Cagliari, Joao Pedro positivo al doping: gli altri casi in Serie A

Dopo la partita con il Sassuolo dell'11 febbraio scorso, il centrocampista brasiliano è risultato positivo all'idroclorotiazide: i precedenti in Serie A.

235 condivisioni 0 commenti

di

Share

Positivo all'idroclorotiazide, un diuretico. Per questo il centrocampista del Cagliari Joao Pedro è stato raggiunto in mattinata dalla sospensione in via cautelare dall'attività agonistica. I fatti risalgono all'11 febbraio in occasione dell'anticipo della 24esima giornata di Serie A giocato dal Cagliari al Mapei Stadium di Sassuolo e terminato 0-0. La notizia è stata diffusa con un comunicato ufficiale dal tribunale nazionale antidoping di Nado Italia, al quale il club sardo ha replicato auspicando in una nota ufficiale massima fede nella correttezza del calciatore.

Arrivato in Serie A nel 2014, Joao Pedro con il Cagliari ha totalizzato 110 presenze e 30 reti tra il massimo campionato italiano e la Serie B. In stagione il calciatore classe 1992 ha totalizzato 6 reti in 23 presenze, considerando anche la Coppa Italia, e aveva fatto il suo ritorno in campo lo scorso 4 febbraio contro la SPAL dopo aver scontato una squalifica di quattro turni per l'espulsione rimediata a dicembre 2017 nel ko interno contro la Fiorentina.

Il caso di Joao Pedro è il secondo di calciatore positivo ai controlli antidoping nella Serie A 2017/2018: il primo caso era stato registrato a carico del difensore del Benevento Fabio Lucioni nello scorso settembre. In quel caso gli esami del sangue avevano rivelato la presenza dell'anabolizzante clostebol, costata una squalifica di un anno al calciatore e 4 anni di stop al medico sociale Walter Giorgione.

Doping, Joao Pedro del Cagliari positivo ad un diuretico: i precedenti in Italia

Quello tra doping e calcio non è purtroppo un connubio inedito in Serie A. Occorre però distinguere i casi in cui le squalifiche sono state legate all'utilizzo di sostanze proibite adottate per migliorare le prestazioni in campo e quelli dettati dall'assunzione di stupefacenti, come la cocaina. In questa seconda categoria rientrano gli stop incassati da Diego Armando Maradona e Claudio Caniggia all'inizio degli anni '90 o quelli a carico di Mark Iuliano nel 2008, quando l'ex difensore della Juventus era al termine della propria carriera, e rei confessi come Fabio Macellari e Angelo Pagotto.

Francesco Flachi con la maglia della Sampdoria contro la Roma nel 2003
Serie A, Francesco Flachi con la maglia della Sampdoria contro la Roma

Due sono i casi di recidiva riscontrati in Italia: protagonisti Jonathan Bachini e Francesco Flachi. Il primo è stato radiato dal mondo del calcio a causa di una doppia positività ai controlli antidoping per assunzione di cocaina tra il 2004 e il 2005, quando vestiva la maglia del Brescia. Flachi è stato fermato per 12 anni nel 2009, quando fu trovato positivo alla cocaina per la seconda volta nell'arco di due anni.

2006, Marco Borriello  fu vittima di una curiosa squalifica con la maglia del Milan
2006, la strana squalifica per doping di Marco Borriello

Non sempre però le squalifiche di calciatori di Serie A dovute a sostanze proibite utilizzate per vivere una vita fuori misura anche lontano dal calcio. Basta tornare indietro al 2001 per ricordarsi ad esempio la serie di stop per assunzione del nandrolone, steroide anabolizzante derivato dal testosterone. Tra i calciatori sospesi anche nomi noti del calibro di Jaap Stam, Fernando Couto e Cristian Bucchi. La squalifica più curiosa ha visto però come protagonista Marco Borriello nella stagione 2006/2007: l'attaccante militava nel Milan quando risultò positivo a due metaboliti del cortisone, prednisone e prednisolone, nel test antidoping al fischio finale di Milan-Roma. Vane furono le giustificazioni della sua fidanzata dell'epoca, Belen Rodriguez, che spiegò come il tutto fosse legato all'utilizzo di creme per l'igiene intima da parte della stessa showgirl. Borriello fu sospeso per tre mesi fino al 21 marzo 2007.

Caso curioso anche quello che coinvolse Angelo Peruzzi e Andrea Carnevale nel 1990, quando vestivano la maglia della Roma. Dopo la vittoria sul Bari i due furono sottoposti ai controlli antidoping. Esito: positivi al Lipopil, farmaco contenente la fentermina che annulla gli effetti della fame che i due avevano ingerito per digerire rapidamente una cena dopo la partita di coppa contro il Benfica. La motivazione annessa alla curiosa assunzione del farmaco non convinse il giudice e i due furono fermati per un anno.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.