L'esultanza "pelvica" costa caro a Fernandão del Fenerbahce

La Federcalcio turca ha punito l'esultanza provocatoria dell'attaccante nel derby contro il Besiktas. Ma è solo l'ultima di una serie di festeggiamenti... oltremisura.

L'esultanza di Fernandão in Besiktas-Fenerbahce

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Due giornate di squalifica, quasi 13 mila euro di multa e pure la beffa del derby perso. Fernandão non si dimenticherà facilmente dell'esultanza sfoggiata nella sfida tra il Besiktas e il suo Fenerbahce. Non solo la sua rete, dopo 8 minuti, è stata completamente neutralizzata dalla rimonta dei rivali cittadini (a proposito, super doppietta di Quaresma): ora dovrà saltare anche i prossimi impegni contro Akhisar Belediyespor e Yeni Malatyaspor. Poco male, penserà l'allenatore Aykut Kocaman: il numero 9 brasiliano tornerà in tempo per il big match del 17 marzo con il Galatasaray.

Chissà però, magari una tirata d'orecchie al suo centravanti se la sarà pure concessa. A suo rischio e pericolo, sia chiaro: il classe '87 è un colosso di 1,92 e non ha proprio l'aria di un mite angioletto. Di sicuro, non ci ha pensato due volte a stuzzicare i tifosi avversari (e nel loro stadio, per giunta), nello scontro diretto di domenica scorsa.

In che modo? Mimando un'inequivocabile... gesto pelvico. Di quelli alla Ace Ventura o - perdonate il rimando ai balli di gruppo - a "La Duena del Swing": quella che fa "y tiene swing y baila swing" eccetera eccetera. In ogni caso, dal video che trovate nell'articolo, vi chiarirete ogni dubbio. Insomma, 1-0 per i Canarini Gialli e l'ex Palmeiras che dà sfogo alla sua 'creatività'. Risultato: il Besiktas ha rimontato e vinto, raggiungendo in classifica proprio la formazione giallo-blu. E, a quattro giorni di distanza, Fernandão si è visto rifilare due turni di stop e una multina da poco meno di 13 mila euro.

Fernandao, l'esultanza 'pelvica' gli costa la squalifica

La Federcalcio locale, la Turkish Football Federation, ha deciso di non lasciare impunita un'esultanza così provocatoria. Il parere della commissione disciplinare non è stato però unanime: tre dei sette membri hanno espresso un parere più tollerante, ritenendo il gesto non passibile di essere punito. Con un solo voto di scarto, insomma, la TFF ha deliberato in favore della squalifica e della sanzione pecuniaria. 

Tra le motivazioni che hanno spinto la commissione a votare contro Fernandão, anche la considerazione che il suo gesto abbia scatenato il lancio di oggetti in campo da parte dei sostenitori del Besiktas. Da una giornata di squalifica, ipotizzata dopo il match di domenica, si è arrivati al raddoppio della punizione.

Precedenti (più o meno) "illustri"

Sì, lo sappiamo: ogni volta che si parla di un'esultanza 'un po' oltre', il primo pensiero viaggia in direzione di Robbie Fowler. È il 3 aprile 1999, l'ex attaccante inglese ha appena segnato contro l'Everton: mentre McManaman corre ad abbracciarlo, lui si china a terra facendo finta di sniffare la riga di fondo del campo. Una trovata che gli costerà quattro giornate di squalifica, più 60 mila sterline di multa. Altri due turni di stop se li beccherà invece per un altro gesto: quello alle spalle di Graeme Le Saux, in riferimento alle voci sulla sessualità dell'allora difensore del Chelsea.

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Di esempi "virtuosi", tra i giocatori squalificati per aver oltrepassato il limite, ce ne sono però davvero tanti. Come non citare Nicolas Anelka e la sua quenelle: a cavallo tra il 2013 e il 2014, l'ex attaccante francese - all'epoca al West Bromwich - mimò il cosiddetto saluto nazista "al contrario". Per lui si trattava solamente di una "dedica speciale" per l'amico Dieudonné, un umorista e attore transalpino accusato in patria di derive antisemite. Per la FA non ci furono dubbi: "gesto di odio razziale" e 5 giornate di squalifica, più 80 mila sterline di multa.

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Il saluto nazista - vero e proprio stavolta - costò invece l'esclusione a vita da tutte le Nazionali elleniche di Georgios Katidis, il centrocampista dell'AEK Atene poi transitato in Italia tra le file del Novara. Nel suo caso, la sua difesa si basava sull'inconsapevolezza del gesto: la Federcalcio greca non fu per nulla convinta, tanto da comminargli un provvedimento pesantissimo (oltre a 50 mila euro di multa).

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Di contenuto "vietato ai minori di 18 anni", invece, i festeggiamenti più recenti di Sam Clucas: il centrocampista dello Swansea ha celebrato la doppietta contro l'Arsenal - dello scorso 30 gennaio - mimando il logo di uno sito pornografico molto 'popolare' nel Regno Unito. Un gesto che non è piaciuto per niente al suo club, anche se - nel suo caso - non è arrivato alcun tipo di squalifica. Esito diverso, nonostante l'assoluto candore, per Alvaro Morata: prima di Natale, il centravanti del Chelsea aveva esultato col pallone sotto la maglia come dedica al figlio in arrivo: cartellino giallo e un turno di stop, dal momento che era diffidato.

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