Astori, l'autopsia: "Morte cardiaca senza evidenza macroscopica"

Sono stati resi pubblici i risultati dell'analisi della salma dell'ex calciatore: "Morte cardiaca senza evidenza macroscopica, verosimilmente su base bradiaritmica".

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Questa mattina, all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, il corpo di Davide Astori è stato sottoposto all'autopsia per cercare di determinare le cause della morte. Come noto, purtroppo, l'ex calciatore della Fiorentina è deceduto nella notte tra sabato e domenica, nella sua camera all'interno dell'albergo "Là di Moret", dove soggiornava insieme al resto della squadra per prepararsi alla partita di Serie A contro l'Udinese.

Secondo quanto raccolto dall'autopsia, per il 31enne si è trattato di una "morte cardiaca senza evidenza macroscopica, verosimilmente su base bradiaritmica", per cui il battito del cuore ha rallentato gradulmente le pulsazioni fino a fermarsi in modo definitivo.

In ogni caso saranno effettuati ulteriori esami istologici entro 60 giorni, ma il pm Barbara Loffredo ha disposto comunque il nulla osta per riconsegnare la salma di Astori alla famiglia (a Udine sono rimasti un fratello e uno zio per sbrigare le ultime pratiche burocratiche) e consentire così di trasportarla a Coverciano, dove sarà allestita la camera ardente. I funerali, invece, si terranno giovedì alle 10 nella Basilica di Santa Croce a Firenze.

Astori, esito dell'autopsia

Prima dell'autopsia, che è stata effettuata dal professor Carlo Moreschi, direttore del Centro di patologia vascolare con specifica competenza in materia e tra i massimi esperti sulla cosiddetta "morte improvvisa", la Fiorentina aveva richiesto di poter partecipare alle analisi attraverso un suo consulente.

La Procura però - come spiegato in una nota dall'avvocato del club toscano Raffaele Conte - aveva respinto la domanda, considerando "persone offese (quindi con facoltà di partecipare, ndr) solo i congiunti prossimi" e non la società di appartenenza.

Uno dei due fratelli maggiori di Davide Astori, Marco, ha potuto così nominare un proprio consulente per assistere all'autopsia, con l'obiettivo (e la speranza) di avere la certezza che si sia trattato semplicemente di una tragica e imprevedibile fatalità. E in attesa dei risultati degli esami istologici, la risposta è stata questa.

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