The Wrestler - Freddie Blassie: il vampiro diventato leggenda in WWE

"Classy" diventò il lottatore più odiato negli anni '50 mordendo i suoi avversari fino a farli sanguinare, per poi dedicarsi alla carriera da manager.

Freddie Blassie è un Hall of Famer WWE

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Uno dei concetti fondamentali nel mondo del wrestling è quello della cosiddetta “keyfabe”,  assimilabile a quello della sospensione dell'incredulità nella letteratura: in particolare si riferisce al rapporto fra il contenuto degli show e il pubblico, che vi assiste consapevole che sia predeterminato ma lo guarda e reagisce come se si trattasse di una competizione sportiva legittima e soprattutto come se i personaggi che partecipano fossero veri.

A cavallo fra gli anni ’50 e ’60 questo concetto però non era ancora diffuso fra gli appassionati, che seguivano gli show credendo fosse uno sport vero e proprio, ritenendo quindi che le gimmick interpretate dai lottatori fossero reali: i buoni erano davvero degli eroi senza macchia e senza paura, mentre i “cattivi” erano persone disprezzabili quasi come se fossero dei criminali.

L’esempio migliore di quell’epoca in questo senso fu sicuramente Freddie Blassie: il nativo del Missouri è passato alla storia come uno dei wrestler più odiati d’America nel secondo dopoguerra, diventando l’archetipo dell’heel senza scrupoli prima di approdare in WWE e lasciare il segno anche nel ruolo di manager.

Freddie BlassieWwe.com
Blassie diventò noto come "Il Vampiro" mordendo i suoi avversari

Freddie Blassie, un "vampiro" diventato leggenda del wrestling

Blassie iniziò la sua carriera lottando nelle federazioni territoriali che facevano parte dell’NWA: inizialmente si presentava con un personaggio positivo ma che però non riuscì mai a far breccia nel cuore del pubblico. Così decise di cambiare radicalmente la sua gimmick diventando un cattivo sadico e scorretto, ossigenandosi i capelli (caratteristica di altri heel del periodo come Buddy Rogers e Gorgeous George) e adottando il soprannome “Classy”.

Da quel momento in poi, Freddie Blassie sarà considerato il lottatore più odiato della sua epoca. Vincerà innumerevoli titoli fra NWA e World Wrestling Alliance diventando famoso come “Il Vampiro”: durante le sue interviste, il wrestler userà una lima per aguzzare i suoi canini, con cui morderà in testa e sul collo i suoi avversari fino a farli sanguinare.

Nel wrestling moderno, un lottatore viene considerato un buon heel se riesce a farsi odiare e fischiare dagli spettatori, ma negli anni ’50 e ’60 la questione era portata all’estremo dato che il pubblico credeva che quello che accadeva nel mondo del wrestling fosse vero. Durante la sua carriera Blassie è stato accoltellato ben 21 volte da dei fan che lo detestavano e nel 1961, durante un match contro Lord James Blears, un pazzo salì sul ring e gli gettò una secchiata di acido sulla schiena.

“Classy” però si è sempre detto fiero dell’odio che gli appassionati provavano verso di lui, segno che sapeva interpretare alla perfezione il suo ruolo. E la prova definitiva fu la sua esperienza in Giappone fra il 1962 e il 1968: Blassie ebbe una lunga rivalità con il leggendario Rikidōzan, beniamino della folla, a cui riservò lo stesso trattamento dei suoi rivali in patria, mordendolo e facendolo sanguinare ad ogni match. Pare che le scene degli incontri fra i due furono così cruente da provocare malori fra le persone presenti nel pubblico, alcune delle quali addirittura morirono per degli infarti. Tenendo fede alla sua fama, Freddie Blassie commentò la notizia con una dichiarazione in perfetto stile da supercattivo.

92 persone sono morte di infarto guardando i incontri. Il mio obiettivo era arrivare a 100, ho fallito.

Freddie BlassieWwe.com
Freddie Blassie con The Iron Shiek

L'approdo in WWE e la carriera da manager

Nel 1964 Blassie passerà in WWE (allora WWWF) in cui lotterà per ben 10 anni prima di ritirarsi dal ruolo di wrestler e decidere di diventare un manager per sfruttare le sue innate doti di parlatore, che lo renderanno anche in quella posizione uno degli uomini più odiati della compagnia.

Prima dell’arrivo di Bobby Heenan a metà degli anni ’80 infatti, Classy sarà il manager heel più famoso in WWE e avrà un ruolo fondamentale nella famosissima rivalità fra il suo assistito The Iron Shiek e Hulk Hogan con in palio il titolo mondiale.

Blassie avrà un ruolo attivo negli show della compagnia di Stamford fino al dicembre del 1986, in cui deciderà di ritirarsi definitivamente da mondo del wrestling. Ma la sua grande amicizia con la famiglia McMahon gli permetterà di rimanere vicino agli ambienti della federazione anche nei decenni successivi, fino ad una meritatissima introduzione nella Hall of Fame della WWE arrivata nel 1994.

Blassie con Ali
Freddie Blassie e Muhammad Ali

Un'icona anche fuori dal ring: il rapporto con Muhammad Ali

La carriera di Freddie Blassie si è sviluppata in un’epoca in cui il wrestling non aveva ancora la rilevanza nazionale che ha adesso: il boom della disciplina sarebbe arrivato soltanto a metà degli anni ’80 e la fama dei lottatori difficilmente si espandeva oltre i confini dello stato dove lavoravano di solito. Il personaggio di Classy però fu uno dei primi ad oltrepassare queste barriere e ottenere l’attenzione dei media generalisti sia nel periodo in cui era sul ring che in quello in cui era un manager

Il nativo del Missouri fu ospite di molti talk show famosi negli anni ’60, in particolare quello di Regis Philbin che cercava di domarne le intemperanze durante le interviste. L’alchimia fra il wrestler e il conduttore rendeva lo show imperdibile e fu fondamentale per la crescita in popolarità di Philbin, che diventerà una delle figure più importanti della televisione statunitense.

Ma il maggior riconoscimento della fama di Blassie al di fuori del mondo del wrestling fu sicuramente il suo rapporto con Muhammad Ali. Il pugile è passato alla storia non soltanto per il suo talento sul ring ma anche per la sua abilità nel trash-talking: Ali capì ben presto come la capacità di catalizzare l’attenzione del pubblico su un match semplicemente grazie a delle dichiarazioni sprezzanti e strafottenti fosse una parte fondamentale del diventare una star, per questo si ispirò allo stile di alcuni wrestler dell’epoca, in particolare Gorgeous George e proprio Classy.

L’ammirazione nei confronti di Blassie da parte di Ali era tale che il fu Cassius Clay decise di assumerlo come portavoce per gli eventi pubblici a metà degli anni ’70 e lo volle al suo angolo per lo storico match disputato a Tokyo nel 1976 contro la leggenda del wrestling giapponese Antonio Inoki. Un attestato di stima nei confronti di un personaggio che ha segnato per sempre il mondo del wrestling e che oltre a generazioni intere di lottatori, ha ispirato persino il più grande pugile di tutti i tempi.

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