Calcio a 5, Ricardinho: "Presto potrei lasciare la Nazionale..."

Il più forte al mondo, in esclusiva su Fox Sports, torna a parlare dopo la vittoria all'Europeo.

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A Padova, gli hanno dedicato un evento: l'All Star Game with Ricardinho. Perché lui è la stella tra le stelle di calcio a 5. Ma prima di diventare una star, O Magico è partito dal basso, crescendo nelle strade della sua Porto.

Le strade di quel quartiere dove è voluto tornare dopo la conquista dell'Europeo, vinto – da infortunato in finale, come Cristiano Ronaldo – lo scorso 10 febbraio ai supplementari contro la Spagna.

A 32 anni, dopo aver vinto di tutto e di più in tre nazioni diverse, si è finalmente consacrato con il suo Portogallo. Eppure, proprio sul più bello, potrebbe essere arrivato il momento di lasciare la maglia lusitana.

Ricardinho, la star del calcio a 5 si racconta

O Magico ha parlato in esclusiva su Fox Sports, nello speciale andato in onda lunedì e in replica martedì alle 18.30 e mercoledì alle 22.45. Mai banale, come al solito. Sempre pungente, perché lui è un top player del calcio a 5 non solo in campo, ma anche fuori.

La non scaramanzia

Ricardinho assieme al c.t. Braz

Foto di rito pre-finale. Capitano e commissario tecnico in posa con la coppa. Guardate la differenza: uno sorridente, come se già sapesse il finale. L'altro teso, nervoso.

Non volevo toccare la coppa perché dicevano portasse male, ma l'ho fatto perché avevo una grande fiducia nei miei compagni. Quando sono tornato in hotel, ho parlato alla squadra e detto: “Io l'ho toccata, ed è molto bella. Vorrei che lo faceste anche voi”. E così è stato.

Il gol spettacolare

La prima regola di un campione è non accontentarsi, che vuol dire anche rispondere alle critiche con i fatti. Il gol freestyle a Euro 2016 ha fatto il giro del mondo, ma per qualcuno era stata semplice fortuna. Ok, e che dire della rabona contro la Romania?

Ho dichiarato che avevo preparato una sorpresa, ed era proprio questa! Ho stoppato la palla, ho rubato il tempo all'avversario e mi sono messo in posizione per tirare. Ma non me la sentivo di calciare col destro, così ho provato la rabona. Credo sia stato il gol più bello dell'Europeo, e adesso nessuno può dire che è stata fortuna.

L'infortunio

Ricardinho come Cristiano Ronaldo

Il crocevia degli Europei di calcio a 5. R10 esce dal campo ai tempi supplementari contro la Spagna, proprio come CR7.

In quei momenti ho pensato: “Perché proprio a me?”. Poi mi sono ricordato di Cristiano Ronaldo e mi sono detto: “Se è successo a lui, può succedere anche a me”. Non è stato facile seguire la finale dalla tribuna. Avevo perso la fiducia, mi sentivo inutile senza poter aiutare i miei compagni. Uno di loro però mi ha detto: “Stai tranquillo, la vinciamo per te”.

La Nazionale

Ricardinho campione d'Europa

Non c'è infortunio che tenga di fronte al primo storico successo nella storia del Portogallo. E se prima era dolorante e “inutile” in tribuna, poco dopo Ricardinho saltava come un bambino con in mano la coppa.

Vedevo il palazzetto festante e immaginavo gli 11 milioni di portoghesi che ci seguivano da casa. Lì ho pensato: “Sì, questo è il nostro momento”. Indossando questa maglia c’è grande pressione e mi tiene molto tempo lontano dalla mia famiglia e dai miei figli. Loro esigono molto di più da me, il club esige molto di più. Se non ora, giocherò il Mondiale – o magari anche prima – e poi sarà giunto il momento di lasciare. Vorrei dare l’opportunità ad altri “Ricardinho” di farcela, vorrei che emergano altri talenti, dimostrare che il Portogallo non è mio. Io sono del Portogallo, ma il Portogallo non è mio.

La bolla

Ricardinho è la stella del Portogallo

Lui è il Portogallo. Lui che è partito dal basso ed è arrivato in alto. Lui che non dimentica le sue origini. È cresciuto giocando a pallone per strada, in un quartiere dove i ragazzi non hanno niente. Da piccolo fece un provino al Porto, lo scartarono. “Hai qualità, ma sei troppo fragile”, gli dissero. Decise di smettere col calcio, poi provò il futsal e fu amore a prima vista. A 17 anni, dei 1500 che guadagnava, 1450 li dava alla sua famiglia che non navigava certo nell'oro.

Quando ho vinto l'Europeo, la prima cosa che ho pensato è stata tornare dove tutto era iniziato. Dai miei genitori, nel mio quartiere, dai miei amici, ed è la cosa più bella che mi sia successa. E a chi si lamenta della scarsa privacy che ha un campione, dico di non aver paura di esporsi o di essere il migliore, perché questa è una bolla e noi ci siamo dentro. Quando smettiamo di giocare, la bolla scoppierà e torneremo nell'anonimato.

E tu, Ricardinho, non smettere mai. Te lo chiede tutto il mondo del futsal.

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