Champions League, gestaccio di Morata contro i tifosi del Barcellona

L'ex Real Madrid ha reagito in maniera "eloquente" ai cori del Camp Nou: mani sui genitali. Per lo spagnolo, continua il periodo nero: sempre più riserva, non segna da dicembre.

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Insultato dai tifosi del Barcellona, utilizzato ancora una volta col contagocce da Antonio Conte: non è stata una serata da incorniciare per Alvaro Morata. E non solo perché il Chelsea è stato eliminato dalla Champions League, dopo il 3-0 del Camp Nou: a suo modo, l'attaccante spagnolo è stato protagonista del match di ritorno degli ottavi. A "malo" modo, verrebbe da dire, citando uno dei cori che i sostenitori catalani hanno riservato al numero 9 dei Blues. Un'accoglienza prevedibile, per un ex canterano del Real Madrid come Morata.

Non tanto prevedibile e sopportabile, però, da evitare che Alvaro replicasse alle ingiurie con un gestaccio decisamente eloquente: mani sui genitali ed espressione infastidita, come testimoniato dalle riprese video da bordocampo. Il tutto mentre gli aficionados blaugrana alternavano il coro "Madridistas hijos de..." (serve continuare?) a "que malo eres, Morata que malo eres" (una sorta di "fai schifo").

Per scatenare la reazione dell'ex Real Madrid, ci sono voluti pochi minuti. Conte l'ha spedito in campo al 67', al posto di Giroud, quando il Barça aveva già messo in cassaforte risultato e passaggio del turno. Un copione che, negli ultimi tempi, è diventato una desolante abitudine per Morata: da quando a Stamford Bridge è arrivato l'ex attaccante dell'Arsenal, Alvaro ha collezionato solamente una presenza da titolare. Nelle altre 6 partite a disposizione, ha totalizzato appena 98 minuti. E non solo "per colpa" di Giroud.

Champions League, un'altra serata grigia per Morata: per Conte è sempre più una riserva

Contro il Barcellona - nell'andata degli ottavi di Champions League - e in campionato contro il Manchester City, il tecnico italiano ha dimostrato di preferire la soluzione con Hazard falso nueve. Un solo rivale per Morata, insomma, non basta: lo spagnolo se la deve vedere anche con chi, sulla carta, dovrebbe aiutarlo a segnare. Un'abitudine che l'ex Juventus sembra aver smarrito: non segna ormai dallo scorso 26 dicembre, quando andò in gol contro il Brighton. Il digiuno dura ormai da un'ottantina di giorni: troppi, per il giocatore spagnolo più costoso della storia.

Il salto definitivo da top player irrinunciabile, insomma, tarda ancora ad arrivare. Su questo punto, Conte predica calma. Ma le sue parole, alla vigilia dell'ultima sfida di Champions League, suonano molto più come una bocciatura:

Non dimentichiamoci che questa è la sua prima stagione "piena" in carriera. Anche perché, tra Real Madrid e Juventus, stava in panchina: era il primo ricambio quando l'attaccante titolare si faceva male. Per questo, credo che dobbiamo avere molta pazienza. Di sicuro, Alvaro è un prospetto molto importante per il presente e il futuro del Chelsea.

Per un classe '92 in perenne rampa di lancio ormai da cinque stagioni, sentirsi chiamare ancora "prospetto" non deve però essere molto incoraggiante. E il gestaccio nei confronti dei tifosi del Barcellona, per molti, rientrerebbe proprio nel nervosismo vissuto dal giocatore in questo periodo tutt'altro che splendente.

In Spagna, le critiche per la reazione di Morata si sono sprecate. Per Jota Jord, opinionista della popolare trasmissione "El Chiringuito", il ragazzo "andrebbe punito". Per un altro volto noto del programma, come Paco Garcia Caridad, dovrebbe essere il Chelsea ad adottare sanzioni. Oltre a farlo giocare poco, s'intende.

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