Astori, quando un numero è per sempre: le maglie ritirate nella storia

Molto più di un numero, quando una maglia diventa un simbolo per onorare la storia di un campione: da Astori a Puerta, passando per Baggio, Baresi e Maradona.

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"Questa maglia per sempre tua". Quel numero 13 sarà per sempre scolpito in ognuno di noi. Noi appassionati di calcio, addetti ai lavori, calciatori, atleti: persone. Perché Davide era prima di tutto un ragazzo normale. Un uomo vero. Compagno, padre, amante della vita. E calciatore, sì. Un campione. Capitano. Simbolo della sua Fiorentina e del suo Cagliari prima, soprattutto con addosso quel numero 13. 

Il gesto di ritirare una maglia, da parte di un club, è sempre una decisione nobile, di riconoscenza e amore verso una propria storica bandiera. Roba da campioni, calciatori unici. Gente rara. Purtroppo, però, nel caso di Davide il motivo è quello che nessuno avrebbe mai voluto sentire.

Altra storia invece per i campioni del passato: da Maradona a Baresi, passando per Maldini e molti altri. Giocatori che hanno segnato un'epoca ma soprattutto hanno scritto la storia dello loro rispettive società.

Le maglie ritirate nella storia del calcio

Una tendenza ormai rara. Già, difficile vedere al giorno d'oggi le bandiere. Il gesto di ritirare le maglie ha origine dagli Stati Uniti, in particolare da una consuetudine tipica dell'NBA, per poi essere estesa anche al mondo del calcio. Protagonisti sono i campioni, i giocatori simbolo che hanno scritto l'era di un club, ma altre volte purtroppo - come nel caso di Davide Astori - le maglie sono state ritirate per commemorare giocatori morti mentre erano ancora in attività. 

Livorno e Vicenza, la numero 25 di Morosini

Morosini, Livorno
Pier Mario Morosini

Un'altra storia triste del nostro calcio. Tragica. A soli 26 anni Pier Mario Morosini perse la vita per infarto in campo nel match di serie B fra Pescara e Livorno. Il club toscano, assieme al Vicenza, le due squadre più importanti della carriera di Pier Mario, scelsero subito di rendere onore per sempre al suo nome ritirandone la maglia. Prima del suo episodio, tragica fu la scomparsa di Niccolò Galli, figlio dell'ex portiere Giovanni, morto giovanissimo per un incidente in motorino mentre tornava a casa dopo un allenamento col Bologna. Stesso destino per Federico Pisani, che a soli 23 anni - per colpa di un incidente stradale - portò nel 1997 l'Atalanta a ritirare la sua maglia.

Siviglia, la 16 di Puerta

Puerta
La passione di Puerta

Correva per amore del suo Siviglia. Cresciuto e diventato un protagonista della prima squadra, rifiutando numerosi corteggiamenti per giurare amore eterno alla sua città. Stroncato poi a soli 22 dopo aver perso conoscenza in una partita contro il Getafe.

Manchester City, la 23 dello sfortunato Foé

Foé
Foé

Centrocampista africano, arrivato in Europa e cullato dal sogno Premier League. Tragica però la sua fine, morto il 26 giugno 2003 dopo essere collassato al 72' della semifinale di Confederations Cup giocata a Lione tra Camerun e Colombia. Gli Sky Blues hanno ritirato la sua maglia per commemorarlo.

Genoa, la 6 di Gianluca Signorini

Capitano, campione e idolo del Genoa. Morto di SLA nel 2002 dopo aver lasciato i rossoblù nel 1995. Una malattia terribile che lo ha spento lentamente. Più lieto il caso di Marco Rossi: il 18 maggio 2014, un anno dopo il suo addio al calcio, la società ligure ha deciso di ritirare la maglia numero 7 in suo onore. Dai campioni scomparsi a quelli ancora in vita, le cui maglie però sono state onorate per celebrarne la fede assoluta ai colori di appartenenza:

Milan, la 6 di Baresi

Franco Baresi
Baresi, un eterno capitano

Solo Milan. Un amore eterno per quel numero 6, ritiratosi nel 1997 dopo 20 anni da leader. Braccio alzato, petto in fuori e via a far scattare la trappola del fuorigioco. Lui, Franco Baresi, il rossonero per sempre.

Milan, la 3 di Paolo Maldini

Paolo Maldini
Super Maldini

Schierato in coppia assieme a Baresi, Maldini ha collezionato 196 apparizioni, subendo appena 23 reti. Un gol ogni 8 partite. Praticamente illegali. Poi Paolo, con eleganza, si divertito in solitaria a scrivere la storia del Milan. Lui e il suo numero 3. L'addio di Paolo al calcio, però, fu caratterizzato da una contestazione per voce di una parte del tifo rossonero, che lo 'salutò' fischiandolo il 24 maggio del 2009, nell'ultimo match casalingo disputato contro la Roma. Il tutto alla luce di un ritiro del numero 3 soltanto parziale, ecco il motivo:

La mia maglia potrà essere indossata solo da uno dei miei figli, ma questo non deve essere un'ulteriore pressione per loro, visto che comunque ne avranno parecchie se andranno avanti in questo sport.

Roma, la 6 di Aldair

Roma, Aldair
Aldair

Un toro. Fortissimo Aldair. Ma "Dopo 10 anni è ora di riportare in campo la maglia numero 6", parola dell'ex difensore brasiliano, che quella maglia giallorossa - aveva indossato per 13 stagioni. Fino all'arrivo di Strootman, che ha deciso così di raccogliere una pesante eredità romana.

Avellino, il numero 10 di Lombardi

Un'icona. Un capitano. Un calciatore straordinario, Adriano Lombardi. L'Avellino infatti aveva ritirato il suo numero 10, poi nel 2007 (dopo la sua morte) fu in seguito concesso a Luigi Castaldo nel 2013.

Bobby More e Zola: le uniche maglie ritirate in Premier

Zola
Magico Zola

Nella massima serie inglese sono solo di Bobby Moore (West Ham) e del nostro Zola (Chelsea, numero 25) le maglie ritirate. Due giocatori geniali, esempi rari di un calcio ormai nostalgico.

Brescia, il mitico 10 di Baggio

Baggio
Roberto Baggio

Baggio fa rima con calcio. Raccoglie consensi unici, perché per la maggior parte degli addetti ai lavori è stato proprio lui il più grande calciatore italiano di sempre. Semplicemente unico, proprio come il suo numero 10, inevitabilmente ritirato dal Brescia, squadra con cui ha chiuso la cariera.

Livorno, il 10 di Igor Protti

Protti
Protti, Livorno

Dopo nove stagioni passate a Livorno (dal 1985 al 1988 e dal 1999 al 2005) con 155 gol in 364 presenze, il club toscano decide di ritirare la sua maglia numero 10, che in seguito venne poi presa da Tavano.

Pescara, lo storico 4 di Zucchini

Vincenzo Zucchini storico numero "4" del Pescara conquisto' la prima serie A e fece appassionare generazioni di tifosi abruzzesi. Il club ha deciso di ritirarne la maglia dopo la sua morte.

Cagliari, l'11 di Gigi Riva

Riva
La 11 di Riva

Quando una maglia è per sempre. Come quel Rombo di Tuono che si divertiva con assoluta eleganza a bruciare tutte le difese avversarie. Innamorato della Sardegna e di quel magico rossoblù, quello del suo Cagliari: semplicemente Gigi Riva.

Inter, da Facchetti ad Javier Zanetti

Zanetti
Capitan Zanetti

Instancabile. E soprattutto indescrivibile, Javier. Esempio di uomo e calciatore: macchina perfetta donata al calcio. Bandiera dell'Inter ed erede perfetto del grande Giacinto Facchetti: la 3 e la 10, perché con questi due numeri il nerazzurro diventa eterno.

Cruyff, quel numero 14

Cruyff, Ajax
Cruyff

Dal 1964 al 1973 scrisse la storia dell'Ajax. Piedi d'oro e un atipico numero sulle spalle, il 14: non una cifra tonda, bensì un simbolo che solo lui ha saputo rendere perfetto. 

New York Cosmos, il 10 di Pelé

Pelé e il 10
Pelé

In America dal 1975 al 1977, con un talento infinito e un numero 10 meraviglioso. Ritirato dal club statunitense in suo onore, quello di O'Rey.

Napoli, sia lodato Maradona

Maradona
El Diez

E poi c'è lui, il padrone del calcio: il più grande di sempre, Diego. Sì, storia del numero 10 per eccellenza. Diez. 

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