Uber, auto senza guidatore uccide una donna: progetto sospeso

A Tampe, in Arizona, una passante viene investita a morte da un mezzo senza autista in fase di test: il servizio viene immediatamente sospeso in ogni parte d'America.

Le automobili senza guidatore di Uber

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Con le dovute proporzioni, sembra quasi uno di quei film di fantascienza in cui si vede l'uomo affidarsi sempre più alla tecnologia. In questi, generalmente, i robot assumono sempre più autonomia, fino ad arrivare a costringere l'essere umano a dover fare poi i conti con quegli inevitabili effetti collaterali che questa stessa indipendenza delle macchine possa generare. Ecco, purtroppo questa volta non ci troviamo a scenari fantascientifici hollywoodiani, ma alla cruda realtà.

Quello che è accaduto a Tampe, una città di circa 180mila abitanti dell'Arizona, ricorda molto in effetti le pellicole cinematografiche di cui sopra, non tanto per la storia in sé per sé, quanto più che altro per il messaggio che viene mandato.

Il fatto in questione riguarda la sperimentazione di "guida autonoma" messa in atto dal celebre servizio di trasporto automobilistico privato, Uber. In sostanza l'azienda di San Francisco (così come i concorrenti principali, la start-up di Google, Waymo) ha dato avvio ai test di un mezzo di trasporto rivoluzionario: automobili senza guidatore, in grado di leggere in tempo reale le condizioni del traffico, gli eventuali ostacoli che si possano trovare di fronte e portare il passeggero (che per sicurezza si siede comunque al posto del conducente, ma senza dover fare niente) a destinazione.

Uber, auto autonoma uccide donna

Tra i più temuti effetti collaterali di questa sperimentazione, che per quanto concerne Uber si sta sviluppando oltre che a Tampe, pure a San Francisco, Pittsburgh, Phoenix e Toronto, sono ovviamente quelli riguardanti la possibilità di incidenti non direttamente controllabili e prevedibili. Esattamente quello che è successo in Arizona, visto che a farne le spese è stata una donna, investita e uccisa da un'automobile senza guidatore.

La passante stava attraversando la strada in bicicletta non sulle strisce pedonali, così il mezzo non ha preso in considerazione la possibilità di incontrare quell'ostacolo proseguendo la sua marcia, non lasciando nemmeno il tempo al pilota-tester, il 44enne Rafael Vasquez, di prendere in consegna i comandi manualmente ed evitare la tragedia.

La 49enne Elaine Herzberg è morta poco dopo essere trasportata all'ospedale. Proprio nella stessa zona, un anno fa, questi test sulle auto sperimentali con intelligenza artificiale avevano portato a un altro incidente, stavolta non dipeso dal mezzo in questione e dal quale le persone coinvolte ne erano uscite tutte incolumi. A parte questo non si sono presentati altri grossi problemi, certificando la statistica secondo la quale questo tipo di trasporto è in percentuale molto più sicuro rispetto a tutti gli altri.

Uber, l'incidente mortale con l'auto autonoma in Arizona
L'incidente mortale con l'auto autonoma di Uber a Tampe, in Arizona.

La sperimentazione anche in Italia

Per questo, proprio due settimane fa, il governatore dell'Arizona Doug Ducey aveva dato il via libera ufficiale alla circolazione sulle strade pubbliche delle auto autonome, addirittura anche senza l'obbligo di un tecnico a bordo pronto a prendere i comandi in caso di necessità. Questo episodio ha cambiato ovviamente tutto, portando Uber alla decisione di interrompere immediatamente la fase di test in ogni parte degli Stati Uniti.

Praticamente in tutto il resto del mondo, tra l'altro, queste macchine sono ancora vietate, per questo Google ha presso possesso addirittura una piccola città, il sobborgo di Chandler, per poter provare i suoi prodotti in assoluta libertà.

In Italia è stato appena dato avvio alla sperimentazione su strada di veicoli a guida automatica, attraverso il Decreto ministeriale previsto per l'attuazione dell'articolo 1, comma 72, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018). Con questo decreto, chiamato "Smart Road", si autorizza in sintesi la sperimentazione per introdurre questa tecnologia e l'installazione delle soluzioni tecnologiche per adeguare la rete infrastrutturale italiana ai nuovi servizi. Si tratta in ogni caso di un processo che per forza di cose sarà molto lento. Ancora di più, chiaramente, dopo la tragedia accaduta in Arizona.

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