Mertesacker: "Nauseato dal calcio. Felice per l'eliminazione al Mondiale"

I gol di Grosso e Del Piero, nella semifinale del campionato del mondo del 2006, diedero sollievo al difensore tedesco che non resisteva più alla pressione.

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Due gol in pochi secondi, forse i più emozionanti di sempre. Perché hanno unito un paese intero. Non c'erano tifosi di Juventus, Inter o Milan, non c'erano tifosi di Napoli, Roma e Lazio, c'erano solo italiani. Tutti euforici, tutti pronti a sognare. La semifinale dei Mondiali 2006 fra Italia e Germania resterà indimenticabile.

I gol di Grosso e Del Piero ci portarono a Berlino, ci portarono a giocarci la coppa contro la Francia. Quella sera però in Germania hanno vissuto emozioni opposte alle nostre. Loro giocavano in casa, loro in quello stadio (quello del Borussia Dortmund) non avevano mai perso, loro volevano vincere di fronte al proprio popolo.

Eppure non per tutti i tedeschi quella partita, quell'eliminazione, arrivata a pochi secondi dai rigori, fu una brutta notizia. Per qualcuno fu perfino un sollievo. Lo racconta Per Mertesacker, 104 presenze con la nazionale tedesca, dal 2011 all'Arsenal. Quel giorno era il più vicino a Grosso, eppure lui quel gol non lo visse male.

Mertesacker contrasta Toni
Mertesacker contrasta Toni

Mondiali 2006, Mertesacker racconta: “L'eliminazione fu un sollievo”

In un'interessantissima intervista rilasciata a Spiegel, Mertesacker ha ammesso di aver vissuto male la propria carriera. Sa di essere un privilegiato, ma ha detto che prima delle partite spesso ha conati di vomito. Troppo stress, troppe pressioni.

Non si gioca più per divertirsi, ma per rendere al massimo. D'altronde veniamo valutati solo per le prestazioni. Prima delle partite ho conati di vomito e attacchi di diarrea. Come se, parlando simbolicamente, tutto quel che viene dopo il fischio d'inizio mi facesse vomitare

Secondo Mertesacker gli infortuni spesso sono dovuti proprio alla troppa pressione che subiscono i giocatori. Quando mentalmente si arriva al limite, il corpo non regge.

Diciamo che è un po' come se il corpo aiutasse l'anima a riprendersi

Il difensore tedesco in estate appenderà gli scarpini al chiodo. Eppure in questi mesi non riesce a dare tutto se stesso. Si sente svuotato:

Preferisco stare in panchina o in tribuna, piuttosto che in campo. A maggio, con la mia gara d'addio, mi sentirò finalmente libero

Durante i Mondiali del 2006 ha attraversato il periodo più duro, con più pressione. Al punto che si sentì sollevato quando l'Italia lo eliminò dalla semifinale:

Ero sollevato perché finalmente era finito tutto

Dal prossimo anno Mertesacker sarà il responsabile del settore giovanile dell'Arsenal. Vuole educare i bambini per aiutarli a non soffrire troppo il calcio, a non puntare tutto sullo sport perché sfondare non è facile e solo in pochi ce la fanno. Ma soprattutto a vivere sereni. Perché deve restare uno sport, un gioco. E se quando si viene eliminati dai Mondiali si è felici, c'è qualcosa che non va.

Io rifarei tutto da capo, anche se dovessi andare in riabilitazione e vomitare prima di ogni partita. Perché i ricordi, le emozioni che ti regala questo sport sono uniche

Per questo vivere senza pressioni è più importante. Per immergersi senza freni nelle emozioni, vivendole fino in fondo.

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