Serie A, lotta salvezza serrata: quattro squadre in 4 punti

Hellas Verona, Spal, Crotone e Sassuolo chiuse in quattro punti: la lotta per non retrocedere è apertissima. Sarà decisivo anche il calendario. Chi la spunterà?

I quattro protagonisti delle squadre in lotta per non retrocedere e restare in Serie A

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Lotta Scudetto, lotta all'Europa e lotta salvezza. Un campionato si divide, tendenzialmente, in queste tre mini competizioni. Solo in una c'è in palio un trofeo, nelle altre in palio c'è una stagione. Se arrivi in Champions League hai salvato la tua annata, hai fatto il tuo dovere oppure hai compiuto un'impresa insperata e impronosticabile ad inizio stagione. Lo stesso discorso vale se ti qualifichi in Europa League. Poi c'è la lotta per rimanere in Serie A: quella meno importante perché universalmente riconosciuta come la lotta degli ultimi della classe.

Eppure la lotta per la salvezza dà sempre soddisfazioni. Quando lotti per rimanere aggrappato ad un sogno ci metti qualcosa in più, sempre. Qualcosa che va oltre la tattica, il modulo di gioco o le qualità del singolo. Combattere per non retrocedere e rimanere in Serie A vuol dire metterci il cuore. Può succedere che il calendario ti sfavorisca oppure che ti sia inaspettatamente alleato, può succedere di ritrovarti con un attaccante in forma smagliante che appena tocca la palla finisce in rete oppure può succedere che dai tutto te stesso, ma non serve a nulla: gli altri sono troppo lontani e tu ti sei svegliato troppo tardi.

Quest'anno invischiate nella lotta per non retrocedere ci sono quattro squadre in quattro punti. Un niente. C'è l'Hellas Verona di Pecchia, penultimo, a quota 19, la Spal di Semplici, terzultima, a 20, il Crotone di Zenga a 21 e il Sassuolo di Iachini a 23. Chi si salverà? Chi ha le carte in regola e gli strumenti necessari per farlo e ricominciare una nuova stagione, l'anno prossimo, provando a lottare per traguardi più prestigiosi o magari accontentandosi di una salvezza più tranquilla.

Serie A, lotta salvezza serrata: la situazione dell'Hellas Verona

Una stagione di alti, ma anche di molti e profondi bassi. Costruita in estate per fare un campionato di metà classifica o comunque per puntare ad una salvezza tranquilla, la banda di Pecchia, ha disatteso le aspettative. Tra tutte e quattro le contendenti forse è quella meno accreditata a salvarsi data l'inesperienza della maggior parte della rosa e data la poca continuità di prestazioni mostrata fin qui in campionato. Il punto debole è la mancanza di riferimenti: non c'è un giocatore a cui affidarsi completamente e dal quale farsi trascinare di prepotenza fuori dal tunnel della retrocessione.

Valoti protagonista contro il Torino con una doppietta che vale il 2-1 finale

I punti forti sono lo spirito di sacrificio e Kean. Dopo l'addio di Pazzini è diventato il terminale offensivo titolare e il suo lavoro lo fa sempre abbastanza egregiamente. Nonostante la giovane età ha una certa esperienza accumulata all'ombra di grandi campioni alla Juventus e che può dargli la maturità giusta per tirare fuori i suoi compagni dal de profundis stagionale. Lo spirito di sacrificio è encomiabile e non comune: segnano tutti. Dimostrazione del fatto che la palla la vogliono proprio spingere in porta caricando, se necessario, anche a testa bassa. Altro fattore non trascurabile il calendario: da qui alla fine affronterà solo quattro squadre che occupano le parti alte della classifica di Serie A, le restanti otto partite sono contro squadre alla portata. Se recupereranno la costanza di rendimento forse le strade che portano alla salvezza non saranno tanto tortuose.

Spal

Tra le neopromosse è sicuramente quella che ha fatto vedere un calcio migliore e ha dimostrato una continuità di rendimento maggiore. Risultati altalenanti a parte, la Spal di Semplici è quella che ha dato l'idea di essere più squadra e può annoverare tra le sue fila un bomber d'esperienza come Mirco Antenucci. Contro il Crotone ha dimostrato di credere alla salvezza e di avere le qualità di squadra per raggiungerla. Tutti giocano per tutti e i singoli risplendono all'ombra del collettivo: un'arma in più e da non sottovalutare da qui alla fine.

Mirco Antenucci esulta dopo il gol dell'1-0 contro il Crotone

Il punto forte è sicuramente Mirco Antenucci. Fin qui l'ex attaccante del Leeds ha segnato 7 gol e regalato 5 assist vincenti ai compagni, ma più in generale è la manovra offensiva che funziona: 26 gol fatti e migliore attacco tra le squadre che lottano per non retrocedere. L'ostacolo maggiore da qui alla fine è rappresentato dal calendario che vedrà la Spal contrapposta equamente a squadre di media bassa classifica a squadre di vertice. Dalla sua ha però due scontri salvezza ancora da giocare contro Hellas Verona e Benevento.

Crotone

Dall'arrivo di Zenga ha fatto più che bene e, fino a due settimane fa, sembrava aver chiuso il discorso salvezza. Poi la sconfitta col Benevento prima e con la Spal poi ha riaperto tutto. Un calo mentale o forse un appagamento ingiustificato che ha fatto abbassare alla squadra del presidente Vrenna la guardia. Il gioco di squadra è il suo forte e anche l'esperienza: è al secondo anno consecutivo di Serie A e sa cosa deve fare per salvarsi e cosa sarà fondamentale per farlo. Bisogna crederci più degli altri e provare a fare risultato anche con le grandi, cosa che ha dimostrato fin qui di poter fare.

Ante Budimir esulta dopo il gol del momentaneo pareggio contro la Spal in campionato

Da qui alla fine ha solo quattro scontri alla portata e otto contro squadre di media alta classifica. Verosimilmente si giocherà la salvezza contro Bologna, Genoa, Sassuolo e Chievo Verona, ma dovrà provare a fare risultato anche contro qualcuna delle otto qualitativamente superiori. Gli scontri diretti? Manca solo il Sassuolo, ma in generale non è messo bene: solo con l'Hellas Verona è in vantaggio dopo lo 0-0 dell'andata e il 3-0 al ritorno. Col Benevento ha vinto prima 2-0 e perso poi 3-2 il ritorno, con la Spal, il Crotone, ha prima pareggiato e poi perso. Resta solo il Sassuolo contro il quale è per ora in svantaggio per 2-1. Serve quindi un percorso netto e racimolare punti lì dove sarà possibile e, purtroppo, fare risultato laddove non si è favoriti.

Sassuolo

Tira e tira, alla fine, la corda si spezza. Ce l'ha messa proprio tutta il Sassuolo quest'anno per finire nelle acque più torbide della Serie A. Dopo le stagioni vissute ai vertici del campionato, quest'anno, il de profundis. Solo 23 punti raccolti in campionato e un attacco che fatica terribilmente a segnare. Berardi si è perso. Ormai è l'ombra del giocatore ammirato e venerato come il salvatore del calcio italiano e né Falcinelli prima né Babacar poi sono stati in grado di portare in dote la mole di gol necessaria per risollevare le sorti della squadra del patron Squinzi. Non a caso ha il peggior attacco del campionato: 15 gol segnati. Addirittura tre in meno del Benevento ultimo a 10 punti.

Domenico Berardi, al Sassuolo servono i suoi gol per uscire dalle zone pericolose della classifica

Difficilmente, ora come ora, è pronosticabile un Sassuolo in Serie B. Il livello della rosa e l'esperienza maturata negli ultimi cinque anni di Serie A e l'avventura dello scorso anno in Europa League saranno, probabilmente, un fattore decisivo per il raggiungimento della salvezza che comunque non sarà tranquilla. Servirà ritrovare la miglior condizione psico-fisica e sperare nella resurrezione di Berardi, magari verso Pasqua, chissà. Il calendario non è ostile, ma volendo rischioso: oltre alle sfide con Inter, Milan, Napoli e Roma ci sono tutti gli scontri diretti con le altre tre (Verona, Spal e Crotone) da giocare. Il destino dei neroverdi è nelle loro mani sapranno giocarsi le loro carte come si deve?

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