Calciomercato, tutta la verità sull'addio di Kakà al Milan

Nel 2009 il brasiliano, simbolo di un'epoca e di tante vittorie rossonere, venne ceduto al Real Madrid. "Non sarei mai andato in un altro club".

Kakà torna a parlare della trattativa di calciomercato che lo portò dal Milan al Real Madrid

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C'è un prima e un dopo. Perché quel giorno il calcio è cambiato, anche per il Milan. L'8 giugno 2009 i rossoneri decisero di vendere Kakà al Real Madrid di Florentino Perez. Il calciomercato si apriva così, con la cessione di uno dei giocatori più forti e rappresentativi della società. Un Pallone d'Oro, un idolo.

Giocatori così il Milan difficilmente li aveva venduti prima. Quello l'inizio del ridimensionamento. Quel giorno la società rossonera fu obbligata a cedere il talento brasiliano per 65 milioni. A prenderlo fu il Real Madrid. Ora che la sua carriera è terminata, ora che ha appeso gli scarpini al chiodo, ha voluto raccontare quei giorni.

Perché è vero che fu un momento molto doloroso per i tifosi del Milan, fu una delle cessioni di calciomercato più sofferte di sempre, ma è anche vero che non fu affatto semplice nemmeno per Kakà dire addio ai colori rossoneri (in realtà fu un arrivederci, visto che tornò, anche se per un breve periodo).

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Kakà è stata la cessione più dolorosa dell'era Berlusconi?

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Calciomercato Milan, la verità sull'addio di Kakà

Il Milan in quel momento era ancora una delle squadre più competitive d'Europa. Non era passato molto dalla conquista dell'ultima Champions League. In rosa c'erano giocatori di qualità assoluta. Ma le difficoltà societarie cominciavano a essere evidenti. Nel 2006 si decidette di vendere Shevchenko, ma perché l'ucraino aveva voglia di nuovi stimoli e sembrava in calo. Con Kakà fu diverso. Non fu lui a chiedere di andar via, come racconta lui stesso.

La società per la prima volta aveva aperto la porta a un'offerta, quella del Manchester City. Io dissi alla società che avrei lasciato il Milan solo per un club al mondo: il Real Madrid.

Detto fatto, perché Perez, appena tornato alla presidenza, voleva presentarsi con una grande sessione di calciomercato (prese anche Benzema e Cristiano Ronaldo).

Ero convinto della mia scelta, al punto che accettai di guadagnare meno lì. I soldi non sono mai stati alla base delle mie decisioni. Alla fine però a Madrid ho vinto meno che a Milano e meno di quanto avrei vinto a Manchester.

C'è un prima e un dopo la cessione di Kakà. Al Milan società e Gattuso stanno cercando, faticosamente, di spostare indietro le lancette dell'orologio e riportare i rossoneri ai livelli pre 2009.

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