Serie A, Monchi: "Roma, se non vinci a Crotone è un casino"

Il ds giallorosso è felice dell'approdo della squadra ai quarti di finale di Champions ma invita tutto l'ambiente a concentrarsi sul campionato.

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Felice per la vittoriosa rimonta contro lo Shaktar che ha permesso alla Roma di centrare i quarti di Champions League dopo dieci anni, il ds giallorosso Monchi si gode il momento positivo invitando però l'ambiente a non perdere di vista il campionato: il prossimo impegno di Serie A, che vedrà la Roma impegnata a Crotone contro un avversario che definisce complicato, non andrà assolutamente preso sotto gamba.

Questo perché se è vero che il club può sognare, affrontando il sorteggio di domani di Champions con la massima serenità, l'obbiettivo principale della stagione rimane quello di qualificarsi alla prossima edizione della massima competizione europea attraverso il campionato: è necessario confermare quanto di buono fatto fino ad ora e piazzarsi tra le prime quattro in Serie A, senza farsi distrarre dai brividi che l'Europa ha regalato e potrà continuare a regalare.

Così, Monchi vuole che la Roma pensi a un impegno per volta: perché se è vero che in Champions, arrivati a questo punto, un'avversaria più o meno vale l'altra, è altrettanto vero che tornare con la testa al campionato sarà un segnale di maturità importante per una squadra che ambisce ad entrare tra le grandi e che sembra aver ritrovato la brillantezza di inizio stagione dopo un periodo che lui stesso definisce "complicato".

Cinque minuti dopo la partita, parlando a una radio spagnola, pensavo già al Crotone. Ricordiamoci della partita di Verona dopo la qualificazione agli ottavi di Champions. Se vogliamo arrivare a essere più grandi, dobbiamo gestire situazioni come queste, giocando allo stesso livello in ogni gara, soprattutto a livello di motivazioni. Se non vinceremo a Crotone sarà un casino.

Naingollan, Dzeko e Under durante la gara contro lo Shaktar

Serie A, Monchi invita la Roma a pensare al Crotone

La gara di Verona a cui il ds spagnolo si riferisce è quella che i giallorossi pareggiarono contro il Chievo, uno 0-0 che rallentò la squadra dando inizio a un periodo non brillante che oggi però sembra del tutto smaltito. In quei momenti la piazza, superato l'entusiasmo derivante da una qualificazione agli ottavi di Champions che appariva proibitiva, mugugnava e non poco: Monchi dice che questo è il calcio, ci sta che quando i risultati non arrivano la tifoseria non sia felice così come l'entusiasmo sia alto quando tutto sembra andare bene. Come in questo periodo.

Lui però è un professionista, che deve pensare alla crescita complessiva restando però concentrato su un impegno per volta. Da 11 mesi in giallorosso, ammette di aver fatto errori di valutazioni - citando l'esempio di Hector Moreno, difensore messicano arrivato in estate e ripartito a gennaio - e di imparare costantemente proprio dai passi falsi, inevitabili nel suo mestiere. Un mestiere che da quasi un anno a questa parte sta esercitando lontano dal Siviglia, club in cui ha trascorso quasi trent'anni, 10 da giocatore e ben 17 come direttore sportivo.

Il ds della Roma Monchi

Era inevitabile che il trasferimento alla Roma non sarebbe stato facile: Monchi è tuttavia entusiasta della scelta compiuta, perché se è vero che a Roma la pressione è incredibile, è allo stesso tempo innegabile che si tratti di una sfida stimolante che gli ha permesso di crescere molto e trovare nuove motivazioni. Adesso testa alla Serie A, dunque, mentre per quel che riguarda la Champions si tratterà di gare da affrontare con il massimo dell'entusiasmo.

Per Monchi il City è l'avversaria più forte, ma sono tutte grandi squadre quelle rimaste in lizza, compreso quel Siviglia a cui è rimasto molto legato e che gli ha permesso di diventare quello che è oggi ma che rappresenta il passato. Oggi lo spagnolo vuole solo godersi un momento positivo, da ricordare, uno dei tanti che spera di collezionare nella sua nuova avventura in giallorosso.

A livello sportivo dobbiamo ancora crescere ma io ho trovato una società moderna, forte. La crescita deve essere verticale ma anche orizzontale, soprattutto nei momenti di difficoltà. 

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