Olimpiadi invernali, pagelle e speranze azzurre per il futuro

Tiriamo le somme dei GIochi appena conclusi dando anche uno sguardo verso il futuro: chi potranno essere i protagonisti azzurri a Pechino 2022?

Le due medaglie d'oro Michela Moioli e Sofia Goggia

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Le Olimpiadi invernali di PyeongChang si sono ufficialmente concluse. Per l'Italia il bottino finale è stato di 10 medaglie, di cui tre ori portati a casa dalle campionesse Arianna Fontana, Sofia Goggia e Michela Moioli. Motivo d'orgoglio per tutto il movimento, visto che era da Vancouver 2010 che non arrivava la medaglia più pregiata di tutte, ovvero da quando Giuliano Razzoli trionfò nello slalom speciale.

Come sottolineato dal presidente del Coni Giovanni Malagò, rispetto a Sochi c'è stato un netto miglioramento e il dodicesimo posto nel medagliere ne è una prova tangibile.

Ci sono sport che però in queste due settimane di Olimpiadi invernali non hanno brillato come ci si aspettava, mentre altri hanno superato le aspettative: andiamo dunque ad analizzare quali sono state le discipline migliori e quali le peggiori per l'Italia a PyeongChang.

Olimpiadi invernali, il meglio e il peggio azzurro

I MIGLIORI

Snowboard femminile: la prima volta non si scorda mai. Già, perché mai prima di queste Olimpiadi invernali era arrivata una medaglia d'oro per gli azzurri dello Snowboard. Ci ha pensato Michela Moioli a scrivere la storia, andandosi a prendere una vittoria tanto bella quanto inaspettata. Nel maschile invece si poteva sicuramente fare meglio, specie nelle discipline acrobatiche.

Sci alpino femminile: anche in questo caso una medaglia d'oro che luccica tantissimo. Sofia Goggia, che aveva deluso tutti nel Super G, si è riscattata alla grande nella Discesa Libera facendo impazzire tutta l'Italia. In questa disciplina applausi anche a Federica Brignone, capace di vincere il bronzo nel Gigante frutto di tanto lavoro e sacrifici. Bene anche Marta Bassino (all'esordio olimpico) e la solita grintosa Nadia Fanchini.

Short Track: come la scherma è il rifornitore principale di medaglie alle Olimpiadi estive, lo Short Track fa lo stesso per quelle invernali. Inutile celebrare ulteriormente Arianna Fontana, che con tre medaglie olimpiche sale a quota 8 totali in carriera, avvicinando sensibilmente il record per un atleta italiano detenuto da Stefania Belmondo (arrivata a 10). Per quanto riguarda il maschile non sono purtroppo arrivate medaglie, ma va elogiata la forza e l'orgoglio di Yuri Confortola.

I PEGGIORI

Bob: poco da dire, visto che da questo sport non è arrivata nessuna emozione dagli azzurri in gara. Fa tristezza pensare ai tempi gloriosi in cui l'Italia battagliava per le prime posizioni, ora serve un netto cambio di rotta.

Sci alpino maschile: al contrario delle donne, gli uomini dello Sci non lasciano traccia a PyeongChang. In particolar modo sono da dimenticare le prestazioni di Innerhofer (che veniva da un argento a Sochi nella Libera), Paris, Fill e Moelgg. Inoltre, era dall'edizione di Torino 2006 che i ragazzi dello sci coglievano almeno una medaglia: solo un anno sabbatico o segnali preoccupanti?

Freestyle: è praticamente tutto da buttare. Mancano ragazzi di talento su cui investire, e anche in questo caso servirebbe un progetto serio che porti a Pechino 2022. 

La caduta di Debora PixnerGetty Images
Debora Pixner cade proprio sul traguardo...ma si qualifica ai quarti

Le speranze per il futuro

Nonostante alle Olimpiadi di Pechino 2022 (la prima città nella storia ad ospitare i Giochi estivi e invernali) manchino precisamente quattro anni, possiamo tracciare una prima previsione su quali atleti ci potranno dare della soddisfazioni in terra cinese. 

Michela Moioli: essendo una classe '95 e con un talento sconfinato, è scontato parlare di lei come l'atleta su cui riporremo maggior fiducia fra quattro anni. Non ci resta quindi che augurarle buon lavoro.

Sofia Goggia: a 29 potrà sicuramente raggiungere il massimo livello in carriera, sperando ovviamente che gli infortuni la lascino in pace per sempre. La medaglia d'oro di PyeongChang non potrà fare altro che motivarla ancora di più.

Arianna Fontana: vederla a Pechino non sarà scontato, visto che avrà raggiunto 32 anni e il rischio di avere la pancia piena ci potrà essere (come non capirla, d'altronde). Ma la leonessa valtellinese ha messo nel mirino il record di medaglie olimpiche di Stefania Belmondo, e questo fatto potrà spingerla a prendere un aereo per la Cina.

Marta Bassino: detto dell'ottimo esordio in questa avventura coreana, la ventiduenne piemontese sarà la nostra carta da giocare nel Gigante. Attendiamo fiduciosi una sua crescita esponenziale, perché può rappresentare il futuro di questa disciplina. 

Daniele Grassl: parliamo di un classe 2002, quindi di un ragazzo che fra quattro anni avrà 20 anni spaccati. La sua disciplina è il Pattinaggio artistico, e confidiamo che la sua gioventù possa riportare una medaglia olimpica anche in questo sport.

Nicola Tumolero: dopo il bronzo nei 10000 in Corea, il pattinatore veneto sarà una delle nostre certezze a Pechino. L'età è dalla sua parte, poiché sarà un ventottenne nel pieno della carriera.

Michela Moioli dopo la vittoriaGetty Images
Michela Moioli pazza di gioia subito dopo l'oro

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