Premier League, l'Arsenal "imita" il Milan: un ex al posto di Wenger?

L'ex attaccante ammette il proprio interesse per la panchina dei Gunners. Ma la concorrenza per la successione a Wenger è spietata.

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Il tracollo contro il Manchester City nella finale di Coppa di Lega ha riaperto una questione che, in casa Arsenal, non si era in realtà mai chiusa. Nonostante quel contratto (improvvidamente?) rinnovato la scorsa primavera fino al 2019, in barba al malumore crescente della tifoseria dei Gunners, la posizione di Arsene Wenger è tutt'altro che sicura. E non potrebbe essere altrimenti, risultati alla mano. 

La scena muta opposta al rutilante City di Guardiola ha ulteriormente incancrenito la ferita, e mentre i tifosi abbandonavano le tribune di Wembley 20' prima del fischio finale, come a prendere le distanze dallo scempio a cui avevano assistito loro malgrado, i social rilanciavano prepotentemente il tormentone del #WengerOut

Stabilito che difficilmente il board dell'Arsenal prenderà decisioni drastiche nei confronti di un'icona - il quale, dunque, resta sostanzialmente padrone del proprio destino - una soluzione va comunque concordata. A meno di un clamoroso finale di stagione - per esempio, un trionfo in Europa League - ripartire ad agosto con la 22esima edizione del binomio Arsenal-Wenger sembra masochismo puro. A proposito di Europa League: dal prossimo avversario nella competizione, i Gunners potrebbero trovare la giusta ispirazione per quanto riguarda la pianificazione del loro futuro.

Premier League, Thierry Henry strizza l'occhio all'Arsenal

Thierry Henry Arsene Wenger Getty
Wenger e Henry, protagonisti dell'epoca d'oro dell'Arsenal

Due mesi fa, il Milan non avrebbe messo paura nemmeno a una squadra parrocchiale. Oggi, dopo 12 risultati utili consecutivi, la prospettiva è mutata radicalmente, come testimoniano le reazioni tutt'altro che entusiaste dei tifosi dell'Arsenal al sorteggio. Il merito è soprattutto di Gennaro Gattuso, ex cuore pulsante del Milan ancelottiano, divenuto insospettabile condottiero - e, incredibile a dirsi, fine stratega - in uno dei momenti più bui che si ricordino da quelle parti.

Anche a Londra si parla da tempo della possibilità di affidare la squadra a un totem del passato - e non di un totem qualunque, ma del miglior giocatore della storia del club. Thierry Henry, attualmente nello staff della nazionale belga, era già stato indicato come possibile successore di Wenger lo scorso anno, ma, sollecitato sull'argomento, si era mostrato più lusingato che realmente convinto:

L'Arsenal è il club del mio cuore, ovviamente mi piacerebbe allenarlo, ma non è certo un mio diritto. Ho un rispetto enorme per Arsene e per ciò che ha fatto. Io sono impegnato con il Belgio, non so se sarei pronto per l'Arsenal. Nessuno lo sa. Devo ancora imparare il lavoro. Forse un giorno sarò un buon allenatore, magari tra un anno, o tra due, ma non so dire quando. Ora sto imparando

A un anno di distanza, il rispetto di Thierry per il suo vecchio mentore è rimasto intatto, ma la convinzione sembra essere cresciuta. Così il francese ai microfoni di Sky Sports:

Sono ancora impegnato con il Belgio, ma vediamo cosa succede. Interessato alla panchina dell'Arsenal? Certo, chi non lo sarebbe? Per me sarebbe un sogno. Ma non ne voglio parlare, ho troppo rispetto per Wenger e per il mio attuale incarico. Ma chi non sarebbe interessato?

Se a giugno dovesse finalmente concretizzarsi il #WengerOut, Thierry Henry sarebbe probabilmente inserito nella rosa dei candidati alla successione. Ma, va detto, la concorrenza sarebbe spietata, con il duo italiano Allegri-Ancelotti in cima alle preferenze.

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