Storie di calcio: Jean-Pierre Adams, il gigante addormentato

La tragica quanto incredibile storia di Jean-Pierre Adams, da 36 anni in coma in seguito a un errore in un'operazione di routine.

Jean-Pierre Adams

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Il 17 marzo del 1982 avrebbe potuto essere un giorno come gli altri, nella vita di Jean-Pierre Adams: calciatore ormai prossimo al ritiro, nato in Senegal e arrivato in Francia da bambino, aveva avuto una carriera più che soddisfacente. Magari erano mancati successi prestigiosi, ma tutto sommato si poteva sentire soddisfatto di quanto ottenuto: la maglia della Nazionale, il riconoscimento internazionale come parte della prima coppia difensiva colored dei Bleus.

Un evento, quest'ultimo, che aveva avuto come conseguenza i complimenti di un grande come Beckenbauer, che aveva definito lui e il compagno Tresor "tra i migliori centrali al mondo", e solleticato la fantasia della stampa, che subito aveva rinominato i due difensori di colore "La Garde Noire", la Guardia Nera. Quel giorno di marzo del 1982 Jean-Pierre Adams si era recato all'ospedale "Édouard Herriot" di Lione per quella che doveva essere una banale operazione di routine.

Non era mai stato operato prima, ma dopo aver scoperto, ormai a fine carriera, di avere un'infiammazione al ginocchio che gli procurava parecchio fastidio, aveva pensato bene di risolvere quel guaio. Poi sarebbe arrivato il ritiro, magari una carriera da allenatore, ruolo in cui tutti quelli che lo conoscevano ritenevano sarebbe stato molto portato. Quello che doveva essere un giorno qualunque avrebbe invece finito per segnare l'inizio di un lungo sonno da cui oggi, ben 36 anni dopo, Jean-Pierre non si è ancora risvegliato.

Collage su Jean-Pierre Adams

Jean-Pierre Adams, dal Senegal al grande calcio

Jean-Pierre Adams nasce a Dakar, in Senegal, il 10 marzo del 1948: il Paese è fortemente legato alla Francia, di cui è una colonia, ed è per questo che per la nonna, fervente cattolica, non ha problemi nel portarlo nell'Esagono, intendendo farlo crescere in Europa. Iscritto in una scuola di Montargis, paesino del Loiret che si trova a circa 70 chilometri a sud di Parigi, il giovane viene adottato quando è appena un adolescente da una coppia del posto.

Adams si impone subito come centravanti del Fontainebleu, squadra di dilettanti che grazie ai suoi gol conquista due edizioni del Championnat de France amateur, quarto livello del calcio francese e anticamera del professionismo. Non è un gigante nel vero senso del termine, sfiorando i 180 centimetri di altezza, ma la grande fisicità e lo straordinario dinamismo lo fanno sembrare tale mentre corre ad ampie falcate verso la porta avversaria.

Gioca talmente bene che viene notato dal Nimes, squadra di massima serie che cambia la sua vita insieme alla sua posizione in campo: non soltanto infatti Jean-Pierre a 22 anni si trova catapultato nel calcio di massimo livello, ma lo fa trasformandosi da centravanti a difensore centrale, un cambiamento che non soltanto non lo coglie impreparato ma che addirittura ne esalta ancora di più le qualità, portandolo ben presto all'attenzione nazionale.

Jean-Pierre Adams e Marius Tresor

La Garde Noire

Il CT Georges Boulogne, dopo averlo fatto debuttare in una gara non ufficiale contro una selezione dei migliori calciatori africani, lo lancia definitivamente in una partita di qualificazione ai Mondiali del 1974 contro l'Unione Sovietica. Adams colleziona la prima di quelle che saranno 22 presenze con la Francia, membro dell'allora pittoresca quanto inusuale Garde Noire.

Merito di una serie di prestazioni sempre più convincenti, che dal Nimes lo portano in Costa Azzurra, nell'ambizioso Nizza: in una Division 1 che ai tempi è dominata dai bomber Carlos Bianchi e Delio Onnis, Jean-Pierre Adams dimostra che l'essersi trasformato in un difensore non gli ha fatto dimenticare come si butta un pallone in fondo al sacco. Al termine della prima stagione con la maglia dei Les Aiglons ("Gli Aquilotti") è già uno dei punti di forza della squadra e ha segnato ben 9 reti, bottino di tutto rispetto.

La presenza di Adams non basta al Nizza per imporsi in campionato: dopo aver mancato la vittoria nell'edizione 1975/1976 per appena 3 punti, la squadra perde sempre più posizioni nelle gerarchie e così anche Jean-Pierre. Bersagliato da diversi acciacchi, che finiscono per fargli perdere anche il posto in Nazionale, Adams si trasferisce prima al Paris Saint-Germain e poi al Mulhouse, Division 2, quindi decide di concludere la carriera disimpegnandosi con i dilettanti dello Chalon, paesino della Borgogna da dove vorrebbe ripartire come allenatore.

Jean-Pierre Adams

Un amore incrollabile

Il 10 marzo del 1982 Jean-Pierre Adams compie 34 anni e ha tutto quello che un uomo può desiderare: una moglie, Bernadette, bellissima e innamoratissima che per sposarlo - ai tempi dei dilettanti del Fontainebleu - ha sfidato le convenzioni sociali, due figli, abbastanza soldi da parte per aprire una propria attività. Una carriera alle spalle di tutto rispetto, la stima dei colleghi, un futuro in panchina che sembra già scritto.

Una settimana dopo raggiunge l'ospedale di Lione, dove ha programmato un intervento, il primo della sua vita, per rimettere a posto un ginocchio malandato. Ed ecco l'errore dell'anestesista, un successivo sbaglio nelle operazioni che servono a intubarlo. Il coma, da cui non si sveglierà più. Bernadette si precipita al suo capezzale e da quel maledetto mercoledì 17 marzo del 1982 attende un segno che ancora non è arrivato. Un ospedale, poi un altro, infine il letto di casa: cambia il contesto ma non l'amore incrollabile di una donna che da ormai 36 anni aspetta che il suo uomo si risvegli e torni da lei.

Probabilmente non accadrà mai, anche se chi crede può sempre sperare in un miracolo. Il coma dura da troppo tempo, i danni cerebrali sono troppo estesi. Eppure ogni giorno Bernadette è lì, con lui, a spostarlo per evitare le piaghe, a preparargli il composto che lo nutrirà tramite una flebo, a dargli il buongiorno e la buonanotte. Non le rimane che aspettare, perché di eutanasia non se ne parla neanche.

Se Jean-Pierre avesse voluto morire me lo avrebbe fatto capire.

Jean-Pierre Adams con la moglie Bernadette e uno dei figli

Jean-Pierre Adams nel frattempo è diventato nonno, e ogni anno i nipotini vanno a trovarlo. Non può vederli, ma Bernadette giura che il suo uomo è ancora lì, in qualche modo: semplicemente non può comunicarglielo. Il suo amore non è cambiato, il mondo intorno si: la Francia, nel 1998, è riuscita a vincere i Mondiali anche grazie alle straordinarie prestazioni difensive di Lilian Thuram e Marcel Desailly.

Difensori di valore e di colore, arrivati sul tetto del mondo anche grazie alla strada aperta, un quarto di secolo prima, da Jean-Pierre Adams: la Guardia Nera, il gigante addormentato.

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