Barcellona, il gran segreto dietro la magica punizione di Messi

Dietro le punizioni dell'argentino c'è un gran lavoro di squadra: alla scoperta del segreto dei calci da fermo di Messi, tutta una questione di... barriera.

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Puoi mettere anche tutta la squadra in barriera, tanto lui la supera sempre. Rincorsa, pennellata e gol. E così Messi segna su punizione per la terza partita di fila. Cecchino. L'ultima vittima è stata l'Atletico Madrid, condannata da Leo a veder allontanarsi il sogno Liga sempre di più.

Va bene il talento, il genio, ma nulla è lasciato al caso. Perché anche la punizione, ovvero il gesto tecnico per eccellenza, ha bisogno di un lavoro di squadra. Questione d'intesa. E a dimostrarlo sono state le telecamere di 'El Día Después', trasmissione spagnola che ha rivelato il gran segreto dell'ultima (e non solo) punizione di Messi.

Intanto i dati, numeri pazzeschi: per l'argentino si tratta del quinto gol su punizione in questo campionato, il sesto considerando anche la Champions League. Praticamente Leo mai ne aveva segnate tante in carriera. Ormai la Pulce è sempre più il "re de la falta de la Liga". Un maestro stupendo, insuperabile e aiutato da un gruppo di discepoli straordinari. Sì, perché se Messi azzecca ogni punizione non è mica solo merito suo.

Messi e il segreto delle sue punizioni
Giusto, giusto una traiettoria magica

Il segreto di Messi

Premessa: se non avesse il talento divino, allora ogni strategia sarebbe inutile. Quindi, per prima cosa, è giusto lodare quel mancino. E lo sa bene l'Atletico Madrid, vittima al Camp Nou dell'ennesima punizione letale dell'argenitno. Ma proprio come immortalato dalle telecamere di 'El Día Después', dietro quei calci da fermo c'è molto altro. Partiamo dalla fine, con Oblak in gran confusione e il pallone che si insacca in rete. Ma perché il portiere di Simeone va in tilt? Semplicemente perché non ci vede più nulla.

Nessun calo di diottrie, tranquilli, bensì di mezzo c'è un gran lavoro di disturbo di alcuni compagni di Messi. Minuto 26, Leo va a terra: punizione. Intanto, mentre il genio si rialza, Busquets parla all'orecchio di Rakitic prima e in quello di Piqué poi, con i tre che pare stiano tramando qualcosa. Oblak nel frattempo dispone una barriera di 6 suoi giocatori, ai quali però si uniscono proprio i tre blaugrana più Umtiti. E il blocco si trasforma in un muro di ben 10 persone. Praticamente una montagna. 

Leo studia la situazione. Oblak saltella, allunga la testa, ma nulla: buio. Panico. E all'improvviso il segnale di Piqué: "Non vede, non vede, non vede", urla il difensore. Poi succede l'inevitabile: il pallone parte e il portiere dell'Atletico è spiazzato più che mai. Abbracci, gioia e una risata sorniona di Piqué. Magia. Un gesto provato anche nella partita di andata tra le due squadre al Wanda Metropolitano, quella volta però la palla uscì fuori di poco. Insomma, portieri avvisati mezzi salvati: potete mettere anche tutta la squadra in barriera, tanto lui la supera sempre. 

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