Il mondo del calcio ricorda Astori: "Innamorato del calcio e della vita"

Chi è stato Davide Astori, capitano della Fiorentina scomparso improvvisamente in mattinata. La sua carriera e alcuni dei tanti che lo hanno ricordato oggi.

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La notizia è arrivata improvvisa, colpendo duramente tutti gli appassionati di calcio e non solo: Davide Astori, difensore nel giro della Nazionale e capitano della Fiorentina, è stato trovato morto nella sua stanza d'albergo a Udine, dove nel pomeriggio avrebbe affrontato la formazione friulana allenata da Massimo Oddo in una 27esima giornata di Serie A che, in seguito a questa tragedia, è stata rinviata.

La scomparsa di Astori, che da poco aveva compiuto 31 anni e che lascia la moglie Francesca e una figlia di 2 anni, Vittoria, ha colpito profondamente il mondo del calcio ad ogni latitudine: impossibile del resto fare altrimenti, trattandosi di un atleta ancora nel fiore degli anni, di uno sportivo amato e rispettato da compagni e avversari e che adesso, improvvisamente, lascia un vuoto impossibile da colmare e tante, troppe, domande.

Sulla vita, ovviamente, sul destino che può colpire in qualunque momento e su quanto le certezze di ognuno di noi siano fragili. Ma anche su come sia possibile che un calciatore di così alto livello, che dovrebbe essere continuamente controllato e monitorato, possa andarsene così, improvvisamente, nel freddo mattino di una domenica di marzo. Dubbi espressi da Giovanni Malagò, presidente del CONI e commissario straordinario della Lega Serie A, che ha parlato di "un giorno triste" e si è detto sconvolto.

L'improvvisa scomparsa di Astori deve ancora una volta porre l'accento sulle necessità di controlli fisici assidui e costanti non solo per il calcio professionistico ma nello sport in generale.

La carriera di Davide Astori, da idolo del Cagliari a capitano Viola

Nato a San Giovanni Bianco, provincia di Bergamo, il 7 gennaio del 1987, Davide Astori aveva dovuto lasciare la Lombardia per diventare un calciatore vero: era stato il Cagliari infatti a lanciarlo nel calcio che conta, prelevandolo in comproprietà dal Milan, dov'era cresciuto, dopo averlo notato nel Pizzighettone e nella Cremonese, società di Serie C1 dove era stato mandato in prestito dai rossoneri.

La Sardegna si sarebbe rivelata l'isola felice di Davide Astori: arrivato a 21 anni nel 2008, avrebbe lasciato il rossoblu soltanto sei anni dopo, nell'estate del 2014, mettendo insieme un totale di 179 partite con la maglia del Cagliari, ereditando dopo un anno di apprendistato il posto di Diego Lopez come leader della difesa. Un ruolo che Astori era perfettamente in grado di svolgere grazie a un fisico asciutto ma potente, un ottimo senso del piazzamento e buonissime qualità tecniche che gli permettevano di organizzare il gioco e rilanciare l'azione.

Un giocatore di qualità, insomma, che era stato notato anche dal CT Cesare Prandelli: nel 2011 Davide Astori ottiene la prima delle sue 14 presenze con l'Italia, tre anni dopo, nell'estate del 2014, arriva finalmente la grande occasione con la Roma di Rudi Garcia, che lo preleva in prestito. Il suo sarà un campionato di buon livello, non abbastanza però da convincere i giallorossi a riscattarlo: non c'è spazio però per l'amarezza, perché a Cagliari Davide non torna che per pochi giorni, il tempo necessario per ricevere e accettare l'offerta della Fiorentina.

In viola Astori troverà nuovamente la dimensione che lo aveva portato in alto a Cagliari: il club è in una difficile fase di rinnovamento e transizione, ma lui rappresenterà sempre una certezza, un punto fermo, inanellando buone prestazioni in serie che gli permettono di restare nel giro della Nazionale - dove la concorrenza per una maglia da titolare è altissima - e di essere scelto, dopo l'addio di Gonzalo Rodriguez, come capitano.

È l'estate del 2017, e Astori è felice: ha trent'anni, è il leader della Fiorentina, si appresta a cominciare la sua decima stagione in Serie A, il contratto pronto per essere rinnovato. Tutto questo sarà spazzato via da un malore improvviso, una notizia che sconvolge il mondo del calcio e non solo.

Il ricordo sui social

E sono numerosi i messaggi di condoglianze che arrivano alla Fiorentina, ai suoi tifosi, soprattutto alla famiglia di Davide Astori, a detta di chi lo ha conosciuto persona di grande umiltà, semplice, innamorato della moglie e della figlia. Ecco solo alcuni dei numerosi messaggi postati in sua memoria.

Ciao Davide .

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