Atletica, Mondiali Indoor di Birmingham: Coleman da record sui 60 metri

Le vittorie di Coleman sui 60m e di Kendra Harrison sui 60 ostacoli con il record dei Campionati sono stati tra i momenti clou di una spettacolare terza giornata.

Christian Coleman

0 condivisioni 0 commenti

di

Share

Il primatista mondiale Christian Coleman è diventato il re dei 60 metri vincendo la finale in 6”37, seconda migliore prestazione mondiale di sempre a tre soli centesimi di secondo dal suo recente record mondiale di 6”34 stabilito nella finale dei Campionati statunitensi di Albuquerque. Il ventunenne statunitense ha battuto il record dei campionati stabilito da Maurice Greene con 6”42 nell’edizione del 1999 di Maebashi. Durante l’intervista flash con l’ex campionessa britannica dei 400 metri Katharine Merry subito dopo la gara.

Atletica, Mondiali Indoor di Birmingham: Coleman da record sui 60 metri

Coleman ha dichiarato:

Mi sono sentito bene. Io e il mio allenatore stiamo lavorando bene. Sono davvero orgoglioso. Non penso di essere ancora abituato a questo tipo di sensazione. Lavoro così duramente e non mi stancherò mai di vincere. E’ una grande sensazione e sono davvero eccitato. Ho la chance di guidare la nuova era dell’atletica dopo il ritiro di Usain Bolt ma ci sono altri talenti e dovrò continuare a lavorare duramente per rimanere al top

Alle sue spalle ancora velocissimo il cinese Su Bingtian, che ha migliorato il record asiatico con 6”42 precedendo di due centesimi di secondo l’altro statunitense Ronnie Baker. Su Bingtian ha seguito l’esempio del suo connazionale Liu Xiang che vinse il bronzo sui 60 ostacoli nella precedente edizione disputata a Birmingham nel 2003. L’altro cinese Zhenye Xie si è classificato quarto in 6”52 precedendo di un centesimo di secondo l’iraniano Hassan Taftian.

Su Bingtian:

Liu Xiang è il mio idolo ed è un mio grande amico. Sono andato vicino ad una medaglia e finalmente sono riuscito a vincerla. E’ un sogno che si avvera e mi aspetto una grande festa nel mio paese

Finale 60 metri ostacoli femminili

Kendra Harrison ha vinto il primo titolo iridato della sua carriera stabilendo la migliore prestazione mondiale dell’anno con un eccellente 7”70. La primatista mondiale dei 100 ostacoli outdoor ha sfiorato di due centesimi di secondo il record del mondo stabilito nel 2008 dalla svedese Susanna Kallur sulla pista di Karlsruhe. Harrison ha eguagliato il record statunitense stabilito di recente da Sharika Nelvis e ha migliorato di due centesimi di secondo il record dei Campionati detenuto dalla connazionale Lolo Jones.

Già nei turni eliminatori la venticinquenne ostacolista del Kentucky aveva dimostrato un’eccellente condizione vincendo la batteria in 7”77 e la semifinale in 7”79. La vincitrice del World Indoor Tour Christina Manning ha completato la doppietta statunitense vincendo l’argento in 7”79 precedendo l’eptatleta olandese Nadine Visser (7”84), Sharika Nelvis (7”86), la tedesca Cindy Roleder (7”87) e la norvegese Isabelle Pedersen (7”94 dopo aver stabilito il personale in semifinale con 7”86). Visser aveva precedentemente migliorato il record personale in semifinale portandolo da 7”91 a 7”83.

Kendra Harrison:

Provo una sensazione fantastica. Sono riuscita finalmente a portare a compimento il lavoro e a vincere la medaglia d’oro. Sono arrivata a questi Campionati fiduciosa

Finale 1500 metri femminili

Genzebe Dibaba ha conquistato una finale corsa a ritmi lenti nella prima parte in 4’05”27 centrando la doppietta 1500m-3000m riuscita soltanto a Gabriela Szabo nell’edizione giapponese di Maebashi nel 1999. Le stesse tre atlete andate in medaglia sui 3000 metri sono salite di nuovo sul podio anche sui 1500 metri con l’unica differenza del secondo posto di Laura Muir (4’06”23) davanti a Sifan Hassan (4’07”26).

Con i suoi cinque titoli iridati la fuoriclasse etiope è diventata la seconda atleta più vincente in questa manifestazione dopo l’ottocentista mozambicana Maria Mutola, che si aggiudicò sette medaglie d’oro. Dibaba debuttò in questa manifestazione nel 2012 a Istanbul vincendo i 1500 metri. Nelle successive tre partecipazioni ha vinto tre ori consecutivi sui 3000 metri a Sopot 2014, Portland 2016 e ora Birmingham 2018. Dopo un inizio lento con un primo 400 metri corso in 1’16”48 la ventisettenne etiope ha preso l’iniziativa a 1000 metri dalla fine e ha allungato prendendo un vantaggio netto nei confronti delle avversarie.

Genzebe Dibaba:

Sono contenta di aver realizzato la doppietta. L’anno scorso ero ammalata ma questa volta sono arrivata pronta. Laura Muir ha corso una grande gara ma mi sentivo in ottime condizioni. Questa medaglia è per il popolo etiope

Grande soddisfazione per l’argento della beniamina del pubblico britannico Laura Muir, che ha aggiunto due altre medaglie alla sua collezione di medaglie che comprende i due ori agli Europei Indoor di Belgrado dell’anno scorso.

Laura Muir:

Volevo un’altra medaglia. Ho dato tutto e sono stata premiata con la medaglia d’argento

Finale Salto con l’asta femminile: La simpatica statunitense Sandi Morris ha vinto il primo titolo mondiale della sua carriera superando l’asticella alla misura di 4.95m al terzo tentativo. La russa Anzhelika Sidorova si era portata in testa dopo aver superato tutte le misure fino a 4.85m al primo tentativo, ma Morris ha preso il comando dopo aver valicato 4.90m al secondo tentativo, mentre la russa ha avuto bisogno di tre prove. 

La statunitense allenata dall’ex astista Jeff Hartwig ha suggellato il successo battendo il record dei campionati della connazionale Jenn Suhr valicando la misura di 4.95m alla terza prova. Sidorova ha vinto l’argento con 4.90m al terzo tentativo. Nelle ultime tre grandi rassegne (Mondiali Indoor di Portland, Olimpiadi di Rio e Mondiali di Londra) Morris aveva sempre vinto la medaglia d’argento. Una volta sicura della vittoria Morris ha provato tre tentativi al record del mondo indoor di Jenn Suhr alla quota di 5.04m.

Sandi Morris:

E’ stata una battaglia. E’ stata una gara durissima. Ho avuto bisogno di superare 4.90m e 4.95m al terzo tentativo. Quando ho saltato 4.90m pensavo di aver vinto ma non puoi mai abbassare la guardia. Sono orgogliosa perché superare 4.95m sotto pressione è davvero incredibile. Una volta superata la misura di 4.95m ho provato tre prove al record del mondo

La greca Ekaterini Stefanidi si è dovuta accontentare della medaglia di bronzo con 4.80m perdendo l’imbattibilità che durava dalla gara di Clermont Ferrand nella stagione indoor 2017. Il titolo mondiale indoor è l’unico ancora mancante nella ricca collezione della saltatrice greca.

Ekaterini Stefanidi:

Ad inizio inverno ho pensato anche di non disputare la stagione indoor a causa di un problema al tendine, ma più saltavo, meglio mi sentivo. Forse era una questione psicologica. Ora sono contenta del podio. Non posso essere delusa per il fatto di non essere riuscita a vincere. Mi dispiace solo di non aver saltato di più

Finale salto triplo maschile

Lo statunitense Will Claye ha vinto il secondo titolo mondiale indoor della sua carriera sei anni dopo il successo di Istanbul 2012. Claye, sesto dopo i primi tre tentativi, ha piazzato il salto della vittoria con un 17.43m al quarto tentativo. Il brasiliano Almir Dos Santos ha migliorato di due centimetri il record sudamericano con 17.41m alla quinta prova concludendo la finale al secondo posto con un centimetro di vantaggio su Nelson Evora, che ha migliorato il suo record portoghese con 17-40m.

Will Claye:

Ho svolto soltanto una sessione di allenamento specifica di tecnica in questa stagione. Ho deciso la gara con un unico salto buono

L’azzurro Fabrizio Donato si è classificato quattordicesimo con 15.96m nella sua settima partecipazione a questa manifestazione. Nell’atterrare dopo lo step il quarantunenne laziale ha appoggiato male il piede. Limitato da questo problema l’azzurro non ha completato il secondo tentativo.

Fabrizio Donato:

Non credo nella sfortuna. Purtroppo ho impattato violentemente con il tallone, avvertendo un grande dolore. Ho provato a fasciarlo ma era quasi impossibile appoggiare il piede per terra. Questa specialità non perdona quando si sbaglia. Peccato, mi sentivo veramente bene. Non ho nulla da recriminare. Ce l’ho messa tutta. Sono orgoglioso di esserm trovato qui anche se speravo in un mondiale diverso

Finale 400 metri maschile

Pavel Maslak ha vinto il terzo titolo mondiale indoor in carica in 45”47 davanti allo statunitense Michael Cherry (45”84) e Deon Lendore (46”37) dopo l’incredibile colpo di scena che ha estromesso dalla classifica finale lo spagnolo Oscar Husillos e il dominicano Luguelin Santos, che avevano dominato la finale correndo rispettivamente in 44”93 e in 45”09 prima di venire squalificati per invasione dincorsia.

Pavel Maslak:

I miei rivali erano in forma migliore rispetto a me ma non so cosa sia andato storto a loro. Mi hanno battuto e per questo l’oro vinto ha un sapore di medaglia di bronzo

Finale 400 metri femminile

Courtney Okolo ha dominato la finale dei 400 metri correndo in uno straordinario 50”55, che si colloca al secondo posto delle liste mondiali dell’anno a tre centesimi di secondo dal 50”52 con il quale la giovane connazionale Sydney McLaughlin ha stabilito il record mondiale under 20 ai Regionals NCAA. La ventunenne Shakima Wimbley ha completato la doppietta statunitense classificandosi seconda in 51”47 davanti alla specialista dei 400 ostacoli britannica Elidh Doyle (51”60).

Courtney Okolo:

Essere campionessa del mondo ha un sapore speciale. Significa molto sapere che ora detengo questo titolo. Non ho mai perso la fiducia. Ho corso le mie gare migliori quando ero rilassata e non vedo l’ora di poter rivedere le immagini della gara. Sono orgogliosa di me

Finale 800 metri maschili

Il ventottenne polacco Adam Kszczot ha vinto il primo titolo mondiale indoor della sua carriera in 1’47”47 dopo le tre vittorie agli Europei Indoor e i due argenti consecutivi ai Mondiali outdoor. Le medaglie d’argento e di bronzo sono andate allo spagnolo Saul Ordonez (1’48”01) e allo statunitense Drew Windle, inizialmente squalificato ma successivamente riammesso in classifica. La speranza britannica Elliot Giles ha concluso al quarto posto in 1’48”22 davanti allo spagnolo Alvaro De Arriba (1’48”51).

Adam Kszczot:

Ho vinto il mio primo oro ai Mondiali Indoor. Ora ho la collezione completa di tutte le tre medaglie in questa manifestazione dopo il bronzo di Doha 2010 e l’argento di Sopot 2014. Dedico la vittoria a mio figlio di un anno. Potrebbe essere sembrata una vittoria facile ma è stata una gara difficile, soprattutto dal punto di vista mentale

Eptathlon maschile

Il francese Kevin Mayer ha vinto il secondo titolo mondiale assoluto della sua carriera sette mesi dopo la vittoria ai Mondiali all’aperto a Londra, ma ha dovuto faticare per battere di appena cinque punti il canadese Damian Warner (6348 contro 6343). Mayer aveva un vantaggio di 34 punti su Warner prima dei 1000 metri finali. Il canadese ha dato il tutto per tutto nell’ultima prova correndo i 1000 metri in 2’37”12 ma non è bastato per superare Mayer nella classifica generale nonostante il record canadese. L’estone Maicel Uibo (marito della campionessa olimpica dei 400 metri Shaunae Miller) si è aggiudicato la medaglia di bronzo con 6265 punti precedendo il tedesco Kai Kazmirek, che ha stabilito il record personale con 6238 punti.

Kevin Mayer:

La mia compagna di allenamento Katarina Johnson Thompson ha vinto e per questo volevo eguagliarla. Ci alleniamo insieme e per me è quasi come se fosse una sorella. Nei 1000 metri sono stato messo davvero pressione ma grazie al pubblico sono riuscito a difendere la vittoria. E’ stata una gara pazzesca

Finale del getto del peso maschile

Il neozelandese Tom Walsh ha bissato la vittoria della scorsa estate ai Mondiali di Londra stabilendo il record dei campionati e dell’Oceania con 22.31m al quarto e ultimo tentativo. Si tratta del miglior risultato degli ultimi dieci anni a livello indoor. Il simpatico gigante neozelandese ha realizzato due altri lanci da 22.13m al primo e ultimo tentativo. Walsh è salito al quarto posto delle liste all-time indoor e ha strappato il primato dei Campionati realizzato nel lontano 1987 dal tedesco dell’est Ulf Timmermann con 22.24m. In questa stagione Walsh non aveva mai gareggiato a livello indoor ma nella prima competizione outdoor in Nuova Zelanda aveva già dimostrato di essere in grande forma scagliando l’attrezzo alla misura di 21.87m.

Tom Walsh:

Sono venuto qui ma sapevo di dover lanciare lontano per poter battere avversari molto agguerriti. E’ stata una competizione pazzesca e ho concluso con il botto. E’ una bella sensazione aver raggiunto questo risultato di fronte ad un pubblico davvero fantastico. Mi ha davvero trascinato aiutandomi a raggiungere la grande misura

Il tedesco David Storl e il il ceco Tomas Stanek hanno realizzato la stessa misura di 21.44m superando in classifica il brasiliano David Romani, che si era portato in seconda posizione con un lancio da 21.23m al primo tentativo. Storl ha realizzato il secondo miglior lancio rispetto a Stanek (21.18m contro 21.12m) e ha portato a casa la terza medaglia d’argento della sua carriera in questa manifestazione dopo quelle conquistate a Istanbul 2012 e a Sopot 2014.

Il poliziotto di Chemnitz ha lanciato altre due volte oltre i 21 metri (21.15m e 21.08m). Il brasiliano Darlan Romani ha realizzato il record sudamericano con 21.37m ma non è bastato per il podio. Altri tre pesisti hanno superato i 21 metri. Si tratta del bosniaco Mesud Pezer (21.15m), del vincitore della Diamond League 2017 Darrell Hill (21.06m) e del due volte iridato indoor 2012 e 2014 Ryan Whiting (21.03m). Mai prima di oggi sette atleti avevano superato la barriera dei 21 metri nella stessa competizione a livello indoor.

Finale salto triplo femminile

La venezuelana Yulimar Rojas ha difeso con successo il titolo vinto due anni fa a Portland 2016 grazie ad un salto vincente di 14.63m al quinto tentativo, che le ha permesso di superare in classifica la giamaicana Kimberly Williams, in testa fino a quel momento con la misura di 14.48m ottenuta alla terza prova. Elettrizzante anche la lotta per la medaglia di bronzo, che ha visto prevalere la spagnola Ana Peleteiro con un salto da 14.40m al quarto tentativo, che migliora il suo precedente record di 17

centimetri.

Yulimar Rojas:

E’ un grande risultato per il mio paese. Spero di aver regalato un po’ di gioia al mio paese. E’ stata una gara difficile e questa medaglia d’oro mi ha dato motivazione per l’estate

Staffetta 4x400

La formazione azzurra composta da Raphaela Lukudo, Ayomide Folorunso, Chiara Bazzoni e Maria Enrica Spacca si è qualificata per la finale grazie al terzo posto nella prima batteria in 3’32”62 al termine di un bel testa a testa con le padrone di casa della Gran Bretagna (3’32”57). Gli Stati Uniti (Quanera Hayes, Joanna Atkins, Georganne Moline e Rayevin Rogers) ha dominato vincendo la batteria in 3’30”54. Dopo l’esito della seconda semifinale che ha visto la Giamaica prevalere in 3’32”01 davanti all’Ucraina (3’32”06) e alla Polonia (3’32”07) le azzurre hanno staccato il biglietto per la finale grazie al secondo e ultimo tempo di ripescaggio.

Alla vigilia dei Mondiali il Direttore tecnico della Nazionale Italiana Elio Locatelli aveva scommesso sull’ingresso in finale della staffetta azzurra e le sue previsioni si sono rivelate azzeccate. E’ la prima volta nella storia della manifestazione iridata indoor che l’Italia ha centrato l’ingresso in finale. L’obiettivo per domani potrebbe essere il record italiano indoor realizzato da Maria Enrica Spacca, Elena Bonfanti, Marta Milani e Chiara Bazzoni con 3’31”99 nelle batterie dei Mondiali Indoor di Sopot 2014, quando le azzurre furono le prime escluse dalla finale.

Maria Enrica Spacca:

Durante il riscaldamento ho avuto un fastidio all’adduttore, ma domani voglio correre anche con una gamba sola. Fino ad un paio di settimane fa la nostra partecipazione non era nemmeno prevista. Siamo state iscritte in extremis e ora siamo tra le prime sei al mondo

Ayomide Folorunso:

Abbiamo corso con il cuore. Ho cercato di sfruttare la velocità che ho acquisito nell’ultimo periodo, poi le ragazze hanno fatto il resto. E’ stata una bella gara

Batterie 60 metri ostacoli maschili

Sono stati eliminati in batteria i due ostacolisti azzurri Hassane Fofana e Paolo Dal Molin, entrambi quinti nelle loro rispettive batterie con lo stesso tempo di 7”81. Il britannico di origini comasche Andy Pozzi ha fatto registrare il tempo più veloce di tutte le batterie con 7”53 seguito dal leader mondiale stagionale Jarret Eaton (7”56) e dal cipriota Milan Trajikovic (7”56).

Semifinali 800 metri femminili 

La medaglia d’argento olimpica e mondiale Francine Nyonsaba ha vinto la più veloce delle tre semifinali in 2’00”90 (primato stagionale). La statunitense Ajée Wilson e la britannica Shelayna Oskan Clarke si sono aggiudicate le altre due semifinali rispettivamente in 2’01”90 e in 2’01”76.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.