MMA, UFC 222: Cyborg demolisce Kunitskaya, Ortega annichilisce Edgar

Las vegas e la sua T-Mobile Arena sono teatro di un altro evento numerato UFC. Stavolta sono Cris Cyborg e Brian Ortega a dominare.

MMA, UFC 222: Cris Cyborg

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Un altro evento numerato, UFC 222, è negli archivi. Una main card ricca di stelle, di fighter levigati e nuove promesse che non hanno deluso le aspettative. Nel main event, la solita Cris Cyborg (20-1, 1 NC) ha offerto una prestazione a senso unico contro la russa Yana Kunitskaya (10-4), ex campionessa dei pesi gallo Invicta FC.

La main card si apre con un match nella categoria femminile dei pesi gallo. Torna in scena "Alpha" Cat Zingano (9-3), solida ex contendente al titolo che fu di Ronda Rousey, molto dotata in fase di grappling e fluida nei movimenti dallo stand-up. Davanti a lei, l'imbattuta brasiliana Ketlen Vieira (10-0). Un match ben combattuto da entrambe le atlete, che ha visto Zingano prendere l'iniziativa e Vieira trovare fin da subito le contromisure.

Mentre Cat Zingano trovava ottimi colpi con grande scelta di tempo e posizione, Vieira rispondeva con buoni overhand che hanno spesso anticipato gli headkick e i diretti della sua avversaria. A seguito di un takedown subito da Zingano, Vieira si è immediatamente rimessa in piedi e ha risposto con eccellenti takedown figli di un grande tempismo, mettendo a segno anche un'ottima proiezione mutuata dal judo. Presa la posizione, ha costretto la sua avversaria a difendersi spalle a terra. La Zingano ha fatto notare una certa urgenza nel corso della terza ripresa e ha caricato la brasiliana, che ha ben gestito fino al suono della sirena, portando a casa la vittoria per decisione non unanime.

Sopra, il verdetto dei giudici, criticato dai più, vista la netta superiorità della brasiliana.

UFC 222, torna in scena Cris Cyborg, grande vittoria di Brian Ortega

Nel secondo match della main card, svoltosi nella categoria dei pesi massimi, l'ex campione UFC Andrei Arlovski (27-15) è riuscito ad avere la meglio, nonostante non sia più nel pieno della sua carriera, sul più giovane Stefan Struve (28-10). Il Grattacielo olandese sembra l'ombra di sé stesso, non c'è più traccia del giovane colosso che incuteva timore e rispetto e che in tempi non sospetti riuscì a collezionare la testa dell'attuale campione Stipe Miocic. Una gestione delle distanze scellerata viste le sue dimensioni, Struve è riuscito a dire la sua solo a metà del secondo round, quando è riuscito a vincere un difficile scramble passando da schiena a terra a una posizione di vantaggio, costringendo il suo avversario spalle a parete. Una situazione momentanea, che ha preceduto il ritorno netto di Arlovski dominante sia da terra, grazie a un ottimo controllo della posizione, che nello stand-up, grazie al suo buon pugilato e alla sua forte mano destra in particolare. Alla fine, il bielorusso porta a casa la vittoria per decisione unanime.

Il terzo match della serata ha avuto luogo nella categoria dei pesi gallo e ha visto il ritorno del creativo "Sugar" Sean O'Malley (10-0) che è riuscito a imporsi, nonostante un infortunio, sul suo avversario Andre "The Asian Sensation" Soukhamthath (12-6). Soukhamthath non ha trovato risposta alla brillantezza tecnica e stilistica di O'Malley, che ha raggiunto il suo avversario coi suoi attacchi da angolazioni imprevedibili. Un grande uso dei leg kick, sia laterali che obliqui, ha costretto Soukhamthath a girare lateralmente e non esporsi. La difficoltà riscontrata da quest'ultimo nel corso del primo round si è rivista nella seconda ripresa. O'Malley ha fatto sfoggio sia delle sue qualità nello stand-up, offrendo bei colpi in spinning, sia nel ground game, dove ha tentato numerose sottomissioni, fra cui una armbar e una triangle choke ai danni del suo avversario. A seguito di un headkick, O'Malley ha subito un infortunio al piede. Non particolarmente cinico Soukhamthath, che preferisce portarlo a terra piuttosto che calciare la gamba infortunata, scelta che gli costerà il match portato a casa, ancora per decisione unanime, da Sean O'Malley. Il nuovo gioiellino di casa UFC è pronto al salto di qualità?

Il co-main event della serata si è svolto nella categoria delle 145 libbre, pesi piuma, e ha visto la conferma di un nuovo contendente titolato. Brian "T-City" Ortega (13-0) infatti è riuscito a portare a termine la missione nella quale nessun altro fighter era riuscito in precedenza: finalizzare Frankie "The Answer" Edgar (22-6-1). La tattica di Edgar era piuttosto prevedibile: accorciare le distanze in modo da non far attaccare in maniera composta e da posizione confortevole il più grande Ortega, peso piuma davvero enorme per la categoria. Il timing, l'evoluzione di Ortega, sono innegabili, soprattutto sul piano dello striking e del footwork. Ortega infatti ha fatto in modo di mettere nella comfort zone Edgar, lo ha fatto scatenare facendolo colpire per primo e lo ha centrato con una perfetta gomitata al volto. Il resto è semplice per lui: Edgar ha legato in clinch per non subire colpi pesanti, Ortega ha preso le misure e lo ha schiantato con un preciso montante al mento. Due colpi in ground and pound e l'arbitro è stato costretto a interrompere il match. Brian Ortega batte con un nettissimo KO Frankie Edgar e guadagna con tutta probabilità la chance titolata. Riuscirà a interrompere la Blessed Era?

Il main event della serata, nella categoria femminile dei pesi piuma, ha visto la campionessa Cris Cyborg mettere a segno una grande prestazione contro Yana Kunitskaya. Cyborg è andata a segno in apertura con un diretto al volto, ma la russa si è attaccata subito alla gamba della campionessa, trascinandola a terra e prendendo poi la schiena vicino alla gabbia, facendo così pensare all'arrivo di un clamoroso upset. Cyborg non si è scomposta: si è aiutata con la gabbia, ha ripreso la posizione, ha slegato poco dopo. Mentre la brasiliana cercava lo scambio in fase di striking, nettamente sofferto dalla sua avversaria, la Kunitskaya ha cercato più volte l'atterramento, prontamente difeso dalla campionessa. Con un buon cambio di timing, a 3 minuti del primo round, la campionessa ha affondato potenti diretti e ganci al volto della sfidante, facendola capitolare e ha concluso il lavoro in ground and pound confermandosi, ancora una volta, la donna più forte al mondo.

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