Manchester United, Mourinho attacca i suoi: "Manca la personalità"

Nonostante la vittoria che garantisce ai Red Devils la semifinale di coppa, Mourinho accusa i giocatori: "Non giocano come voglio, alcuni sono spaventati".

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Torna a parlare José Mourinho, tecnico del Manchester United: dopo essere stato protagonista appena due giorni fa di un appassionato monologo di 12 minuti in cui aveva difeso la squadra dopo l'eliminazione patita dal Siviglia negli ottavi di finale di Champions League, il portoghese ha avuto toni polemici anche nella conferenza dopo la vittoria in FA Cup sul Brighton, un 2-0 che porta i Red Devils alle semifinali del torneo calcistico più antico al mondo.

Un successo che porta le firme di Matic e Lukaku ma che non ha soddisfatto Mourinho: le reti della vittoria sono infatti arrivate sulle uniche due conclusioni in porta dei suoi, che pur avendo controllato il gioco sono sembrati spesso in difficoltà contro una squadra nettamente più debole. Così ecco lo sfogo del tecnico, che ha detto di non aver riscontrato nei suoi il desiderio di vincere e di migliorarsi e, soprattutto, una netta mancanza di personalità: il risultato, a suo dire, è stato migliore del gioco espresso.

Non abbiamo giocato come volevo che giocassero; non abbiamo giocato come avevo preparato la squadra. 

Jose Mourinho, mani nei capelli per il manager del Manchester United
A -16 dalla vetta in Premier, eliminato agli ottavi di Champions, a José Mourinho non basta la vittoria in FA Cup contro il Brighton per sorridere.

FA Cup, Mourinho accusa i suoi: "Manca la personalità"

Chiaramente abbiamo meritato di vincere, abbiamo avuto la gara sotto controllo, ma non abbiamo giocato bene. 

Schierato con il consueto 4-2-3-1, lo United non ha in effetti incantato né convinto i detrattori del lavoro di Mourinho, già al centro delle critiche dopo un'eliminazione in Champions League che lui ha definito polemicamente come "niente di nuovo per il club". Forse José si aspettava, in FA Cup, qualcosa di più dai suoi, una reazione che invece è mancata e che lui pensa essere figlia di scarsa personalità.

Ho visto alcuni ragazzi spaventati di giocare. Non posso dire molto di più. Ha a che vedere con la personalità, con la fiducia, con la classe. Quando il sole splende e tutto va bene vinci le gare, e segni reti, tutto va nella tua direzione, ogni giocatore è un buon giocatore e vuole giocare, vuole la palla e sembra incredibile e pieno di fiducia.

Diversamente, ha sottolineato Mourinho, quando le cose vanno male ecco che tutto sembra girare storto, e in pochi sono capaci di prendersi responsabilità, di chiedere il pallone e giocarlo nel modo corretto. Questione di personalità, quella che lui chiede e che non ha trovato nei suoi, tolto Matic. Il serbo, prelevato dal Chelsea la scorsa estate, ha prima imbastito l'azione che ha portato al gol di Lukaku e poi ha chiuso la gara all'83' con un colpo di testa arrivato dopo un perfetto inserimento.

Matic per Mou è stato "un'isola di personalità", mentre il suo partner in mediana, il giovane scozzese Scott McTominay, ha giocato "la sua peggior partita da quando è in prima squadra". Eppure ha personalità da vendere, e di questo il manager dello United è contento.

Ha abbastanza personalità da dire "Non sto giocando bene ma almeno faccio quello che serve di essenziale, mantenere la posizione, recuperare palloni e non fare errori difensivi". Ma ho visto altri ragazzi spaventati nel giocare.

Matic segna di testa il 2-0 del Manchester United sul Brighton
Il colpo di testa di Matic che chiude la sfida di FA Cu contro il Brighton: per Mourinho il serbo è stato l'unico a mostrare personalità.

Luke Shaw ancora nel mirino

Obbiettivo principale della sua invettiva i due terzini, Valencia e Shaw: quest'ultimo, nonostante la partecipazione nel gol di Lukaku, non si è salvato dalle critiche del portoghese, che già un anno fa lo aveva preso di mira mettendo in dubbio la sua serietà e la sua ambizione. Per lui né Shaw né Valencia hanno svolto il compito richiesto, mettendo in difficoltà il resto della squadra: l'inglese è stato sostituito alla fine del primo tempo, un segnale molto chiaro.

All'intervallo avrei potuto cambiarli entrambi, non l'ho fatto solo perché sarei rimasto con un solo cambio. Dovevo cambiarne uno e ho scelto Luke (Shaw) perché almeno Antonio (Valencia) manteneva una buona posizione difensiva. Nel primo tempo ogni volta che arrivavano dalle parti di Luke partiva un cross che ci metteva in pericolo. Non ero felice della sua prestazione.

La coppa è l'unico trofeo rimasto al Manchester United per salvare una stagione che rischia di essere deludente, dopo l'eliminazione patita agli ottavi di Champions contro il Siviglia e un secondo posto in campionato che vede, a otto giornate dal termine, i Red Devils distanziati di ben 16 punti dai cugini del Manchester City.

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