Savvidis: "Ho sbagliato, ma sono ostaggio di un calcio malato"

Il patron del PAOK, entrato in campo con una pistola nel finale del match contro l'AEK, chiede scusa: "Volevo solo proteggere i tifosi".

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Una follia che ha fatto il giro del mondo. Il presidente del PAOK Salonicco, Ivan Savvidis, è diventato famoso dopo che ha fatto invasione di campo con una pistola nel finale del match contro l'AEK. Una scena surreale che ha costretto il Governo ellenico a sospendere il campionato per la terza volta negli ultimi cinque anni.

Oggi intanto il magnate russo-georgiano ha preso parola e ha chiesto scusa:

Chiedo scusa per quello che ho fatto, non dovevo azzardarmi a scendere in campo. Chiedo sinceramente scusa ai tifosi del PAOK, a tifosi greci e a quelli di tutto il mondo che hanno visto questa scena

Savvidis ha poi spiegato la sua reazione:

La mia è stata una reazione istintiva frutto della situazione negativa che si era creata e di tutto quello che era successo prima e dopo la partita. Il gol annullato e la sospensione poteva scatenare un putiferio. Sono sceso in campo per difendere i tifosi del PAOK ed evitare provocazioni, incidenti o addirittura vittime umane. Mi dovete credere, non volevo minacciare l'arbitro (a cui ha detto "Sei finito", ndr) e influenzare la sua decisione. Io sono ostaggio di un calcio malato, finché avrò forza in corpo combatterò contro gli attacchi che ricevo. Voglio che un tifoso veda la sua squadra vincere in campo e non in Tribunale. Mi scuso ancora

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