Olimpiadi invernali, freestyler canadese ruba un’auto: arrestato

Dave Duncan fermato dalla polizia dopo essere salito a bordo di un fuoristrada parcheggiato con il motore acceso: "Sono dispiaciuto, non ho dimostrato giudizio".

Olimpiadi invernali, l'atleta canadese Dave Duncan ruba un’auto: arrestato

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"La differenza tra l'ordinario e lo straordinario sta nelle piccole cose". Questa citazione di Dale Hunter, giocatore canadese di hockey su ghiaccio, è quella scelta dal freestyler canadese Dave Duncan per descrivere la sua filosofia di vita. C'è da dire, però, che anche le grandi cose a volte possono fare la differenza, come ad esempio rubare una macchina e farsi arrestare per furto e guida in stato d'ebbrezza.

Già, a Dunc (il suo soprannome) è capitato proprio questo, nel corso delle Olimpiadi invernali di PyeongChang 2018.

Dopo la delusione per la medaglia mancata nella gara di Ski Cross (la disciplina dello sci freestyle), evidentemente in cerca di qualcosa per non pensare all'ottavo posto con il quale ha concluso la sua gara alle Olimpiadi invernali, il 35enne canadese si è infatti reso protagonista di un episodio tanto folle quanto curioso, che ha portato addirittura al suo arresto. Da quanto si apprende dalle ricostruzioni, Dave Duncan avrebbe deciso di alzare un po' troppo il gomito nei bar di PyeongChang, finendo per perdere il controllo delle sue azioni e "prendere in prestito" un bel fuoristrada rosso fuoco lasciato in sosta con il motore acceso, guidandolo per un breve tragitto.

Il momento dell'arresto di Dave Duncan, freestyler canadese alle Olimpiadi invernali
Olimpiadi invernali, il momento dell'arresto di Dave Duncan

Olimpiadi invernali, freestyler canadese ruba auto: arrestato

Insieme a lui, tra l'altro, c'erano anche sua moglie Maja e uno dei manager della delegazione del Canada alle Olimpiadi invernali, Willy Raine. Il freestyler è stato fermato poco dopo dalla polizia di Daegwallyeong, che ha riscontrato un tasso alcolico nel sangue di 0,16 (il limite legale in Corea del Sud è 0,05). Così è stato arrestato e portato in caserma, per poi essere rilasciato successivamente:

Siamo profondamente dispiaciuti - hanno comunicato in un nota Dave e Maja Duncan - perché ci siamo resi protagonisti di un comportamento che ha dimostrato scarsa capacità di giudizio e di sicuro non all'altezza degli standard attesi da chi rappresenta la nazionale canadese.

Una disavventura davvero molto curiosa, dalla quale la delegazione canadese ha voluto prendere le distanze in modo categorico:

Non siamo coinvolti direttamente. Ciò che è accaduto riguarda il comportamento dei singoli componenti della nostra spedizione olimpica. Non siamo nella posizione di poter commentare quanto accaduto, ma naturalmente stiamo analizzando con estrema serietà il tutto.

E il proprietario del fuoristrada?

Resta solo una situazione ancora in sospeso in tutta questa vicenda. Che ne è stato del proprietario di quel fuoristrada rosso fuoco? Beh, a quanto pare, a lui nessuno ha chiesto scusa o offerto qualcosa in segno di risarcimento, come rivelato dalla giornalista Diana Swain.

Sarebbe stato carino se Duncan lo avesse portato con sé all'interno del villaggio olimpico, o almeno firmato un autografo. Qualcosa di simbolico, insomma. E invece niente, solo quelle scuse dovute a livello diplomatico per evitare ulteriori conseguenze. Peccato, perché come diceva Dale Hunter, "la differenza tra l'ordinario e lo straordinario sta nelle piccole cose".

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