Guardiola e quel laccio giallo: la FA lo paragona a una svastica

Il bel gioco, gli obiettivi e un "lazo amarillo" di troppo: la Football Association dice no al simbolo giallo indossato da Guardiola, manifesto dell'indipendenza catalana.

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Diciotto punti di vantaggio sulla seconda, a marzo, questo basta e avanza per raccontare l'attuale Manchester City. Fortissimo. Leicester, Arsenal e Chelsea sono le ultime vittime in ordine di tempo della banda Guardiola, un gruppo a oggi quasi perfetto. Pronto a vincere tutto, che brilla più che mai. Anche se in Premier League ultimamente c'è un altro colore protagonista: l'amarillo.

E non si tratta di "yellow", ma proprio di amarillo: ovvero il colore simbolo dell'indipendenza catalana. Un nastro che Guardiola sfoggia da mesi. Pep, infatti, non è un mistero sia un attivista proprio per la causa catalana. L'allenatore è già sceso in campo per il suo popolo al referendum del primo ottobre nella prima grande manifestazione indipendentista organizzata nel cuore di Barcellona. "Vogliamo l'indipendenza", aveva urlato Pep, trascinatore e leader maximo anche fuori dal mondo delw calcio.

Passione, sentimento, orgoglio e genio: questo è Pep Guardiola. Maestro di calcio e super uomo 4.0. Le sue idee, però, non sono andate giù alla Football Association, parola del chief executive Martin Glenn:

Quel simbolo potrebbe rappresentare molte cose: una svastica, la falce e il martello o altro. Non possiamo accettarlo, il calcio deve tenersi fuori da questi terreni scivolosi

Guardiola e la Catalonia
L'attivismo di Guardiola

Guardiola l'attivista

Una stagione fin qui perfetta. Fatta di gioco, gol, idee e un cammino che avanza sempre più. Ma proprio dove una delle strade di Pep si è interrotta - l'FA Cup - per l'allenatore catalano sono comparsi dei problemi. E il calcio, in senso stretto, non c'entra nulla: di mezzo la politica. La sua, quella del suo popolo, quella del suo territorio: la Catalogna. 

Esatto, Pep è sceso in panchina anche contro il Wigan con il simbolo giallo. Un segno di protesta, unione e voglia di indipendenza, ma allo stesso tempo troppo forte per il calcio. Un po' oltre, a detta degli inglesi. Guardiola, inoltre, avrà tempo fino alle 18 di questo pomeriggio per rispondere di fronte agli organi competenti per la sua scelta, definita irrispettosa dal calcio inglese. L'allenatore pare averla paragonata al Poppy indossato spesso dalle squadre inglesi, un papavero rosso per onorare i caduti in guerra dell'esercito britannico. Già, tutta un'altra storia per la Football Association, a differenza del laccio giallo indossato dall'attivissimo Pep, che se lo è messo sulla giacca anche nella finale contro l'Arsenal e nell'ultima sfida contro il Chelsea.

Non vogliamo che il nostro calcio mostri simboli politici. E il laccio di Guardiola è un chiaro manifesto dell'indipendenza catalana.

Intanto Pep continuerà a mostrare sicuramente il suo calcio all'ennesima potenza. Bello, concreto e pronto a vincere di tutto. Altra storia invece per il suo "lazo amarillo". Insomma: chissà che fine farà...

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