Si è spento Stephen Hawking: studiò buchi neri e... il rigore perfetto

Scomparso a 76 anni nella sua casa di Cambridge l'astrofisico: era malato da oltre cinquanta anni.

Stephen Hawking è morto nella notte nella sua casa di Cambridge

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Ha fatto la storia della fisica, ha cambiato il modo di vedere il mondo. Stephen Hawking, astrofisico di fama mondiale, è scomparso, ma le sue idee, le sue scoperte, resteranno per sempre. A confermarne il decesso è stato un portavoce della famiglia. Hawking, che da 55 anni viveva con una malattia invalidante (l’atrofia muscolare progressiva, una sindrome correlata alla Sla), si è spento a 76 anni e nella sua casa di Cambridge.

Oltre a essere il più apprezzato cosmologo della nostra epoca, Hawking era una di quelle persone che vengono apprezzate per quel che sono più ancora che per ciò che fanno. Lottare e continuare nel proprio impegno sociale nonostante l'handicap non è da tutti. Mente eccelsa, spirito ancor più grande.

Dal 1979 al 2009 è stato docente di cattedra all’Università di Cambridge, la stessa università, oltre alla stessa facoltà, nella quale aveva insegnato anche Isaac Newton. Stephen Hawking era specializzato in cosmologia, in particolare nei buchi neri

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Stephen Hawking e il calcio

Nei ritagli di tempo Hawking si è anche dedicato al calcio. Stando a una ricerca da lui portata avanti, per esempio, i mancini hanno il 4% di probabilità in più di segnare i calci di rigore (76% contro il 72% di chi calcia di destro). Questo perché i mancini, essendo di meno, sorprendono i portieri avversari. Secondo Hawking prima di calciare un rigore non si dovrebbe voltare le spalle all'estremo difensore, ma indietreggiare continuando a fissare il proprio avversario diretto.

Stephen Hawking
Stephen Hawking nel suo studio

Il rigore perfetto si può battere con una rincorsa di 5-6 passi, arco di 20°-30° e mirando uno dei due angoli in alto della porta (l'ideale sarebbe a 50 centimetri dall’incrocio dei pali), scagliando la palla a 100 km/h. Possibilmente poi sarebbe meglio non incrociare il tiro. Non solo i rigori però: secondo Hawking il modulo 4-3-3 ha un tasso di successo pari al 58% rispetto al 48% di quando si gioca con il 4-4-2 e giocare con la maglia rossa aiuta a vincere in quanto quel colore rende le squadre più consapevoli e le può portare ad essere percepite come più aggressive e dominanti. Insomma, Hawking ha fatto la storia della fisica, ma nei ritagli di tempo ha perfino provato a smentire chi dice che il calcio non è una scienza.

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