Chelsea, lo stadio si fa. E la famiglia Crosthwaite ora è milionaria

La casa di questa english family è proprio accanto a dove sorgerà il nuovo impianto dei Blues. E Roman Abramovich li riempie di soldi per ottenere pure il loro sì.

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"Vi sta bene se costruisco il nostro stadio accanto alla vostra abitazione? In cambio vi posso dare una ricompensa a 6 cifre...". Voi cosa fareste se vi offrissero da un minimo di 100mila a un massimo di 999mila sterline (rispettivamente 112mila e un milione e 128mila euro) per vedere un'enorme costruzione crescere accanto a voi e rinunciare praticamente a vedere la luce del sole dalla vostra casa, quella dove siete cresciuti e dove avete costruito le basi della vostra famiglia?

Mentre voi pensate ai vantaggi che potrebbero derivare dal vivere nell'ombra, noi intanto vi raccontiamo quali siano state le reazioni di chi a questo quesito ha già dovuto rispondere, in tempi anche abbastanza stretti.

La domanda l'ha posta Roman Abramovich, proprietario del Chelsea, che nell'ottica della costruzione del nuovo stadio dei Blues (un progetto da un miliardo di sterline), ha dovuto fare i conti anche con le esigenze urbanistiche delle case nelle immediate vicinanze di quello che sarà l'impianto da 60mila posti.

Nuovo stadio del Chelsea e l'ombra sulla famiglia Crosthwaite

Sui 13mila residenti nella zona circostante, ben il 97,5% non ci ha pensato un attimo a dare il suo ok, incassare il denaro e decidere solo in un secondo momento se continuare a vivere lì tenendo il malloppo, oppure utilizzarlo per trovare una nuova sistemazione. Il restante 2,5% però ci ha voluto riflettere un po' di più.

E tra questa residua minoranza, c'era anche la famiglia Crosthwaite, diventata un vero e proprio incubo per Abramovich.

Già, perché il banchiere in pensione Nicholas Crosthwaite e sua moglie Lucinda, designer di interni, non ne hanno voluto sapere di cedere alle lusinghe del patron del Chelsea e lasciare che l'abitazione dove vivono da oltre 50 anni venisse "rovinata" dall'ombra di uno stadio. E fiutando l'affare e il peso specifico che potessero ricoprire nella realizzazione o meno del progetto, hanno tentato di rilanciare: "Vuoi costruire accanto alla nostra casa? Bene, allora dacci 20 milioni di sterline".

Trovato l'accordo, grazie a una ricompensa a 7 cifre

Il buon Roman (che è sì uno spendaccione, ma non uno sprovveduto) ha subito rifiutato, dicendo di non essere intenzionato a spingersi a più di un milione di sterline. Si è generato così uno stato d'impasse che ha portato a una lunga battaglia legale e, soprattutto, al blocco momentaneo del progetto del Chelsea, vicinissimo a naufragare proprio per via di questo incidente diplomatico.

Ecco, a distanza di due mesi, (grazie anche alla decisione dell'Hammersmith and Fulham Council di dichiarare sua proprietà lo spazio aereo sovrastante la casa in questione) Abramovich è riuscito finalmente a raggiungere un accordo con la famiglia Crosthwaite. 

Nicholas e Lucinda si sono dovuti "accontentare" di una cifra molto più bassa rispetto ai 20 milioni di sterline richiesti: "Il Chelsea ha raggiunto un accordo per risolvere i procedimenti legali in corso sui diritti alla luce. I dettagli dell'accordo sono confidenziali", ha fatto sapere un portavoce del club. In ogni caso, si tratta di una ricompensa a 7 cifre. Alla famiglia Crosthwaite, insomma, non è andata proprio malissimo...

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