Julio Cesar: "Che bravo Alisson. Lascio il Brasile, è troppo violento"

Il portiere del triplete nerazzurro è convinto che Alisson sia molto importante per il Mondiale del Brasile. E sull'Inter: "In 7 anni 14 titoli, un periodo bellissimo".

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Un portiere da leggenda. Anzi, il portiere della leggenda. Perché quando l'Inter nel 2010 vinse il triplete in porta c'era lui. Julio Cesar fu decisivo, specie in Champions League: dalle parate nella sofferta vittoria in casa della Dinamo Kiev nella fase a gironi fino a quelle contro Chelsea, Barcellona e Bayern Monaco.

Determinante Julio Cesar lo fu anche in campionato e in Coppa Italia, nella finale vinta all'Olimpico contro la Roma. A 8 anni di distanza il portiere brasiliano difende la porta del Flamengo, il club che lo aveva cresciuto, ma lo farà ancora per poco. Ha infatti deciso di non rinnovare il contratto in scadenza.

Ha intenzione di andare a vivere in Portogallo, a Lisbona, perché il Brasile e Rio de Janeiro nello specifico, sono luoghi pericolosi. Le disuguaglianze sociali compromettono la sicurezza del cittadino comune. E allora meglio spostarsi, con tutta la famiglia ovviamente. In modo da vivere più serenamente. Non tornerà a Milano, anche se ammette che la città gli ha voluto bene. Lì ha vinto 14 titoli in 7 anni, ma per vivere preferisce Lisbona.

 Il Brasile è insicuro e violento. A Lisbona si vive in maniera simile per clima e cibo.

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Julio Cesar: “Che bravo Buffon. Alisson importante per il Brasile”

In una lunga intervista rilasciata a Extra Time, settimanale della Gazzetta dello Sport, Julio Cesar ha parlato dei portieri che in carriera ha stimato di più.

Il mio idolo era Taffarel, poi ho ammirato molto Marchetti. Aveva molto coraggio nel buttarsi sui palloni. Buffon è unico e ci stimiamo a vicenda. Mi ha aiutato a crescere.

Con i Mondiali in Russia alle porte Julio Cesar si è concentrato anche sui portieri brasiliani, che devono aiutare la nazionale a riscattarsi dopo il torneo perso malamente in casa quattro anni fa.

So che Alisson con la Roma sta facendo bene. Questo per noi è importante perché al Mondiale toccherà a lui. Arrivare in Russia con tanta fiducia è molto positivo.

E chissà che anche Alisson per il Brasile non possa essere, proprio come Julio Cesar, un portiere da leggenda. O meglio: il portiere della leggenda. Perché la nazione ha bisogno di riscattarsi dopo l'ultima pessima figura mondiale.

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