Kobe Bryant sempre più leggenda: vince l'Oscar con il suo cortometraggio

L'ex stella dei Lakers premiato per il corto d'animazione sulla sua carriera, "Dear Basketball". Emozionato e felice, ha ringraziato la sua famiglia in italiano.

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Quando un uomo è leggenda, trionfa in ogni cosa che fa. Ecco Kobe Bryant salire sul palco degli Oscar e ricevere una statuetta. C’entra qualcosa il basket? In un certo senso sì. L’ex guardia dei Lakers è stato premiato per il cortometraggio d’animazione "Dear Basketball", ispirato alla sua lettera d’addio allo sport che lo ha incoronato uno dei migliori giocatori dell’NBA.

Lui, con lo sguardo commosso, ha affrontato le scale del palcoscenico del Kodak Theater con poca disinvoltura. È entrato in un nuovo mondo in punta di piedi, ne esce vincitore, con la statuetta in mano, come dopo aver segnato una triplo allo scadere.

Bryant leggenda del basket e del cinema. Vanno aggiornati di nuovo gli annali. Questa è la storia di un ragazzo rimasto umile che continua a stupire anche lontano dal canestro. Senza mai dimenticare il suo punto di partenza: l'Italia.

Bryant vince l'Oscar
Bryant e il disegnatore Keane dopo la vittoria dell'Oscar

Kobe Bryant, una notte da Oscar

Siamo nel novembre del 2015. Kobe Bryant, uno dei giocatori più forti di sempre, annuncia il suo ritiro dal basket con una lettera. Oggi quelle parole sono diventate un cortometraggio animato premiato con un Oscar. Kobe riceve la statuetta, sorride nel suo smoking strettissimo e preciso. Un progetto, questo, nato da lui stesso e realizzato con il disegnatore Glen Keane e il compositore John Williams, due che di pallacanestro non ne sapevano nulla.

Il film

"Dear Basketball" è la storia dello stesso Bryant, da quando era un bambino fino al grande palcoscenico dell’NBA. Quella lettera pubblicata nei giorni del suo addio iniziava proprio con "Caro basket…". Ha giocato sempre nei Los Angeles Lakers, ha vinto cinque anelli NBA, è stato premiato due volte come miglior giocatore. Si è ritirato e ha trovato subito un’altra strada. E al primo colpo, tra grandi registi e grandi film, vince un Oscar. Tutto molto bello, tutto molto affascinante. Ma è Kobe Bryant, un fenomeno come persona oltre che come giocatore. Nessuno si è sorpreso. Nemmeno quando ha ringraziato la sua famiglia in italiano: "Vi amo con tutto il mio cuore: siete la mia ispirazione".

Sono quattro donne la fonte creativa di Kobe: sua moglie Vanessa e le figlie Natalia, Gianna e Bianca. L’italiano è stata la sua lingua di infanzia, è cresciuto nel nostro Paese. Rieti, Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia. Qualche anno fa in un’intervista ricordava la sua professoressa. Di sicuro si sarà commossa vedendo il suo alunno, una volta 13enne, vincere un Oscar. In effetti ha tirato su veramente un bravo ragazzo.

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