Elliott, interessato a proteggere quello che, di fatto, è un suo stesso interesse e investimento.

Silvio Berlusconi, ex-presidente del Milan, stringe la mano a Yonghong Li

Milan, il presidente Li nei guai: interverrà il fondo Elliott?

L'articolo sottolinea infatti come il fondo americano, coinvolto nella scalata di Yonghong Li ai vertici rossoneri, potrebbe prestare al club i 30-40 milioni che servono per chiudere il bilancio del prossimo 30 giugno, soddisfando le richieste dell'UEFA e garantendo alla squadra la partecipazione alle prossime coppe europee. I soldi che entrerebbero da queste ultime farebbero respirare il Milan, del quale Elliott intende proteggere il valore anche perché esso stesso garanzia del prestito concesso dagli americani al presidente Li.

Il fallimento della Jie Ande non metterà dunque in futuro la sopravvivenza stessa del club rossonero, ma certo riduce sensibilmente la credibilità del suo attuale proprietario, divenuto tale dopo un'operazione di acquisto costata 740 milioni di euro e che oggi sembra essere stata un enorme azzardo: ancora il quotidiano riporta che "per pochi milioni non restituiti alla scadenza a una finanziaria di Cayman, Li ha accettato di pagare un interesse del 24% in cambio della proroga del finanziamento e facendosi garantire dalla moglie".

Insomma, una serie continua di ritardi nei pagamenti che certo non fa bene all'immagine del Milan, che dovrà continuare ad ottenere risultati positivi sul campo mentre il suo presidente sembra perdere sempre più credibilità con il passare del tempo, tra proprietà "drogate" e garanzie poco chiare, mano a mano ritenute sempre meno affidabili. Eppure il club non rischia niente: secondo un articolo di "Repubblica", infatti, è certo che il Elliott proteggerà il suo investimento garantendo i soldi necessari per superare l'esame dell'UEFA e partecipare alle prossime competizioni europee. Soltanto successivamente il fondo americano potrebbe procedere alla cessione della società alle numerose cordate interessate, rientrando così da un investimento che fino ad oggi è stato di circa 400 milioni di euro. 

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